vladimir putin cern ginevra

LA FOBIA ANTI-RUSSA COLPISCE IL CERN: ALL’ORGANIZZAZIONE EUROPEA PER LA RICERCA NUCLEARE NON BASTA AVER SOSPESO IL RUOLO DI OSSERVATORE DI MOSCA, ORA VUOLE CACCIARE PURE GLI SCIENZIATI RUSSI – NEI LABORATORI DI GINEVRA SONO MILLE, IN BUONA PARTE CONTRARI ALLA GUERRA E LAVORANO FIANCO A FIANCO ANCHE CON GLI UCRAINI, MA ALCUNI DEI 23 PAESI MEMBRI (GERMANIA, POLONIA E FINLANDIA TRA GLI ALTRI) VOGLIONO AZZERARE LA COOPERAZIONE SCIENTIFICA CON MOSCA – SI MOLTIPLICANO GLI APPELLI A NON FARLO: IN NOME DELLA SCIENZA, MA ANCHE DEI RUBLI CHE FINANZIANO GENEROSAMENTE IL LABORATORIO CHE HA DATO I NATALI AL WEB…

Elena Dusi per “la Repubblica”

 

dmitry medvedev al cern con fabiola giannotti

Il Cern sta pensando di espellere la Russia. Il laboratorio scientifico più grande d'Europa ha ospitato sovietici e americani nella guerra fredda, ha fatto collaborare indiani e pachistani, israeliani e palestinesi. Ma oggi si ritrova alla vigilia di una scelta che potrebbe cancellare Mosca dalla sua cartina geografica.

 

Dal 16 giugno si riunirà il Consiglio dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. I 23 paesi membri decideranno a maggioranza se cassare gli accordi di cooperazione scientifica con Mosca, mandando a casa mille scienziati (su un totale di 13mila), metà dei quali residenti a Ginevra e in gran parte contrari alla guerra. La festa per i 10 anni dalla scoperta da Nobel del bosone di Higgs, il 4 luglio, rischiano di svolgersi in un clima di rabbia.

laboratori del cern di ginevra 1

 

«Come appartenenti alla comunità europea intellettuale e scientifica, i firmatari del presente comunicato si dissociano dalla decisione del Cern di inibire le collaborazioni con gli scienziati russi». Questa lettera firmata da 50 cittadini e scienziati italiani è fra quelle che circolano in questi giorni. La prima ragione di dissenso è che senza scienziati, soldi e strumenti russi il lavoro del laboratorio dove è stato inventato il web verrebbe, se non bloccato, gravemente ostacolato. La seconda è che una scelta politica verrebbe calata su una comunità - quella degli scienziati - che fa dell'indipendenza la sua bandiera.

vladimir putin con la tuta hazmat 3

 

Il Consiglio è l'organo di governo del Cern. I 23 paesi membri hanno due rappresentanti, uno politico scelto dall'esecutivo e uno scientifico. Quest' ultimo per l'Italia è Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: «Il Consiglio è diviso fra paesi che spingono per la rottura con la Russia e paesi che vogliono mantenere la situazione attuale. L'Italia è fra i secondi ». Fra i falchi ci sono Polonia, Germania, Finlandia, ma è difficile prevedere il voto finale. «La situazione è difficile» conferma Zoccoli.

 

«Per aiutare i colleghi ucraini abbiamo finanziato borse di ricerca, ma riceviamo domande di accoglienza da parte di scienziati russi contrari alla guerra che rischiano l'arresto».

laboratori del cern di ginevra

La Russia nel Cern ha il ruolo di osservatore. L'Ucraina è un gradino sopra - associato - ma non vota al Consiglio. A Ginevra 40 scienziati di università ucraine fanno ricerca accanto a colleghi russi.

 

Al momento di pubblicare alcuni articoli scientifici però è mancata la serenità per firmare insieme. Già l'8 marzo il Consiglio aveva sospeso la Russia dallo status di osservatore, vietando collaborazioni future con Mosca. «È la prima volta nella nostra storia che un paese associato viene invaso da un paese osservatore» spiega Charlotte Warakaulle, direttrice per le relazioni internazionali del Cern.

 

vladimir putin

«Le decisioni di marzo erano naturali, prive di conseguenze. Ma se si procedesse alla cancellazione dell'Accordo di cooperazione con la Russia sarebbe un problema serio» commenta Luciano Maiani, che del Cern è stato direttore generale dal 1999 al 2003. Il laboratorio è stato fondato nel '52 per riunire i paesi europei che avevano comba ttuto nella guerra mondiale.

laboratori del cern di ginevra

 

Come costola del Cern è nato Sesame, un laboratorio in Giordania in cui collaborano ricercatori provenienti dai fronti caldi del Medio Oriente. «L'invasione russa oggi va contro tutti i principi della nostra Organizzazione» prosegue Warakaulle. L'espulsione di un Paese, però, sarebbe un precedente senza ritorno. «Distruggeremmo un canale importantissimo» conclude Maiani. «Anche nei peggiori momenti della Guerra Fredda un canale fra paesi ostili è sempre rimasto aperto, permettendo scambi di informazioni e pensieri».

vladimir putin con la tuta hazmat 1meme su vladimir putin con la tuta hazmatvladimir putin visita ospedali durante emergenza coronavirus

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