ferguson

A FERGUSON I PIÙ MODERATI SONO LE “PANTERE NERE” - PER RIPORTARE LA CALMA SI SONO SCHIERATE LE ORGANIZZAZIONI DEL RADICALISMO BLACK - E INTANTO TWITTER CON DORSEY IN PRIMA LINEA INFLUISCE PIÙ DI OBAMA

1. E FERGUSON UNÌ IL GURU DI TWITTER E LE PANTERE NERE

Paolo Mastrolilli per “La Stampa”

 

Missouri National Guard Missouri National Guard

Capisci che la dinamica sta cambiando, a Ferguson, quando le Pantere Nere si alleano con la Nation of Islam e i leader religiosi locali. Obiettivo: isolare i violenti e riportare la protesta per l’uccisione di Michael Brown nei binari pacifici della migliore tradizione storica del movimento per i diritti civili.


Succede verso le sei del pomeriggio di martedì, quando l’ex presidente del New Black Panther Party, Malik Zulu Shabazz, va ad accogliere una ventina di rappresentanti dell’organizzazione guidata da Louis Farrakhan, di cui aveva fatto parte anche Malcolm X. Si abbracciano, si stringono le mani, e vanno insieme a calmare e guidare la folla.

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia

 

In qualunque altro contesto la polizia li avrebbe pedinati, se non arrestati: le vecchie Pantere Nere erano accusate di essere un gruppo terroristico, mentre la Nation of Islam, sempre in bilico sull’orlo dell’illegalità, è sospettata persino di aver fatto uccidere il proprio fratello Malcolm X. Eppure a Ferguson sono diventate le forze della moderazione, scavalcate ogni notte dalla violenza dei gruppi anarchici e criminali, venuti da Chicago, New York e California solo per approfittare della situazione e combinare guai.

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  9missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 9

 

La polizia infatti li lascia fare, e anche i leader religiosi locali di varie denominazioni accettano di lavorare insieme a loro, indossando magliette nere con su scritto «Peacekeepers». Lo scopo è pattugliare insieme le strade tutta la notte, per convincere la gente a marciare in maniera pacifica, isolando invece i violenti venuti da fuori.

 

«Dobbiamo convincere questi ragazzi - ci dice Shabazz - a non suicidarsi. A cosa serve protestare per una causa giusta, se poi domani hai un colpo in testa e sei morto? Abbiamo già avuto abbastanza lutti: ora è venuto il momento di aiutare la giustizia a compiere il proprio corso, per risolvere l’omicidio di Michael Brown e ridare speranza all’intera comunità nera discriminata».
 

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  8missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 8

Parole del genere sono rare sulla bocca di Shabazz, quasi come la gentilezza su quella di un terrorista dell’Isis: il capo delle nuove Pantere Nere ha costruito la sua carriera politica sull’estremismo, però adesso si sente scavalcato da questi giovani violenti senza direzione, e vuole riciclarsi in un leader responsabile.
 

Quella di martedì voleva essere finalmente la notte dei responsabili, come dimostra il fatto di incontrare tra i manifestanti anche un miliardario come il cofondatore di Twitter, Jack Dorsey. Indossa una maglietta bianca, jeans, e un cappelletto da baseball che copre la sua faccia, già nascosta dalla barba.

 

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  7missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 7

La velocità con cui twitta foto e video della protesta, però, lo rende inconfondibile: «Sono appena tornato dall’Italia, dove ero in vacanza nel Paese originario della famiglia di mia madre, vicino Venezia. Io sono nato e cresciuto a St. Louis, e ho sentito il bisogno di essere qui». Si è portato dietro anche il padre, tanto per dimostrare come le manifestazioni possano essere anche un affare per famiglie. «Il problema - dice - non è solo la violenza che la polizia ha usato contro Michael Brown, ma in generale la dura discriminazione contro i neri.

 

Qui esiste da quando ero ragazzo, però abbiamo preferito dimenticarla per decenni. Ora è esplosa, a causa di questo episodio, ma dopo che verrà fatta giustizia bisognerà affrontare le cause profonde della rabbia, che stanno nella completa mancanza di opportunità e futuro».

