tiziano renzi alberto bianchi lotti

GIGLIO TRAGICO – CHE FINE HANNO FATTO I 289.924 EURO “SPARITI” DAI CONTI DI OPEN NELL’ANNO DELLA CHIUSURA DELLA FONDAZIONE? PER LA FINANZA IL DENARO SAREBBE FINITO IN UN CONTO INTESTATO A UN ALTRO SOGGETTO. MA QUALE? NEI DIARI DI BIANCHI SI PARLA DI UN NON MEGLIO IDENTIFICATO “COMITATO” -PERCHE' MEB VOLEVA RINVIARE LA PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO? – A INCASSARE ANCHE TIZIANO RENZI CHE SI MISE IN TASCA 4.000 EURO PER IL FITTO DEL CAMPER PER LE PRIMARIE DEL ROTTAMATORE…

Giacomo Amadori per "La Verità"

 

alberto bianchi

L'avvocato Alberto Bianchi e il senatore Matteo Renzi si crucciano perché i magistrati hanno depositato al tribunale del Riesame le memorie scritte del legale pistoiese, anche quelle compilate in epoca successiva alla chiusura della fondazione Open. Ma non si devono dolere: quelle carte dimostrano come anche dopo la chiusura della cassaforte renziana Bianchi si preoccupasse di trovare i veicoli giusti per continuare a far guadagnare Renzi: con nuove fondazioni o società varie. Il finanziamento illecito può arrivare attraverso strade diverse da Open.

 

E gli investigatori delle Guardia di finanza paiono ancora a caccia di eventuali altri tesoretti di Renzi. Per esempio, nelle informative depositate nei giorni scorsi, contributi e donazioni volontarie inseriti nella contabilità e affluiti sul conto corrente di Open collimano con il libro giornale della fondazione, ma non con il totale dei contributi indicato su un foglio manoscritto del luglio 2019.

 

renzi boschi lotti

Anche negli anni precedenti, tra il 2012 e il 2017, c'erano state piccole differenze, per un totale di circa 13.000 euro, però, nell'ultimo anno, quello della chiusura, lo scarto è molto più alto e ammonta a quasi 300.000 euro. Scrivono gli investigatori: «Pertanto è plausibile ipotizzare che l'eventuale differenza di 289.924 euro, sopra evidenziata, possa essere affluita su un rapporto di conto corrente intestato ad un altro soggetto».

 

ALBERTO BIANCHI

Sì, ma quale? Gli investigatori evidenziano un appunto di Bianchi dell'ottobre 2018 da cui si desume che un non meglio identificato «comitato» avrebbe «aperto un rapporto di conto corrente». Di quale si tratta? I militari rispondono che «i più probabili potrebbero essere» quello della Leopolda 9 o quello di Ritorno al futuro-comitato di azione civile nazionale, da cui è nata Italia viva. Ma non c'è una risposta certa. Se i conti di Open non tornano, nelle carte c'è anche la prova di come gli stessi consiglieri del comitato direttivo fossero preoccupati per i loro bilanci e per l'elenco dei finanziatori.

 

In una mail del 17 giugno 2015 lo stesso Bianchi, dopo aver allegato un elenco di una cinquantina di contributori da pubblicare online scrive: «Per me va pubblicata integralmente (). Maria Elena chiede se e di quanto possiamo posporre la pubblicazione dell'elenco e del bilancio: direi di non attendere oltre la fine del mese, non siamo mai andati oltre giugno, un ritardo ulteriore farebbe sorgere interrogativi inutili».

 

ALBERTO BIANCHI E MARIA ELENA BOSCHI

Invece di insultare magistrati e giornalisti ci aspettiamo che i renziani spieghino dove siano finiti i 289.000 euro che, secondo gli investigatori, mancano all'appello e perché la Boschi volesse rimandare la pubblicazione del bilancio. Risposte che gli interessati potranno dare già il 24 novembre, data fissata dagli inquirenti per gli interrogatori degli indagati dell'inchiesta (Renzi, Boschi, Bianchi, Luca Lotti e Marco Carrai).Il fu Rottamatore, che ci accusa di «vergognosa montatura» per gli scoop sull'inchiesta Open, non è solo un campione di slalom tra i magistrati, ma, sembrerebbe, anche di campagne social a base di troll e fake news.In un Whatsapp del marzo 2017 il capo della sua claque digitale, Alexander Marchi, spiegava a Bianchi: «Copriamo bene le pagine di sostegno (di propaganda) da lunedì a domenica tutte le ore. Però non riusciamo a fare l'altra cosa che ci chiede Matteo.

 

Renzi alla Leopolda

Per esempio se Matteo scrive un post avevamo un sistema che garantiva sostegno ai commenti positivi delle persone renziane. Perché al Movimento 5 stelle sono molto più organizzati e hanno un sistema che mandano profili falsi a offendere di continuo. Avevo creato un modo per contrastare questo problema però in 3 non ci si fa». E a mo' di esempio inviò alcuni commenti pubblicati sul profilo della Boschi.Al servizio di Renzi c'è stato anche l'ex hacker Andrea Stroppa (da minorenne venne coinvolto in un'inchiesta sul gruppo di pirati digitali Anonymous).

 

ALBERTO BIANCHI

Il ragazzo, cui è dedicato un paragrafo di una delle ultime informative, secondo gli investigatori «dal 2016 al 2018 si è occupato della gestione dei social network per la "Fondazione Open", fornendo altresì assistenza tecnica ed informatica». In due anni ha ricevuto nove bonifici per un importo complessivo di circa 60.000 euro, offrendo servizi di cyber security, ma anche di assistenza tecnica sms e analisi dei dati. Ha svolto pure consulenze per il Comitato per il sì al referendum del 2016, per il Pd e la Cgil.

