SORPRESA: I MIGLIORI AMICI DELL’UOMO NON SONO I CANI – GLI ANIMALI DOMESTICI PIÙ COMUNI IN ITALIA NON SONO NÉ I CANI NÉ I GATTI, MA I…PESCI - CE NE SONO PIÙ DI 25 MILIONI DI ESEMPLARI, CHE VIVONO IN 1,7 MILIONI DI ACQUARI – IN TUTTO CI SONO 53,6 MILIONI DI ANIMALI DA COMPAGNIA NEL NOSTRO PAESE, TRA CUI 9,1 MILIONI DI CANI E 11 MILIONI DI GATTI. SEGUONO UCCELLI (4,1 MILIONI), RETTILI E ANFIBI (2,7 MILIONI) E PICCOLI MAMMIFERI COME CONIGLI, CINCILLÀ E FURETTI (1,4 MILIONI)
Estratto dell'articolo di Lorenzo Buonarosa per https://www.geopop.it/
Più di una famiglia italiana su tre vive con almeno un animale domestico. Sono oltre 10 milioni i nuclei familiari – il 37,7% del totale, secondo i più recenti dati Istat – che hanno in casa un cane, un gatto, un pesce o un uccello, per un totale di 53,6 milioni di animali.
Una presenza radicata, in crescita lenta ma costante rispetto al 36,2% del 2015, che si è trasformata negli anni in un mercato da 5,3 miliardi di euro – quello di alimenti e prodotti per animali da compagnia, in crescita del 2,5% solo nell'ultimo anno secondo i dati Circana elaborati da Assalco.
vladimir putin con i cani yume e verni
Dinamiche di spesa che, per molte famiglie, iniziano a pesare sul bilancio domestico. Perché mantenere un animale costa sempre di più: non solo per i prezzi dei prodotti e delle prestazioni mediche, ma anche a causa di una fiscalità che ancora tratta il cibo per cani e gatti come un bene di lusso. Mantenere un cane o un gatto in Italia costa oggi, in media, tra i 760 e i 1.200 euro all'anno: solo nell'ultimo anno, i costi medi per il sostentamento di un pet sono aumentati di circa 149 euro, a causa di cibo e salute (su cui pesa lamancanza di fondi pubblici dedicati alle spese mediche e veterinarie per gli animali d'affezione).
animali abbandonati in strada 7
La fotografia più aggiornata della popolazione pet italiana viene dal Rapporto Assalco-Zoomark 2026, che stima 53,6 milioni di animali da compagnia nel Paese. I pesci sono la categoria più numerosa in assoluto, con oltre 25 milioni di esemplari che vivono in 1,7 milioni di acquari, ma sono cani e gatti a dominare la relazione con le famiglie: rispettivamente 9,1 e 11 milioni di esemplari, presenti nel 28,7% e nel 26,7% dei nuclei familiari. Seguono uccelli (4,1 milioni), rettili e anfibi (2,7 milioni) e piccoli mammiferi come conigli, cincillà e furetti (1,4 milioni).
[...] Il confronto con altri Paesi europei mette a disagio: altrove il pet food è spesso trattato come un bene di prima necessità, con aliquote ridotte o agevolate. Nello Stato di New York, Stati Uniti, è stata recentemente presentata una proposta di legge per esentare gli alimenti per cani e gatti dall'imposta sulle vendite, equiparandoli ai prodotti alimentari per umani.
La percezione del problema è diffusa tra i proprietari italiani: secondo il Rapporto Assalco, oltre l'80% di chi ha un cane o un gatto si dichiara favorevole alla riduzione dell'aliquota IVA sul pet food al 10%, e il consenso sale ulteriormente se la domanda riguarda gli alimenti dietetici, quelli con finalità terapeutica.
Anche considerando l'intero campione (incluse le famiglie senza animali) quasi il 65% si esprime a favore. Il tema è approdato in Parlamento con diverse iniziative, tra cui la proposta di legge delle onorevoli Dalla Chiesa e Bergamini e un ordine del giorno accolto dal governo in sede di legge di bilancio 2026, che impegna l'esecutivo a valutare la riduzione dell'IVA sugli alimenti dietetici per animali da compagnia.
Sul fronte delle detrazioni, l'ordinamento fiscale consente già di detrarre le spese veterinarie nella misura del 19% su una soglia massima di 550 euro. Il beneficio reale, però, è limitato: al netto della franchigia, il risparmio fiscale massimo per un contribuente è di circa 80 euro annui, indipendentemente da quanti animali possieda e da quanto abbia effettivamente speso.
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