armani

LA SAGGEZZA DEL RE - ARMANI BACCHETTA I COLLEGHI: “L’UOMO DEVE LAVORARE E QUINDI VESTIRSI IN UN CERTO MODO. GLI STILISTI FACCIANO DELLE COSE CHE SI POSSONO VEDERE PER STRADA E I GIORNALISTI NON PARLINO SOLO DELLE FOLLIE. PERCHÉ POI LA GENTE RIDE MA NON ENTRA NEI NEGOZI”

Anna Wintour e Giorgio ArmaniAnna Wintour e Giorgio Armani

Daniela Fedi per “il Giornale

 

«Diamo lo spazio giusto alla moda nella nostra vita, l' uomo deve lavorare e quindi vestirsi in un certo modo. Poi nel week end uno fa quel che gli pare, ma se ti vesti da scalatore vai a fare una scalata. Ci vuole coscienza e discernimento da parte di tutti. Gli stilisti facciano delle cose che si possono vedere per strada e i giornalisti non parlino solo delle follie. Perché poi la gente ride ma non entra nei negozi».

 

Armani lancia un appello al mondo della moda italiana di cui non vuole essere né il saggio né il decano essendo già molto di più. È infatti l' unico che ha il coraggio di dire la verità prima con i vestiti e poi con quel fenomenale spirito critico che rivolge prima di tutto a se stesso.

giorgio armanigiorgio armani

 

Stavolta, per esempio, aveva cominciato a lavorare su un' idea cubana dell' eleganza maschile, qualcosa in cui potrebbe rientrare di tutto: da Buena Vista Social Club a Ernest Hemingway, dai colori sgargianti a quelli stinti dal sole dei Caraibi.

 

Poi un altro marchio molto noto (per la cronaca Chanel) ha deciso di presentare la pre collezione donna con una sfilata nelle vie dell' Avana, proprio a ridosso della storica fine dell' embargo cui sono seguiti in rapida successione la riapertura dell' ambasciata americana, la visita di Obama a Cuba e l' epocale concerto dei Rolling Stones.

 

Inutile dire che Armani ha subito cambiato rotta anche perché, dice: «Cerco sempre di evitare le cose scontate». Quindi nella collezione della prossima estate c' è un profondo lavoro di pulizia per esempio nei colori che quasi non ci sono a parte un bellissimo tono di burgundy abbassato ad arte per una specie di fusione a caldo tra mastice, grigio-pietra, avio più chiaro che squillante e l' inevitabile blu.

matteo renzi giorgio armanimatteo renzi giorgio armani

 

Kevin Spacey in prima fila applaude con entusiasmo l' arrivo dei completi scuri nel finale, mentre gli addetti ai lavori restano incantati dall' alchimia tra tessuti naturali e maglieria con fantasie a piastrelle che sembrano calcinate dal solleone tropicale.

 

Un' altra cosa sorprendente sono le proporzioni studiate al millimetro per dare il senso del cambiamento nella continuità, un nuovo plausibile. Ecco quindi i pantaloni ampi che non tutti si possono permettere ma di cui abbiamo bisogno per contrastare quella linea stretta stretta e troppo rivelatrice che lo stilista imprenditore definisce «le troppe sigarettine che si vedono in giro».

 

Insomma come sempre Armani chiude in bellezza la tornata della moda milanese, ma avverte anche che non intende più sacrificarsi. Dire che ha ragione è poco e sarebbe stato giusto parlarne durante l' interessantissimo summit organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana nell' Unicredit Pavillon.

 

russell crowe con giorgio armanirussell crowe con giorgio armani

Invece la schedule non prevedeva il dibattito per cui abbiamo sentito dire cose vere e spiritose tipo la frase di Patrizio Bertelli «Il lusso è come la pizza, ognuno la pensa come gli pare» e autentiche bugie sul successo di questa fashion week ridotta a tre giorni scarsi, con dieci defezioni diconsi 10 e con assurdità organizzative dovute alla totale incapacità di fare sistema.

 

russell  crowe con giorgio armanirussell crowe con giorgio armani

Il caso più eclatante è la sfilata di Diesel alle 9,30 della mattina e quella di Gucci tre ore più tardi nella stessa scomodissima location di via Valtellina che ha costretto il popolo della moda a deambulare per la città perdendo tempo e aggiungendo inquinamento. Un po' più di pragmatismo ed elasticità farebbe bene a tutti.

 

Bisognerebbe anche chiedere alla prefettura di non autorizzare il raduno dei carabinieri durante le sfilate perché domenica la città è rimasta blindata per ore impedendo a molti di raggiungere ad esempio la location dove Isaia ha presentato una fantastica collezione ispirata da Capri.

lapo elkann giorgio e roberta  armanilapo elkann giorgio e roberta armani

 

Stessa storia da Mr & Mrs Furs, ma per fortuna lo show room di via Montenapoleone è rimasto aperto dal primo all' ultimo giorno permettendoci di toccare con mano la nuova Fisherman Jacket ispirata all' eleganza marinare. Furbissima la decisione di presentare la collezione N° 21 da Riccardo Grassi, uno dei migliori distributori italiani che ha sede in Via Piranesi dove sfilano Etro e MSGM. Tre piccioni con una fava, l' unica per cui valga la pena lottare: un lavoro fatto bene.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…