soldati russi si arrendono a una pattuglia ucraina di robot e droni

LA GUERRA DEL FUTURO È GIÀ QUI – PER LA PRIMA VOLTA, DEI SOLDATI SI SONO ARRESI E CONSEGNATI A UNO SQUADRONE DI ROBOT E DRONI – I MILITARI RUSSI SONO STATI ACCERCHIATI DA ALCUNI MACCHINE KAMIKAZE, TELEGUIDATE A DISTANZA DALL’ESERCITO DI ZELENSKY: DOPO L’ESPLOSIONE DELLA PRIMA ALL’INGRESSO DI UNA TRINCEA, HANNO MOSTRATO UN CARTELLO CON SU SCRITTO “VOGLIAMO ARRENDERCI”. A QUEL PUNTO, SONO STATI “SCORTATI” DAI DRONI FINO A GIUNGERE TRA LE LINEE UCRAINE E ESSERE CATTURATI

Estratto dell’articolo di Paolo Ottolina per www.corriere.it

 

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Il ruolo dei droni nell'invasione russa dell'Ucraina ha fatto scuola e ha mostrato come l'impiego della tecnologia, anche di quella più semplice […], possa cambiare gli scenari di una guerra del XXI secolo. Ora, un nuovo episodio stabilisce una prima volta nella storia militare e nell'impiego di tecnologie robotiche sul campo di battaglia.

 

Secondo il resoconto dell'esercito ucraino, ben documentato da video e foto, una postazione fortificata russa è stata completamente neutralizzata e i suoi occupanti fatti prigionieri dalle forze di Kiev.

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La novità è che i protagonisti dell'azione sono stati esclusivamente robot e droni, senza il coinvolgimento in prima linea di un singolo soldato (in carne e ossa) ucraino. Ad agire a distanza era un'unità specializzata dell'esercito di Kiev, un gruppo d'élite che si fa chiamare  «Deus ex machina» e che fa parte della 3ª Brigata d'Assalto […].

 

L'operazione, condotta intorno all'8 e 9 luglio, nell'oblast di Kharkiv, ha visto l'impiego sinergico di droni FPV (First Person View) e di robot terrestri kamikaze. Non parliamo di robot umanoidi alla Terminator ma di più banali, ma altrettanto efficaci e terrificanti per chi è sul campo di battaglia, mini-veicoli cingolati.

 

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Uno di questi mezzi, caricato con una quantità significativa di esplosivo – l'equivalente di oltre 20 chilogrammi di Tnt – ha colpito con precisione l'ingresso di una trincea russa. Il colpo ha avuto un impatto tale che, all'avvicinarsi di un secondo robot terrestre, i pochi soldati russi sopravvissuti non hanno esitato a capitolare, mostrando un cartello di resa.

 

Nei video diffusi si vedono i militari mostrare agli ucraini […] un cartello realizzato in modo artigianale che diceva: «Vogliamo arrenderci».

 

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Dopo la richiesta di arrendersi dei russi, sono in entrati in azione i droni ucraini: fungendo da veri e propri «pastori tecnologici», i Dji Mavic (un drone cinese pensato per l'uso civile ma molto utilizzato ormai da entrambe le parti in guerra) hanno guidato i prigionieri disarmati verso le linee ucraine, mostrando una capacità di controllo e gestione del campo di battaglia probabilmente impensabile prima del conflitto tra Mosca e Kiev.

 

«Dopo aver seguito il Mavic, i russi sono sdraiati a terra nella "posa del delfino"» dicono i soldati ucraini in un video. A questo punto la fanteria ucraina è entrata in azione e ha messo in sicurezza la posizione conquistata. 

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L'intera operazione è durata appena un quarto d'ora, senza che i soldati ucraini sparassero un singolo proiettile. In precedenza Kiev aveva cercato di ottenere il controllo quell'area in modo tradizionale, ma senza successo.

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