giannola e benito nonino

GRAPPA E VINCI – IL DOLORE PER LA PERDITA DI OLMI, IL COLPO DI FULMINE PER IL MARITO BENITO, L’IDEA DI REGALARE BOTTIGLIE A PERSONE FAMOSE COME L’AVVOCATO CHE FECE SFONDARE L’AZIENDA: GIANNOLA NONINO, LADY GRAPPA, FA 80 ANNI E SI RACCONTA: "ANCORA NON HO CAPITO SE QUEL SELVAGGIO DEL MIO BENITO MI AMA. NON E’ UN TIPO DA COMPLIMENTI…"

 

Marisa Fumagalli per Liberi Tutti – Corriere della Sera

 

 

Un bel traguardo, Giannola.

giannola benito nonino

Come si sente a...

«Per favore, non pronunciamo questo numero. Sennò devo ammettere di essere vecchia. Così ho pensato per molto tempo delle persone che avevano la mia età di oggi. Poi quando ci arrivi, fortunatamente in salute, cambia tutto. Ecco, sono una trentottina... Va bene?».

 

Fantastica signora della grappa! Trova il modo elegante e divertente di svicolare, giocando sull' anno di nascita. E, diciamola tutta: ha accettato l' intervista con fiducia, anche se non le piace l' idea di una chiacchierata che prende spunto da un compleanno. Cade il 27 settembre. «Una data che da molto tempo non ha significato. Ignorata. Anche perché coincide con la vendemmia, periodo di intenso lavoro - puntualizza -.

Gli ultimi festeggiamenti, per mia decisione e con sorpresa di tutti i miei cari, risalgono a dieci anni fa, allo scoccare dei 70: musica, canti, balli, fuochi d' artificio. Poi ho detto basta. Mai più».

Ok, non insistiamo.

 

Ma c' è una vita - e che vita! - da raccontare. Una donna, una famiglia che ha reso nobile quello che veniva considerato il distillato dei poveri.

giannola nonino

«Nel Dopoguerra se ne produceva in quantità, e la grappa era venduta senza cura in bottiglie e bottiglioni», osserva Giannola. Siamo negli uffici dell' azienda, sita in un paese della campagna friulana: Percoto, pochi chilometri da Udine. Capelli rossi, viso al naturale, lei è una cascata di parole. Ha verve da vendere, Giannola. Difficile starle dietro mentre parla, zigzagando fra passato e presente. Per cominciare: nata Bulfoni, è moglie di Benito Nonino. Tre figlie (Cristina, Antonella, Betty), inserite a pieno ritmo nell' attività dei genitori. Inoltre, 8 nipoti: 7 femmine e un maschio.

 

Giannola, è vero che nella vostra grande famiglia comandano le donne?

«Non esageriamo. Intanto è utile ricordare un proverbio friulano che, tradotto in italiano, suona così: una donna nella famiglia regge tre angoli della casa. Insomma, secondo i costumi del territorio, è normale che il ruolo delle donne sia fondamentale. Le femmine Nonino non fanno eccezione. In più, siamo estroverse, comunichiamo parecchio. Ma Benito resta un punto fermo. Nelle scelte è determinante. Lo garantisco».

 

giannola benito nonino

Parliamo di Benito, allora. Sodalizio di coppia e di lavoro. Fusione perfetta. Da quanti anni siete sposati?

«Da 56. E da 56, seguendo lui, mi occupo di grappa. Mio padre era imprenditore ma in un altro settore. Macchine agricole per alcuni anni, poi mobili in metallo. In famiglia ero piuttosto viziata. A un certo punto il papà si ammalò ed io, con mia sorella, dovetti cominciare a lavorare. Ero iscritta a Ca' Foscari, facoltà di Lingue: interruppi gli studi. Per il resto, che dire? Ero una ragazza corteggiata, vivace. Mi piaceva molto ballare. Poi mi sono innamorata pazzamente di Benito».

 

Amore e matrimonio.

«Sì, ci siamo sposati presto. Però, non ho mai capito quanto il mio fidanzato, poi marito, fosse veramente innamorato di me. E ancora non lo so. Non è un tipo da complimenti. Un "selvaggio"... Vivere nell' incertezza mi ha spronato a dimostrargli quanto contasse per me. In verità, Benito mi è sempre stato vicino e incoraggiato, specie sul lavoro. Il mio primo incarico? Acquistare vinacce, materia prima di produzione della grappa. Guidavo il camion e facevo il giro dei vignaioli. Prendevo anche qualche porta in faccia, ma alla fine centravo l' obiettivo. Sono testarda e grintosa».

