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GLI ULTIMI 14 MINUTI DI SARA - L'HA RINCORSA, AFFERRATA PER I CAPELLI, BRACCATA STRINGENDOLE IL BRACCIO INTORNO ALLA GOLA, FINO A STORDIRLA. E POI, QUANDO ERA ORMAI IN FIN DI VITA, TOTALMENTE INCOSCIENTE, LE HA DATO FUOCO (MA IL GIUDICE NON HA RICONOSCIUTO LA PREMEDITAZIONE)

Fiorenza Sarzanini per corriere.it

 

sarasara

L'ha rincorsa, afferrata per i capelli, braccata stringendole il braccio intorno alla gola, fino a stordirla. E poi, quando era ormai in fin di vita, totalmente incosciente, le ha dato fuoco. Sara Di Pietrantonio si è trasformata così nella «preda passiva» della folle rabbia di Vincenzo Paduano.
Vittima della gelosia ossessiva di un «mostro» che non accettava la fine della loro storia.

SARA DI PIETRANTONIO E VINCENZO PADUANOSARA DI PIETRANTONIO E VINCENZO PADUANO


È l' autopsia svolta dal professor Giorgio Bolino a ricostruire gli ultimi minuti della studentessa uccisa a Roma la notte di domenica scorsa. A svelare che cosa può essere accaduto in quegli attimi di terrore che si è trasformato in orrore per la giovane che deve aver capito perfettamente di non avere alcuna possibilità di salvarsi. Perché lui l' aveva già cosparsa di alcol e questo dimostra che aveva pianificato l' aggressione in ogni dettaglio.

SARA DI PIETRANTONIO VINCENZO PADUANOSARA DI PIETRANTONIO VINCENZO PADUANO


Sulla base dei primi elementi raccolti, il giudice non ha riconosciuto la premeditazione.
Ma l' accusa è convinta di poter smentire la sua versione iniziale. Perché, dicono, «non è vero che voleva solo spaventarla» come ha raccontato subito dopo essere stato fermato dai poliziotti della squadra mobile di Roma guidati da Luigi Silipo. Il suo progetto di morte è stato preparato nei dettagli per almeno una settimana. E poi è stato portato a termine con inaudita ferocia.


Sono le 4.06 quando l' uomo sperona la macchina e così impedisce a Sara di tornare a casa. Alle 4.20, la telecamera di un cantiere che si trova su via della Magliana inquadra la sua macchina che fa marcia indietro e va via. Nel video si vede l' auto della ragazza in fiamme.

L AUTO DI SARA DI PIETRANTONIOL AUTO DI SARA DI PIETRANTONIO


Che cosa è accaduto in quei quattordici minuti lo ha ricostruito in parte lo stesso Vincenzo Paduano, ma sono gli accertamenti svolti dal medico legale a rivelare la dinamica degli ultimi istanti. Nei polmoni di Sara sono state trovati «residui carbonosi». Le tracce sono minime, soltanto le analisi sulla presenza di monossido che saranno svolte lunedì potranno fornire ulteriori elementi. Ma già questo basta a dimostrare, secondo il professor Bolino, «che ha respirato il fumo, sia pur nel momento in cui era in limine mortis ». E dunque a ipotizzare la dinamica del delitto.

LA MORTA DI SARA DI PIETRANTONIO    LA MORTA DI SARA DI PIETRANTONIO


I due litigano nell'auto di lei.
Lui spruzza l' alcol nell' abitacolo e poi addosso alla ragazza.
Lei fugge in preda al terrore, cerca di rifugiarsi in un boschetto che si trova poco distante. Corre per circa 150 metri. Sara ha un fisico minuto, è alta un metro e cinquanta centimetri, pesa meno di 50 chili.


Non ha alcuna forza per opporsi alla furia che le si scatena addosso. E infatti non ha scampo. Lui le afferra i capelli e la immobilizza. Sara ha una frattura sull' osso ioideo causata da una pressione forte.

LA MORTE DI SARA DI PIETRANTONIO  LA MORTE DI SARA DI PIETRANTONIO


«L' ha afferrata da dietro e l' ha stretta con il braccio», ipotizza il medico «fino a quando lei si è accasciata». Sulle mani di Sara non ci sono ustioni, dunque non si è difesa evidentemente perché era già priva di sensi. Ha però alcune escoriazioni sul ginocchio e su un fianco.
Paduano potrebbe averla afferrata e spostata prima di darle fuoco. Oppure l' ha semplicemente abbandonata, ha spruzzato altro alcol e poi ha accesso la fiamma.

sara di pietrantonio  sara di pietrantonio auto carbonizzata di sara di pietrantonio 3auto carbonizzata di sara di pietrantonio 3sara di pietrantonio sara di pietrantonio


I controlli già previsti per la prossima settimana potranno aggiungere dettagli per la relazione finale che l' equipe di Bolino dovrà consegnare ai pubblici ministeri. Ma certo non potranno modificare nulla rispetto al quadro agghiacciante già emerso. E soprattutto alla violenza di cui Paduano è stato capace. Una «crudeltà» che il giudice gli ha contestato nel provvedimento di cattura firmato ieri.
 

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