dante e la lingua italiana

RISCOPRIAMO IL SOVRANISMO LINGUISTICO - A FURIA DI ANGLICISMI, LA LINGUA ITALIANA HA PERSO MOLTE BELLE ESPRESSIONI E PAROLE PREZIOSE - COME “CORRUSCO”, AGGETTIVO CHE VUOL DIRE SCINTILLANTE E CHE ETIMOLOGICAMENTE NASCE PER DESCRIVERE LE SCINTILLE SPRIGIONATE DAL COZZARE DELL'ACCIAIO DELLE ARMI DI DUE GUERRIERI - E NON ABBIATE PAURA DI DIRE A UNA DONNA CHE IL SUO SGUARDO E’ “SAGITTABONDO”…

Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”

 

DANTE E LA LINGUA ITALIANA

L' italiano si rinnova, il che è un bene perché è segno di vitalità, di una lingua elastica e curiosa, e nemmeno ha molto senso scandalizzarsi per le importazioni di parole dall' inglese, perché questo tipo di prestiti o assimilazioni sono sempre avvenuti nella nostra lingua. Tuttavia il rinnovarsi della lingua porta anche alla perdita di vocaboli, divenuti per l' appunto desueti, che avevano una pregnanza o anche semplicemente una bellezza sonora insostituibili, e che sarebbe bene riesumare.

 

Ad esempio, «corrusco», aggettivo che vuol dire scintillante, lampeggiante, che etimologicamente nasce per descrivere le scintille sprigionate dal cozzare dell' acciaio delle armi di due guerrieri. Così in una giornata di sole splendente potremmo dire a un amico: «Non c' erano nuvole nel cielo corrusco».

 

DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA

Ci prenderà per pazzi, ma forse s' incuriosirà per quella parola così rara. Alessandro Manzoni, che non aveva fisime puristiche e amava molto il linguaggio popolare, preferiva dire «girandolare» a «gironzolare», e non possiamo che concordare: in certi casi si girandola più che si gironzola, specie quando quel vagare sempre corrisponde a un ritornare allo stesso punto, vanamente, proprio come l' immobile roteare della girandola.

 

Ancora nel campo delle voci vicine al parlato, un tempo c' era «scombuiare», vocabolo potente fin nella pronuncia, che vuol dire mettere in disordine, frastornare, e si può dire sia di oggetti che di cose animate, come fa Pirandello, quando di un personaggio descrive magistralmente «la mente scombuiata», dove l' assonanza della parola con «buio» rende ancora più eloquente l' opacizzazione di quel cervello.

 

REBOANTE E TRISTO

LA LINGUA ITALIANA

Non del tutto sparito della circolazione ma a rischio estinzione c' è anche il bel «trasecolare», verbo che vuol dire uscire di sé per lo stupore o la meraviglia, ma che ha un respiro ancora più vasto, perché in questa parola si annida il «secolo» cioè l' epoca in cui si vive, in cui si è venuti al mondo, e quindi trasecolare è come essere sbalzati in un altro tempo e luogo, anzi, in un' altra esistenza. C' è poi una parola ancora abbastanza usata, ma di cui si è smarrita la variante più bella e più corretta, cioè «reboante», che vuol dire lo stesso che «roboante» ma, appunto, è più elegante e più fedele all' etimo, il verbo latino «reboare» che vuol dire rimbombante, risonante.

 

SAGITTABONDO

Restando sempre alla erre, è molto bello quanto disusato l' aggettivo «rugiadoso», che non vuol dire solo «coperto di rugiada», che è il significato letterale, ma in senso più lato indica qualcosa di brillante e di fresco insieme, oppure, in senso spregiativo, qualcosa di lacrimevole e di ingenuamente sentimentale. Decisamente all' opposto c' è «tonitruante», che è sinonimo di «tuonare», ma se diciamo «tonitruante» indubbiamente lo scoppio del tuono è ancora più forte, e allora perché non rimetterlo in circolazione, magari con un' accezione ironica, per certe dichiarazioni «tonitruanti» di personaggi pubblici?

 

Poetico, anche se poco attestato anche in passato, è «sagittabondo», aggettivo che, sullo schema di altri simili come «meditabondo» «cogitabondo indica qualcuno profondamente assorto in un' attività, in questo caso, quella di lanciare dardi (dal latino sagitta, saetta); ma che tipo di dardi? Dardi di Cupido, che fanno innamorare, quindi il «sagittabondo» è, in definitiva, un uomo o una donna dallo sguardo ammaliante. Il contrario di un personaggio «tristo» che, attenzione, non vuol dire «triste» (anche se è uno dei significati) ma perlopiù malvagio, perverso, con una sfumatura di deformità e bruttezza esteriori che sono il segno della cattiveria.

 

I VOCABOLI PERDUTI DELLA LINGUA ITALIANA

SERTI E ROMITO

Da recuperare anche «frusto», che vuol dire consumato, logoro e, come si intuisce, deriva dall' idea che un oggetto sia stato addirittura «frustato» fino ad assumere un aspetto miserevole. Per risollevarci d' animo dopo i tristi e i frusti, parliamo dei «serti», che sono le ghirlande - generalmente di alloro - con cui si incoronavano i vincitori nei combattimenti o nelle gare poetiche, e infatti è parola molto amata dai versificatori.

 

Un' altra parola prediletta dai poeti è «romito», che è sia sostantivo che aggettivo, e vuol dire solitario, ma avvicinandosi a «eremita» è ancora più intenso e, mentre il solitario a volte è tale suo malgrado, in genere nell' individuo romito o nel luogo romito c' è un sentimento di consolazione. Alcune parole poi sono molto buffe, come «caposcarico», che nessuno usa più, ma che un tempo rivaleggiava con gli equivalenti «buontempone» o «mattacchione».

 

ROMITO

Oppure l' aggraziato «buonamano», che vuol dire mancia ma ha qualcosa di più leggiadro. Terminiamo la nostra esibizione di belle parole dimenticate con un vocabolo difficile fin dall' accentazione: «aprìco», anch' esso di frequente uso poetico, che sarà pure ricercato però è insostituibile perché in una parola concentra due significati, quello di «all' aperto» e di «esposto al sole». E quindi aprìco sarà il versante di un colle, un paese, una casa, o anche, perché no, un volto, un sorriso.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…