 

Al volante di un mezzo pesante? Attitudine singolare per una donna, considerando anche l' epoca.

giannola nonino

«È vero. Tutto nasce dal fatto che, per casualità e burocrazia, ero "munita" di patente C. Non entro nei dettagli, sarebbe troppo lungo. Fatto sta che, pur non essendo mai salita su un camion, messa alla prova, riuscii a guidarlo».

 

Da allora non si è più fermata. Quando Giannola Nonino diventa Signora della Grappa, con la G maiuscola? In breve, come la grappa da Cenerentola è diventata Regina?

«In premessa, mi piace ricordare la magia della distillazione. Ricordo ancora l' incanto e la meraviglia delle prime volte. L' alambicco, il vapore, i profumi. La nuova avventura comincia quando si decide di distillare separatamente le vinacce da uve di antichi vitigni autoctoni: Picolit, Schioppettino, Ribolla Gialla.... Ottenendo un prodotto di alta qualità e carattere. Erano gli anni Settanta. L' esperimento nasce con 5 damigiane di grappa di Picolit monovitigno, successivamente messa in piccole (belle) bottiglie da 250 ml».

 

Troppo cara per riuscire a venderla. Allora Giannola ha un' idea: regalarla alle persone ricche e famose: Gianni Agnelli, per citare un nome.

«Non è stato facile sfondare; perfino i colleghi distillatori erano contro il nuovo corso. Il tempo e il successo ci hanno dato ragione. Il primo a credere in noi fu Gino Veronelli».

 

grappa nonino sponsor dell evento

Intraprendenza, lungimiranza, successi. Da qui, i numerosi riconoscimenti che lei ha avuto. Per esempio la laurea honoris causa in Economia aziendale. Fra tutti, quale le ha dato più soddisfazione?

«Sono una donna pratica e non do peso alle onorificenze ricevute. Tuttavia, non posso dimenticare la gioia, di ritorno da un viaggio in Giappone nel 1998, nell' apprendere della nomina a Cavaliere del Lavoro da parte del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Mi sono sentita felice ed emozionata come donna, a nome di tutte le donne. Mi considero fortunata e sono orgogliosa di fare un lavoro che mi piace, mi diverte ed è valorizzato. Va detto, però, che, anche nell' imprenditoria, come in altri settori, le donne devono sempre dimostrare di essere all' altezza dei maschi».

 

Viviamo in tempi difficili, precari, soprattutto per i giovani. La sua storia tramette positività, voglia di mettersi in gioco...

«Sono d' accordo. Infatti mi piacerebbe che la mia esperienza avesse il valore di uno stimolo per le nuove generazioni. Non bisogna mollare mai. Avere coraggio, fiducia in se stessi e ottimismo».

 

giannola nonino

Il Premio Nonino. Da tempo è un' istituzione culturale. Senza entrare nel merito, le chiedo: che significa avere a che fare con personaggi di caratura internazionale?

«Una cosa ho capito: quanto più è grande una persona, tanto è più facile dialogare con lei. I grandi, quelli veri, sanno porsi sul tuo stesso piano.

Ancora: il Premio mi ha insegnato che ognuno nel suo piccolo, se ama ciò che fa, è un grande».

 

Gianni Agnelli

Il dolore della sua vita?

«La perdita di mio padre, primo confronto con la morte. E, di recente, la scomparsa di Ermanno Olmi, giurato del Nonino e amico impareggiabile».

 

La gioia?

«Quando sto con la mia meravigliosa famiglia. Discutiamo, litighiamo ma ci vogliamo un gran bene».

 

Difetti e virtù: come si vede, Giannola?

«Sono opprimente negli affetti e parlo troppo. Dovrei contare fino a tre, invece mi fermo a zero. Sbagliando, talvolta. Virtù? Grande passione per il mio lavoro, non sono mai stanca».

Un progetto a cui pensa?.

«Un viaggio per il mondo ad incontrare le persone (ristoratori, enotecari, clienti) che ci hanno supportato. Godere della gioia che abbiamo trasmesso, con il lavoro e la ricer

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