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MAMMA EBE IS BACK! "FINTE CURE ANCHE DAI DOMICILIARI", LA SANTONA A 84 ANNI SI BECCA UNA NUOVA DENUNCIA PER ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA: ASSISTEVA UNA DONNA COSTRETTA DAL MARITO A SUON DI BOTTE A RIVOLGERSI A LEI PER RIMANERE INCINTA – MA LA GIOVANE NON ERA L’UNICA A RIVOLGERSI A MAMMA EBE…

Franco Giubilei per la Stampa

MAMMA EBEMAMMA EBE

 

A ll' età di 84 anni Mamma Ebe non ha certo perso il vizio e si è beccata una nuova denuncia per esercizio abusivo della professione medica perché "assisteva" una giovane donna affetta da problemi di fertilità che era stata costretta dal marito a suon di percosse e minacce a sottoporsi a trattamenti prescritti dalla santona.

 

Già ai domiciliari per la condanna definitiva a quattro per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e, anche in quel caso, all' esercizio abusivo di professione medica, Gigliola Giorgini, alias Mamma Ebe, le applicava sul ventre una sostanza miracolosa e la cura era andata a rimpiazzare le terapie tradizionali, che la donna aveva interrotto per affidarsi agli intrugli della guaritrice.

 

Per il marito, oggi ex, è scattata una denuncia per maltrattamenti, così come per la Giorgini. A svelare l' intreccio perverso fra le pressioni del marito, molto religioso, e l' intervento della santona, è stata la vittima stessa, che ha denunciato l' accaduto e ha mollato l' uomo.

 

La giovane che si è fatta seguire da Mamma Ebe non è neanche la sola ad essersi rivolta alla santona, pizzicata dalla polizia di Forlì: diversi altri pazienti in cerca d' aiuto la visitavano a domicilio, dove stava scontando la pena. Il centro dell' attività della guaritrice era la villa di Sant' Ermete di Santarcangelo, nel Riminese.

 

Qui le indagini hanno individuato una piccola comunità di adepti che aiutavano la santona nei compiti più vari, per consentirle di ricevere appuntamenti: durante un controllo, le forze dell' ordine hanno trovato otto donne, di diversa estrazione sociale ed età, che facevano da aiutanti e assistenti.

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La vicenda di Gigliola Ebe Giorgini era scoppiata in tutto il suo clamore negli anni Ottanta: la donna, soprannominata la santona di Carpineta e fondatrice di un fantomatico Ordine di Gesù Misericordioso, mai riconosciuto, prometteva guarigioni miracolose ed era riuscita a guadagnarsi un seguito tale che Carlo Lizzani le dedicò il film omonimo, uscito nell' 85. La sua vita è stata scandita da accuse gravi, arresti e processi che non sono bastati a tenerla lontana dalla sua professione di guaritrice, grazie anche evidentemente a un' ignoranza pari alla sfiducia di tante persone nell' efficacia della medicina tradizionale.

 

RICETTA MAMMA EBERICETTA MAMMA EBE

L' anno scorso la Cassazione aveva anche confermato la condanna a sei anni per associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica per cure e massaggi praticati fra il 2005 e il 2010 a Villa Gigliola, sulle pendici del Montalbano. Persone malate o afflitte da varie forme di sofferenza, fisiche e psicologiche, si mettevano in coda per gettarsi nelle sue braccia di terapeuta truffaldina, che non doveva farsi scrupoli delle fragilità dei suoi pazienti, un punto di forza per guaritori come lei. Gli arresti compiuti nel 2010 dai carabinieri di Quarrata avevano apparentemente posto fine all' attività della santona.

 

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In questo caso, i trattamenti con la pomata dei miracoli dovevano essere cinque, abbastanza per sfiammare le tube dell' ultima paziente, una 37enne italiana che ha trovato nel marito il peggior consigliere che le potesse capitare, dal momento che proprio lui, un professionista di 35 anni, l' ha costretta ad abbandonare la fecondazione assistita - le diceva che un figlio concepito in quel modo avrebbe potuto avere problemi mentali - per ricorrere a Mamma Ebe.

 

Tutto questo nonostante le cure di quest' ultima le procurassero irritazioni cutanee e lesioni al basso ventre. La donna, prima di lasciare l' uomo, aveva rinunciato anche all' adozione perché ricattata dal marito, che minacciava di abbandonarla se non si fosse rivolta alla santona. Mamma Ebe, quando l' ha avuta nelle sue mani, è arrivata a minacciarla di farle perdere il lavoro se si fosse allontanata da lei.

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Non chiedeva esplicitamente denaro, si affidava alla generosità dei pazienti.

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