russell edwards aaron kosminski jack lo squartatore

FERMI TUTTI: L'IMPRENDITORE INGLESE RUSSELL EDWARDS SOSTIENE DI AVER SCOPERTO LA VERA IDENTITÀ DI JACK LO SQUARTATORE - SI TRATTEREBBE DEL BARBIERE POLACCO AARON KOSMINSKI, DA TEMPO SOSPETTATO D’ESSERE IL SERIAL KILLER PIÙ FAMOSO DI SEMPRE - EDWARDS, CHE HA FATTO DI "JACK THE RIPPER" LA SUA RAGIONE DI VITA, SOSTIENE DI AVER TROVATO LA PROVA SCHIACCIANTE GRAZIE A DELLE TRACCE DI DNA SULLO SCIALLE DELLA QUARTA VITTIMA DELL'ASSASSINO, CATHERINE EDDOWES, AMMAZZATA NEL SETTEMBRE 1888 - IL DNA È STATO CONFRONTATO CON QUELLO DI...

Estratto dell'articolo di Leonardo Coen per “il Fatto quotidiano”

 

russell edwards

Ora la “pistola fumante” per incastrare finalmente il vero Jack lo Squartatore, il serial killer più famoso di Londra e forse del mondo intero, c’è: a premere il grilletto è un team di legali che ha inviato una lettera al procuratore generale britannico per avere il permesso di chiedere all’Alta Corte una nuova inchiesta e imbastire così finalmente un processo, poiché lo consente l’acquisizione di una prova indiscutibile, a dir loro. Quella del Dna. […] Anche dopo 136 anni e mezzo.

 

[…] Dopo lunghe, puntigliose e sofisticate ricostruzioni e altrettanto complesse indagini forensi, si è giunti alla certezza che Jack the Ripper non è un fantasma, né tantomeno un nobile perverso e capace di orripilanti atrocità, ma un immigrato polacco arrivato in Inghilterra dalla Polonia nel 1881, assieme al fratello maggiore.

 

aaron kosminski

È la tesi, circostanziata nei dettagli, dell’imprenditore Russell Edwards, che ha fatto di Jack lo Squartatore una ragione di vita, di studio (autore del best seller Naming Jack the Ripper, Pan Macmillan 2015) e di lavoro. […]

 

L’assassino si chiamava Aaron Kosminski, un barbiere polacco da tempo sospettato d’essere il serial killer, anzi, per Edwards, il principale se non l’unico indiziato, come già aveva scritto nel suo saggio.  L’ha incastrato una fatale corrispondenza del Dna, stabilita utilizzando uno scialle trovato sulla scena dell’omicidio di Catherine Eddowes (nota anche come Kate, Kate Conway, Kate Kelly e Mary Ann Kelly), ammazzata la notte tra sabato 29 e domenica 30 settembre del 1888, famosa per essere stata la quarta vittima di Jack the Ripper.

 

omicidio di catherine eddowes

[…] Catherine venne ritrovata in un lago di sangue, a pancia in su, sventrata. Il volto era stato sfregiato, naso e lobo dell’orecchio sinistro erano stati tagliati, il coltello aveva inciso anche la palpebra dell’occhio destro, e sfilacciato le labbra.

 

Come si è arrivati a Kosminski? Rintracciando la pronipote del fratello maggiore: la donna ha fornito il campione del suo Dna, gli esami hanno dimostrato il collegamento. Come ha detto di recente l’avvocato Tim Simpson, “se le nuove analisi del Dna su campioni di sangue e sperma ottenuti da uno scialle, notoriamente rinvenuto sulla scena dell’omicidio di Catherine Eddowes, fossero state a disposizione della polizia in quel momento, sarebbe stato giustificato per il medico legale incriminare e poi cercare di far processare il signor Aaron Kosminski sia per l’omicidio della Eddowes sia per le altre quattro vittime note dei cosiddetti omicidi dello Squartatore avvenuti a Londra alla fine del 1888”.

russell edwards con lo scialle di catherine eddowes

 

Appunto: lo scopo di Edwards, far riaprire il caso all’Alta Corte britannica. Perché è lui che ha ingaggiato gli avvocati.

 

Lui e i discendenti della sventurata Catherine Eddowes sollecitano la magistratura inglese perché si arrivi a stabilire legalmente chi ha ucciso Catherine e le altre (tre delle 5 vittime attribuite a Jack the Ripper sono state sventrate). […]

C’è voluto del tempo, ha ammesso Edwards al Today Show Australia, ripercorrendo le fasi della sua ricerca: Kosminski soffriva di schizofrenia, era in un manicomio quando morì nel 1919. […] “Pensare che tutto è cominciato un sabato di 18 anni fa, nel giorno di san Patrizio, il 17 marzo del 2007, quando mi recai all’asta bandita dalla Lacy Scott&Knight, a Bury St.Edmunds, nel Suffolk. Mi aveva attirato un lotto”. Il numero 235: uno scialle di seta, danneggiato, di fine Ottocento.

 

tracce di dna sullo scialle di catherine eddowes

Secondo i venditori, era stato rimosso dal corpo di Catherine Eddowes, una delle vittime di Jack the Ripper. Certo, c’erano controversie sulla sua autenticità, e veniva consigliato di verificare prima di fare le offerte.

 

[…] Una storia dello scialle, tuttavia, si trova nell’appendice del libro di Kevin O’Donnell (The Jack the Ripper Whitechapel Murders), basato sulla ricerca di Andy e Sue Parlor.  Inoltre, nella sala dell’asta era presente Stewart Evans, una delle principali autorità mondiali sul caso Ripper e collezionista di effimeri del vero crimine. L’asta per lo scialle va a vuoto. Ma Edwards è fortunato. Il proprietario se ne vuole liberare e il 2 aprile glielo vende. Il resto è un avvincente lavoro investigativo di uno storico dilettante, ma implacabile.

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