 

Nel 2017 Stroppa preparò un report per Renzi in cui si sosteneva che siti vicini alla Lega e ai 5 stelle che propalavano presunte fake news contro il Pd renziano avessero dietro la Russia. La ricerca, molto contestata, venne ampiamente pubblicizzata durante la Leopolda 8 e venne rilanciata dalla stampa internazionale. Il sito Buzzfeed arrivò a definire Stroppa «ricercatore indipendente sulla cybersicurezza». Lui che era a libro paga di Open.

 

Fabio Amendolara per "La Verità"

 

MATTEO E TIZIANO RENZI

Lo slogan recitava «fai il pieno al camper». E grazie a un iban i simpatizzanti del Rottamatore potevano contribuire alla sua ascesa. Ma alla fine il pieno al camper lo ha fatto babbo Tiziano Renzi, con il conto pagato dalla Fondazione Big bang, qualche anno più tardi trasformata in Open. L'appuntamento con T., ovvero babbo Renzi, sull'agenda dell'avvocato Alberto Bianchi è fissato per il 13 febbraio 2012. È il primo contatto tra i due che viene annotato dagli investigatori dell'inchiesta sulla scalata renzista.

 

lotti tiziano renzi

Otto mesi dopo Bianchi ottiene da Luca Lotti una bozza di contratto: 1.500 euro per il fitto di un camper Transit dall'1 ottobre al 30 novembre. Il 31 ottobre, però, la Eventi 6, società dei genitori di Matteo, emette la fattura numero 209. In fondo c'è il credito vantato nei confronti del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi: 4.235 euro. Ben 2.735 euro in più di quanto indicato da Lotti. Il documento fiscale della Eventi 6 è dettagliato. Ed elenca tutti i servizi offerti al Comitato per la candidatura di suo figlio: «Ritiro camper in Mugello ricovero, manutenzione e pulizia dei due mezzi, rifornimento gasolio e fornitura estintori». Il documento viene inviato l'8 novembre da mamma Laura Bovoli all'avvocato Bianchi con una mail.

 

TIZIANO RENZI

L'allegato è nominato «Spese adesso.pdf». La questione deve aver imbarazzato non poco il nascente Giglio magico. E infatti tra l'11 e il 12 novembre l'avvocato Bianchi, Andrea Conticini (cognato di Matteo, che risulta tra i detentori di una carta di credito prepagata della Fondazione, consegnata da Lotti con 1.000 euro di ricarica e 10.000 di postagiro) e Lotti si scambiano le email con le fatture da pubblicare online nella sezione trasparenza del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi. Lotti consiglia a Bianchi di toglierne una: quella della Eventi 6.

 

tiziano renzi con la moglie

Si decide allora di far fatturare a Big bang. Sei mesi dopo, però, nonostante il documento si chiamasse «Spese adesso», il conto non è ancora stato saldato. E mamma Lalla interessa della questione Conticini, che a sua volta si attiva con Bianchi. Finché, il 5 luglio 2013 parte il bonifico. La Eventi 6 viene saldata: il ritiro, la pulizia del camper e qualche estintore sono costati la bellezza di 4.235 euro. Ma babbo e mamma Renzi e il cognato di Matteo non sono gli unici a lavorare per chi sostiene il Rottamatore. Le fila vengono ingrossate dagli amici di Rignano sull'Arno e limitrofi.

 

MATTEO RENZI TIZIANO

C'è per esempio Roberto Bargilli, che viene indicato come «responsabile camper». Gli viene consegnata una carta di credito con ricarica iniziale di 2.500 euro, potere di spesa giornaliero di 3.000 e ricarica automatica. Un'altra ricaricabile, con le stesse opzioni, finisce a Eleonora Chierichetti da Figline Valdarno, già segretaria del Rottamatore al Comune di Firenze, poi arrivata nello staff di Lotti alla presidenza del Consiglio dei ministri. A riguardo la testimone Carole Schmitter, dello studio Bianchi, agli investigatori ha riferito: «Le carte ricaricabili o bancomat sono state date una a Lotti e una a Chierichetti ma non so se la usasse lei o qualcun altro, in quanto se non ricordo male all'epoca lei era la segretaria di Lotti».

 

TIZIANO RENZI

E poi c'è Franco Bellacci, di Reggello, paese a pochi minuti da Rignano. Da funzionario del Comune di Firenze è passato tra i collaboratori di Conticini durante la corsa elettorale di Matteo, per poi approdare a Palazzo Chigi come segretario particolare del Rottamatore (ora è dipendente dell'associazione Italia viva Psi). Per lui niente carta prepagata. Ma le prenotazioni negli hotel pagate da Open andavano a colpi di 250 euro a pernotto. Sempre da Rignano proviene Emanuele Tirinnanzi, dipendente di un'agenzia di agenti di spettacolo e sport.

 

È nell'elenco dei contatti di Bianchi. Ed è a lui che Schmitter manda un preventivo per la Leopolda del 2016 per una verifica. Tirinnanzi esprime perplessità e ritiene che si tratti di «tantissimi soldi». Non si è badato a spese, invece, per la Dori pubblicità (finita anche in una segnalazione antiriciclaggio a carico di Conticini), molto presente tra i fornitori nelle voci di bilancio. Il titolare è Alessio Dori da Borgo San Lorenzo. E con lui l'area dell'Arno è al completo.

alberto bianchi TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO -3ALBERTO BIANCHI alberto bianchi maria elena boschialberto bianchi maria elena boschialberto bianchi boschil'agenda di bianchi con la frase attribuita a renzi

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