rania yassen caso regeni

AL SISI SCHIERA LA SUA “MACCHINA DEL FANGO” - DURANTE IL TG, LA GIORNALISTA RANIA YACINE ATTACCA SUL CASO REGENI: “COME SE FOSSE IL PRIMO CASO DI OMICIDIO AL MONDO. CHE COSA DOBBIAMO DIRE DEGLI EGIZIANI, SPARITI IN ITALIA DOVE LE MAFIE FANNO DI TUTTO? NON ROMPETE, SIAMO STANCHI DI VOI!”

RANIA YASSEN - CASO REGENIRANIA YASSEN - CASO REGENI

Luigi Guelpa per “il Giornale”

 

REGENIREGENI

«Uno sfogo? Ripeterei esattamente parola per parola. Stanno facendo di tutto per gettare fango sull' Egitto, come se fosse la prima volta che al Cairo viene assassinato qualcuno».

Rania Yacine, 44enne attrice e speaker televisiva del canale egiziano El Hadth El Youm, emittente consociata ad Al Arabiya di Dubai, rincara la dose sulle dichiarazioni choc rilasciate nel corso del notiziario delle 13 in merito alla morte di Giulio Regeni.

 

Raccontando ai telespettatori di un' indagine aperta dalle autorità locali contro la Reuters, accusata di aver diffuso notizie false sul caso del ricercatore, la Yacine era uscita dal contesto giornalistico parlando di «complotto. Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo. Che cosa dobbiamo dire dei nostri connazionali, spariti in Italia e Stati Uniti, dove le bande mafiose fanno di tutto?».

VIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENIVIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI

 

Il fiume in piena, in diretta tv, si era chiuso con un «all' inizio provavo pietà nei suoi confronti. Si trattava sempre di un ragazzo ucciso. Ma adesso basta, che andasse al diavolo. Non rompete, siamo stanchi di voi».

 

Il suo livore non si mitiga neppure a freddo. Sui social la figlia del celebre attore egiziano Mahmoud Yacine, giustifica la sua dura presa di posizione ribadendo che «l' Egitto è perseguitato dalle potenze occidentali, sempre più invidiose della nostra stabilità e ritrovata democrazia».

 

Come anticipato, Rania Yacine stava leggendo la notizia di un' indagine a carico del capo dell' ufficio di corrispondenza dell' agenzia Reuters, Michael Georgy, a seguito delle rivelazioni di giovedì scorso sul caso della scomparsa e uccisione di Regeni.

egitto torture bunker regeni 2egitto torture bunker regeni 2

 

Secondo l' agenzia britannica il ricercatore italiano era stato arrestato dalla polizia egiziana la sera della sua scomparsa, il 25 gennaio, nei pressi della fermata della metro El Bohoos e trasferito quindi nella caserma El Azbakeya (a 1 km di distanza), gestita dai servizi di sicurezza. Il ministero degli Interni Mohamed Ibrahim ha definito «infondate» le notizie pubblicate dall' agenzia, e il presidente Al Sisi ha accusato la Reuters «di mettere in pericolo il Paese diffondendo bugie e accuse prive di qualsiasi costrutto».

 

REGENI AL SISIREGENI AL SISI

Al Cairo la situazione sta diventando incandescente: ieri la giornalista Basma Mostafa, che aveva intervistato la famiglia presso la quale erano stati trovati i documenti intestati a Giulio Regeni, è stata arrestata, e poi rilasciata cinque ore dopo, assieme ad altri sei suoi colleghi nei pressi di piazza Tahrir.

 

Le manette sono scattate anche per cinque militanti del partito El Karama (guidato dall' ex candidato alle presidenziali Hamddin Sabbahi) e per almeno una dozzina di attivisti. Tra di loro figurano gli avvocati Malek Adli, Amr Badr e Mahmoud El Sakka, accusati tra l' altro di tentativo di rovesciamento del governo. Ieri in piazza Tahrir è stato concesso di sfilare solo ai simpatizzanti dell'esercito, con bandiere egiziane e saudite, nel giorno in cui ricorre l' anniversario della liberazione del Sinai dalle forze militare israeliane.

REGENIREGENI

 

Il massiccio dispiegamento delle forze di sicurezza ha infatti impedito alle opposizione, e in particolar modo ai Fratelli musulmani, di scendere per le strade del paese e protestare contro la cessione delle isole del Mar Rosso, Tiran e Sanafir, all' Arabia Saudita.

 

A Giza, 20 km a sud-ovest del Cairo, qualcuno ha provato nel tardo pomeriggio a organizzare una marcia di protesta che però si è conclusa con il fermo di 47 persone da parte della polizia. Incidenti anche nel quartiere Dokki, quello dove sparì Regeni: l' esercito ha utilizzato lacrimogeni per disperdere una marcia non autorizzata di un centinaio di giovani. Fermati anche quattro giornalisti stranieri: il danese Stefan Sigurd Weichert e i francesi Jenna Le Bras, Samuel Foley e Fronçois Hume-Ferkatadija.

I TUTOR INGLESI DI REGENI PROTESTANO CONTRO AL SISII TUTOR INGLESI DI REGENI PROTESTANO CONTRO AL SISI

 

 

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