turisti a venezia

FUORI I MAIALI! - VENEZIA SFANCULA I TURISTI CHE FANNO PIPÌ SUI MURI, CHE PIANTANO TENDE NEI GIARDINI, CHE FANNO IL PICNIC NEI CAMPIELLI. GIOVANOTTI NUDI STESI NEI SOTOPORTEGHI SFATTI DALL'ALCOL. BOTTIGLIE AMMUCCHIATE ALL'INGRESSO DELLA BASILICA DI SAN MARCO, RAGAZZI DECISI A TUFFARSI NEL CANAL GRANDE COME FOSSERO A TORVAJANICA

Gianantonio Stella per Corriere.it

protesta contro i borseggiatori a veneziaprotesta contro i borseggiatori a venezia

 

Maiali, no grazie. Certo che era una provocazione, il manifestino affisso sui muri di Venezia da un gruppo venetista con un suino in mutande che buttava pattume per terra sotto la scritta «No welcome!» Una sfida offensiva verso tutti i turisti rispettosi del decoro delle calli. È solo l' ennesimo segnale, però, che i veneziani non ne possono più dell' aggressione di un turismo di massa devastante. E il video su YouTube dei ragazzi decisi a tuffarsi nel Canal Grande come fossero a Torvajanica è l' ultima goccia che fa traboccare il vaso.

protesta contro i borseggiatori a venezia con le loro fotoprotesta contro i borseggiatori a venezia con le loro foto


Sono passati trent' anni da quell' estate del 1986 in cui l' allora assessore al Turismo Augusto Salvadori scatenò l' iradiddio sui giornali internazionali e sulla Cbs («Tre minuti tutti per me. Mi hanno detto: assessore, questo è il microfono, parli. E mi go parlà. Asciutto, incisivo, brillante: tutti i mali di Venezia. Il tappeto umano di sacchi a pelo davanti alla stazione, i picnic a San Marco, la gente che orina sulle saracinesche, i turisti che attraversano la città in gommone senza neanche la canottiera, i gondolieri che ai clienti non cantano le canzoni nostre»).

justin trudeau con il padre pierre trudeau a venezia nel 1980justin trudeau con il padre pierre trudeau a venezia nel 1980


Tre decenni e molti sindaci dopo, i problemi non solo non sono stati risolti ma si sono aggravati. Gente che fa pipì sui muri senza nemmeno cercare più gli angoli nascosti. Giovanotti in bicicletta per le calli.
Tende canadesi piantate qua e là nei giardini o nei campielli.
Tovaglie stese sulle rive da famigliole che fanno il picnic manco se si trovassero in un' area di sosta sull' autostrada. Avvinazzati stesi nei sotoporteghi sfatti dall' alcol e completamente nudi. Bottiglie ammucchiate all' ingresso della basilica di San Marco perché con le nuove disposizioni antiterrorismo da qualche parte devono lasciarle e gli spazzini non ce la fanno a stare dietro ai cestini della zona dai quali, come ha scritto il Corriere del Veneto vengono rimossi 30 metri cubi al giorno di immondizie.

protesta contro   i borseggiatori a venezia con le loro fotoprotesta contro i borseggiatori a venezia con le loro foto

 

Borseggiatori a tempo pieno sui vaporetti, a dispetto dei controlli che in questo solo mese di agosto hanno visto il fermo di 120 ladri. Sequestri quotidiani di paccottiglia «italian style» falsa sfornata da laboratori cinesi o napoletani.


Per non dire, appunto, del quotidiano bagno nei canali di visitatori italiani e stranieri, giovani e meno giovani che mai oserebbero mettersi in slip o bikini in altre città del mondo. Come i «foresti» di campo San Vio che, svergognati sul web da una veneziana, guardano la signora che dice loro in inglese e tedesco che «non è permesso tuffarsi nei canali» e che «Venezia non è Disneyland», con aria stupefatta. Come pensassero: che storia è questa, Venezia non è Disneyland? Non appartiene forse a chi paga sganciando euro e dollari, sterline e yen? È o non è un «divertimentificio»?

