tumore alla prostata

UOMINI, APRITE LE CHIAPPE! (PER CONTROLLARE LA PROSTATA) - MELANIA RIZZOLI: “I MASCHI FANNO POCA PREVENZIONE E RIMANDANO A POSTERIORI LA VISITA CON ESPLORAZIONE DIGITO-RETTALE ED ECOGRAFIA PROSTATICA INTERNA ED ESTERNA, PERDENDO OCCASIONI PREZIOSE PER UNA DIAGNOSI PRECOCE DEL CANCRO…”

Melania Rizzoli per “Libero Quotidiano”

 

PROSTATA 3

Ma perché gli uomini fanno così poca prevenzione? Le campagne di sensibilizzazione internazionali a loro rivolte vengono ignorate dalla maggioranza, ed a Milano il mese scorso, in occasione di un convegno della Siu (Società Italiana di Urologia) sul tumore della prostata, è stato lanciato un appello al sesso forte a non fuggire i controlli medici e strumentali oggi a disposizione.

 

Gli esperti hanno presentato un' indagine sui pazienti urologici, rivelando quello che succede in Italia, ovvero che stanno arrivando alla loro attenzione gli under 50, ovvero uomini sempre più giovani con carcinoma prostatico non diagnosticato.

PROSTATA

 

Spesso i tumori che si sviluppano sotto questa età sono molto aggressivi da un punto di vista istologico, come succede di frequente anche nel sesso femminile, quando il tumore al seno irrompe nella vita di una giovane donna all' età di 30/40anni, per cui si è provato a diffondere un messaggio senza intento di spaventare i maschi, ma per informarli chiaramente una volta per tutte.

 

È un dato di fatto che l'uomo non si comporta come la donna, che non si spaventa e va subito dal ginecologo a fare i suoi controlli al primo sintomo, mentre lui evita o rimanda a posteriori la visita urologica, minimizzando ogni segnale. La gran parte dei soggetti infatti, esegue l' esame del Psa solo dopo i 60 anni, senza recarsi dal medico per una strategia corretta di prevenzione, che comprende la visita con esplorazione digito-rettale ed ecografia prostatica interna ed esterna, perdendo occasioni preziose per una diagnosi precoce del cancro.

 

PROSTATA

Gli oncologi invece insistono che bisogna cominciare prima di questa età, anche in assenza di disturbi urinari o sessuali, quando un tumore iniziale non dà ancora segni di vita, e quando si è in tempo per eliminarlo con un semplice raggio di laser, risparmiando la rimozione chirurgica di una parte o di tutta la prostata, una ghiandola così importante, fisicamente e psicologicamente, per l' uomo.

 

DIAGNOSTICA DEL TUMORE ALLA PROSTATA

La ragione dell' appello all' universo maschile è nei numeri e nei dati niente affatto confortanti a riguardo, perché l' esplorazione della prostata viene vista ancora come una violazione della mascolinità, e non ritenuta necessaria se non in età avanzata, o quando il suo ingrossamento diventa evidente e sintomatico per la minzione.

 

Quando una bambina ha il menarca, cioè il suo primo ciclo mestruale, viene presa per mano dalla mamma e portata dal ginecologo, mentre non accade mai che un padre accompagni suo figlio da un urologo durante l' adolescenza, all' inizio della sua attività sessuale, e gli specialisti si ritrovano magari di fronte a pazienti di 45anni che non hanno una storia clinica alle spalle, ma un black out di oltre 25anni.

 

Soprattutto non bisogna trascurare la familiarità, cioè se ci sono stati casi di cancro tra i parenti più stretti, includendo anche quelli femminili, perché in particolare ci sono dei geni importanti e ormai noti, che si incrociano ed incidono sia sullo sviluppo del tumore al seno che su quello della prostata. In Europa noi italiani siamo classificati tra gli ultimi in fatto di prevenzione sul carcinoma prostatico, in coda dopo la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, ed anche dopo i Paesi Bassi, la Spagna e la Grecia.

PROSTATA

 

Una recente ricerca della Fondazione su circa 2.500 uomini provenienti da regioni dell' Italia meridionale, e pubblicata su una rivista internazionale, ha dimostrato che la gran parte dei soggetti ha effettuato controlli del Psa solo dopo i 70 anni, senza però ricorrere a visita specialistica od accertamenti diagnostici, e che l' 80% del campione era venuto a conoscenza dell' importanza della prevenzione del tumore della prostata grazie a notizie lette via web o ascoltate in televisione, mentre soltanto il 18% era stato sollecitato dal proprio medico di fiducia, e la stessa ricerca ha aggiunto che forse sarebbe stato meglio ed utile traslare il messaggio in una lingua "più mediterranea", e non concentrata solo sulla malattia neoplastica, ed infine lo studio concludeva con queste parole: «Nel Sud Italia persiste ed insiste un senso di machismo che impedisce agli uomini di aprirsi e di rivelare problematiche che hanno a che fare con la sfera sessuale, e la maggior parte delle volte che abbiamo provato a trovare qualcuno disposto a collaborare, la prima reazione che abbiamo ottenuto da questi interlocutori, se stimolati in proposito, sono stati gesti di scongiuri». Un lavoro questo, scritto, firmato e pubblicato.

SESSO PROSTATA

 

Nel 2016 nel nostro Paese sono state fatte 35 mila nuove diagnosi di cancro della prostata, che rappresenta il 19% di tutte le neoplasie maschili, seguite da quelle del polmone (15%), del colon-retto (13%), della vescica (11%), e dello stomaco (4%), in media rilevate nella fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni, mentre per gli ultra settantenni il tumore più frequente resta quello della ghiandola prostatica.

 

Nelle regioni del Sud, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata una riduzione della mortalità rispetto al Nord, anche se qui il tasso di incidenza e di insorgenza della malattia prostatica è più elevato che nel resto d' Italia.

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