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MIGRANTI TANTI TANTI - “FRONTEX” INFILA IL BARCONE NELLA PIAGA DELLE ONG: “SALVARE VITE È UN OBBLIGO PER CHI OPERA IN MARE, MA È CHIARO CHE I TRAFFICANTI IN LIBIA SE NE STANNO APPROFITTANDO” - SE LE NAVI DI SOCCORSO DELLE ORGANIZZAZIONI OPERANO VICINO ALLE ACQUE LIBICHE, PER GLI SCAFISTI E’ UNA PACCHIA - L’UE BACCHETTA L’ITALIA SUGLI HOTSPOT

Francesca Paci per “la Stampa”

FRONTEXFRONTEX

 

Mentre continuano gli sbarchi dei migranti continuano anche le polemiche sulla eventuale regia che, secondo l' Agenzia europea Frontex e la Procura di Catania, ne coordinerebbe le partenze in collaborazione con i soccorsi. A tornare sull' argomento che tira in ballo il lavoro di alcune delle nove Ong al lavoro nel Mediterraneo è stato ieri il direttore generale dell'Oim Europa Eugenio Ambrosi in una nota diffusa a Ginevra.

 

Premettendo che l'Organizzazione internazionale delle migrazioni non è a conoscenza di «casi comprovati di collusione» tra trafficanti e Ong e che non bisogna mettere sullo stesso piano gli interessi criminali di chi mette in pericolo vite umane con il lavoro di chi le salva, Ambrosi precisa anche la consapevolezza del quadro in cui si opera: «Non possiamo essere ingenui. Il fatto che navi di soccorso di Ong operino così vicino alle acque libiche può essere sfruttato dai trafficanti.

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Questo non costituisce una collusione deliberata, ma richiama l'attenzione sulla necessità di definire meglio il ruolo e le regole delle Ong e le risorse dell' Ue per l' obiettivo principale di garantire che nessuno muoia in mare».

 

Il tema scotta. Da giorni si è trasferito dal mare ai piani alti della politica, dove in particolare il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio continua ad attaccare sulla base della inchiesta in corso. «Il Movimento 5 Stelle vuole la #VeritàsulleONG e andrà fino in fondo sia nelle sedi italiane che in quelle europee», scrive su Facebook il pentastellato.

 

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Sulla stessa linea d'onda l'Agenzia Frontex che attraverso la portavoce Izabella Cooper ribadisce la posizione all' origine del "caso Ong": «Salvare vite è un obbligo internazionale per chi opera in mare, ma è chiaro a tutti che i trafficanti in Libia se ne stanno approfittando».

 

La verità, dunque, su quanto accade nel Canale di Sicilia. Ma la verità non è necessariamente quella che appare, soprattutto in un contesto in cui, raccontano gruppo di migranti sbarcati da poco, «c' è un nuovo piccolo flusso di siriani, disposti a pagare di più».

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È sempre l' Oim, per bocca del portavoce Flavio Di Giacomo, a incrociare premesse, conseguenze e cifre: «I trafficanti usano tutte le informazioni a loro disposizione, lo hanno sempre fatto, anche nel 2013, 2014, 2015, anche all' epoca di Mare Nostrum. Ma i fattori di spinta per chi parte sono sempre stati più forte di quelli di attrazione, prova ne sia che tra il gennaio e il maggio del 2015, quando non c' era più Mare Nostrum e non c' erano ancora le Ong e a prestare soccorso erano solo i mercantili, il numero di arrivi e di morti è stato il più alto di sempre. Voglio dire che i migranti partono indipendentemente dal fatto che sappiano o meno di essere salvati».

 

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La questione è tutto fuorché chiusa. Nel frattempo si apre un altro fronte, questa volta europeo, con Bruxelles che bacchetta l' Italia sugli hotspot e l' ex premier Renzi che contrattacca. Il j' accuse arriva dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Ue che, «visto il costante elevato numero di sbarchi e dato il limitato deflusso di ricollocamenti e rimpatri», ricordano al governo di Roma l' impegno di rendere operativi tutti e sei i punti di crisi previsti, compresi gli ultimi due, più volte annunciati ma non ancora aperti.

 

Immediata la replica di Renzi, già in campagna elettorale, sugli impegni presi e non mantenuti da parte di Bruxelles: «Diamo 20 miliardi all' Europa e ne prendiamo indietro 12. Per tre anni gliel' ho detto con le buone ma adesso, e devo dire che l' esecutivo Gentiloni ha adottato questa linea, è molto semplice risolvere il problema: voi non mantenete l' impegno sui migranti?

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Benissimo, noi non manteniamo l' impegno sui soldi». La risposta porta la firma della portavoce della Commissione Natasha Bertaud: «Siamo pronti a fornire assistenza tecnica o finanziaria, se occorre». Ma Renzi incalza: «L' Europa deve cambiare, non può continuare a fare grandi discorsi sull' immigrazione e poi lasciare da sola l' Italia».

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