TURISTI ZOZZONI A VENEZIATURISTI ZOZZONI A VENEZIA


Ha scritto in un tweet il sindaco Luigi Brugnaro dopo il tuffo dal ponte di Rialto di quell' ubriaco schiantatosi su una barca che passava di sotto: «Insisto: poteri speciali alla città per l' ordine pubblico.
Borseggiatori, imbrattatori, ubriachi! Una notte in cella».

bimbi veneziani anni cinquantabimbi veneziani anni cinquanta


Minaccia ripetuta ieri: «Stiamo costruendo tutti i passaggi formali per iniziare a colpire duro. Mai fatto». Che dopo anni di lassismo occorra dare una stretta sulle regole per fermare il traumatico degrado di Venezia è vero. Che si possano mettere in riga i turisti (soprattutto quelli che «sporcano di più e spendono di meno») senza mettere in riga anche i veneziani che sfruttano in modo indecente l' alluvione turistica di chi visita Venezia come Las Vegas, però, pare difficile.


Basti leggere il comunicato di ieri della Guardia di Finanza sui risultati della campagna contro i B&B abusivi: «Nel terzo trimestre del 2015, prima di dare avvio all' operazione "Venice journey", erano state censite poco più di 200 comunicazioni di inizio attività quali "locazioni turistiche", mentre alla data odierna ne risultano inserite circa 1.900, con un incremento di nuove attività emerse di oltre 1.600 in valore assoluto, e dell' 800% in valore percentuale».

VENEZIA VAPORETTI 2VENEZIA VAPORETTI 2


Topaie vere e proprie trasformate in ostelli da 20 euro a notte ed edifici deluxe: «"Beautiful palazzo in quiet corner of Venice": con questo annuncio un cittadino italiano, proprietario di una palazzina di pregio nel centro storico di Venezia, pubblicizzava la sua struttura ricettiva su diversi siti Internet», spiega la Finanza, «la locazione della magione, al prezzo variabile tra 13.000 e 25.000 euro a settimana, è dedicata soprattutto a una clientela straniera, interessata a servizi aggiuntivi di lusso quali vasca idromassaggio, bagno turco, terrazza panoramica e attracco privato per l' ingresso diretto dal canale.

VENEZIA VAPORETTIVENEZIA VAPORETTI

 

Quando i militari del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia con la collaborazione degli agenti della Polizia Municipale lagunare sono giunti presso la struttura, ad accoglierli hanno trovato un maggiordomo e personale di servizio in livrea: servizi aggiuntivi richiesti dal cliente di turno, evidentemente molto esigente. Peccato che l' attività di locazione fosse completamente sconosciuta al Fisco ed al Comune di Venezia».

 

«Tutto regolare, i soldi finivano sul nostro conto corrente, forse non abbiamo pagato la tassa di soggiorno...», dicono i proprietari Giorgio e Ilaria Miani. Ci torneremo domani.

mick jagger e bianca jagger mick jagger e bianca jagger


Fatto sta che in quell' estate della prima campagna dell' assessore «al decoro», i giornali stranieri si concentrarono soprattutto sulla più «pittoresca» delle iniziative, l' attacco ai gondolieri che intonavano «'O sole mio» invece che con «Nineta monta in gondola» e un quotidiano locale pubblicò la classifica delle canzoni più gettonate: 1° posto «'O sole mio», 2° «Torna a Surriento», 3° «Santa Lucia», 4° «Funiculì funiculà».

 

Oggi leggiamo reportage allarmatissimi come quello sul National Geographic di Lisa Gerard-Sharp: «Noi turisti siamo così "tossici" che sarebbe meglio rimanere a casa e cenare da "Pizza Express" dove i proventi della pizza Veneziana sostengono i restauri di Venice in Peril». Di più: «Chi come me ama Venezia con coscienza, ha il diritto di incoraggiare altri a visitarla?».
Domanda scomodissima.

pubblicita sulle impalcature dei restauri a veneziapubblicita sulle impalcature dei restauri a venezia


Ma giusta. Recentemente il sindaco di Barcellona Ada Colau è tornata a ribadire: «Non vogliamo fare la fine di Venezia». E ha rilanciato la battaglia contro i B&B abusivi: «Noi vogliamo una città bella, ma anche sostenibile. Fra il 2008 e il 2013 il turismo è aumentato del 18% ed è troppo per noi.
Barcellona non è Parigi».

venezia pubblicita a piazza san marcovenezia pubblicita a piazza san marconave a venezia nave a venezia


Immaginatevi Venezia, che sta per scendere sotto i 55.000 abitanti. Meno di Carpi o Vigevano. Paolo Costa, il presidente dell' autorità portuale che difende il business delle spropositate navi da crociera, sosteneva anni fa in un libro scritto con Jan van der Borg che la città di San Marco poteva accogliere al massimo 12 milioni di turisti l' anno. Nel 2015 sono stati trenta. E ci vogliamo meravigliare se non sono tutti baronetti di buona educazione?

 

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