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  6missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 6

 

Proprio per questo, però, Jack è contento di vedere leader che predicano la pace ai manifestanti: «Sappiamo che sono venuti gruppi violenti da fuori, solo per provocare il caos. Chiunque abbia vissuto a Ferguson li riconosce. È un peccato, perché questa gente attira tutta l’attenzione con i propri attacchi, e fa dimenticare le cause per cui invece i residenti civili della città stanno giustamente dimostrando».


La ragione per cambiare la dinamica della protesta stava anche nel fatto che ieri il ministro della Giustizia, Eric Holder, è venuto a Ferguson. Lo ha mandato il presidente Obama per incontrare i genitori di Michael Brown, pronunciare le parole che lui non può dire sulle divisioni razziali per evitare di esacerbarle, e assicurare che il procedimento legale sulla sparatoria compia il suo corso.

 

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  5missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 5

Da una parte c’è l’inchiesta penale, che ieri è arrivata davanti al Grand Jury dove si deciderà se incriminare Darren Wilson, il poliziotto che ha sparato a Brown: i suoi colleghi sostengono che era stato aggredito e che quindi aveva reagito per legittima difesa. Ci sono polemiche perché il procuratore locale McCulloch, figlio di un poliziotto morto in servizio, non viene considerato imparziale dalla comunità nera. Washington vuole essere sicura che il procedimento venga gestito con la massima correttezza, affinché serva per disinnescare la miccia, invece di riaccenderla.

 

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  4missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 4

Nello stesso tempo proprio Holder ha ordinato di fare una terza autopsia indipendente sul cadavere di Mike, e potrebbe aprire un procedimento federale per la violazione dei suoi diritti civili. Tutti passi avanti verso una soluzione civile del caso, che anche in strada richiedono la pacificazione della protesta.
 

Pantere Nere, leader religiosi e Nation Of Islam infatti riescono a contenere la rabbia, fin verso alla mezzanotte di martedì. Invitano i manifestanti a marciare senza fermarsi, come ha chiesto la polizia, che si schiera lungo il percorso ma senza gli atteggiamenti più provocatori dei giorni scorsi. Funziona, e per la prima volta in diverse notti non spara lacrimogeni o proiettili di gomma.

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  33missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 33

 

Shabazz ringrazia i militanti e dà loro appuntamento per la mattina dopo, ma in quel momento succede qualcosa. Arrivano i violenti, che lanciano bombe di acqua e urina contro i poliziotti. Gli agenti reagiscono, li inseguono con gli spray urticanti e ne arrestano una cinquantina. La strada della calma e della responsabilità, spianata proprio dagli estremisti di ieri, è ancora in salita.


2. IL NUOVO POTERE MEDIATICO DEI BIG DELLA SILICON VALLEY

Marco Bardazzi per “La Stampa”

 

Chi conta di più, Twitter o la Casa Bianca? In questi giorni il social network sembra avere più peso politico di Barack Obama. Il fondatore Jack Dorsey marcia con i manifestanti a Ferguson. Il Ceo della società, Dick Costello, con un’iniziativa inedita vieta la diffusione su Twitter delle immagini dell’esecuzione di James Foley, pena la cancellazione del profilo. Una mossa che arriva in parallelo alla scelta di YouTube (Google) di rimuovere i video jihadisti.

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  31missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 31

 

Il doppio gesto di Dorsey e Costello significa che Twitter e le altre piattaforme «social» non sono più neutrali. Era inevitabile che accadesse, visto il peso che hanno nelle vicende del mondo. Ma ora i big della Silicon Valley si espongono a domande difficili. Con quali criteri scelgono cosa censurare? Chi decide? Sacrosanto bloccare i terroristi, ma c’è il rischio di limitare in futuro la libertà d’espressione?

 

missouri   proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia  32missouri proteste dopo la morte di michael brown ucciso dalla polizia 32

Domande che i media tradizionali affrontano da sempre, ma che ora investono i custodi dei nostri dati e della nostra privacy. Con una complicazione: tutto è più veloce di un tempo. Se l’11 settembre 2001 ci fosse stato Twitter, saremmo stati sommersi da immagini di gente che vola dalle Torri Gemelle. All’epoca il filtro di tv e giornali attutì gli eccessi. Oggi chi potrebbe fermare quella pioggia di corpi?

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”