chiara poggi serena mollicone

"I COLD CASE SONO L’OSSESSIONE DI INQUIRENTI E CRONISTI" – ROMAGNOLI SUI CASI DI CHIARA POGGI E SERENA MOLLICONE: “CI SONO COLD CASE OGGETTIVI, DOVE LA SOLUZIONE NON SI È AFFACCIATA MAI. ED ESISTONO ANCHE QUELLI SOGGETTIVI, CHE LA GIUSTIZIA RITIENE DI AVER RISOLTO, MA QUALCUNO RIMETTE IN DISCUSSIONE, CON ISTANZE DI REVISIONE, NUOVE PROVE. IL SUCCESSO DI QUESTI TENTATIVI È SPESSO EFFIMERO. CONTRADDIRSI NON È UN VERBO CHE LA MAGISTRATURA AMI CONIUGARE, NELL’INTERESSE DELL’INTERA CATEGORIA INQUIRENTE E AL NETTO DI DIATRIBE INTERNE…”

Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”

 

chiara poggi 1

Il cold case […] È l’ossessione di alcuni: inquirenti e cronisti che vanno in pensione portandosi a casa e sulle spalle i faldoni di un caso che ha segnato la loro intera vita professionale e non hanno chiuso prima di chiudere; familiari della vittima che non hanno avuto giustizia o del condannato per quella che ritengono un’ingiustizia. È il tormento di uno: il colpevole in libertà. A volte anche di un altro: l’innocente in galera al suo posto. È un laico atto di fede: se continui a crederci la verità ti sarà rivelata.

 

andrea sempio

Qualche volta infine accade: per un caso, un terminale pentimento (i film più che la realtà sono pieni di criminali che si confessano sul letto di morte) o per l’ostinazione di un singolo, pagato o no che sia per mostrarla.

 

Chiara Poggi e Serena Mollicone sono soltanto gli ultimi due nomi ripescati dall’archivio della memoria e dei tribunali. Intestano fascicoli riaperti con fragore maggiore di quando vennero chiusi, quasi pari a quando fecero irruzione nella cronaca e nell’immaginario popolare, che tende a sparpagliarsi lungo le piste investigative come un segugio raffreddato, affetto dal virus del pregiudizio.

 

alberto stasi copia

Ci sono cold case oggettivi, dove la soluzione non si è affacciata mai, soltanto il suo barlume. Jfk è quello consegnato alla storia, Black Dahlia alla letteratura da James Ellroy. Possono riguardare un uomo di potere, come il premier svedese Olof Palme, o una bambina in villeggiatura, come la piccola Maddie McCann.

 

In Italia vanno e vengono a ondate. La risacca consegna e si riporta via una soluzione che forse era (o ancora è) sotto gli occhi di tutti: per la scomparsa di Emanuela Orlandi o per il delitto di via Poma.

serena mollicone 9

Esistono anche cold case soggettivi, che la giustizia ritiene di aver risolto, ma qualcuno rimette in discussione, con istanze di revisione, ulteriori perizie, prove nuove o presunte tali. Il successo di questi tentativi è spesso effimero. Contraddirsi non è un verbo che la magistratura ami coniugare, nell’interesse dell’intera categoria inquirente e al netto di diatribe interne che spingano invece a sconfessare con esultanza l’operato dei predecessori.

 

ROSA BAZZI OLINDO ROMANO STRAGE DI ERBA

Può tuttavia capitare che un ex allevatore sardo, in cella per triplice omicidio, arrestato a 26 anni, venga scagionato a 58, essendo risultata falsa una testimonianza chiave. Errori giudiziari, figli di indagini mal condotte o fuorviate dalla necessità di una conclusione. È un luogo comune dire che «l’assassino o lo prendi nei primi giorni o mai più», ma ora sarebbe più corretto porre come alternativa «dopo vent’anni».

 

I cold case sono eredità d’ombra. Rendono cupa una strada (via Gluck dove trent’anni fa un uomo mascherato uccise Armando Blasi) o un i ntero paese (Garlasco, Erba). La luce torna con la soluzione, come nel quartiere dell’Olgiata, teatro dell’omicidio di Alberica Filo della Torre. Vent’anni di buio per arrivare a una soluzione da fumetto: era stato il maggiordomo.

kate e gerry mccann con la foto della piccola maddie

 

All’epoca la Mobile di Roma aveva istituito una sezione apposita dedicata ai casi irrisolti. Il capo che la volle ha fatto carriera, da gennaio è direttore del Dipartimento informazioni per la sicurezza. Il suo nome è Vittorio Rizzi. In un’intervista raccontò: «Seguiamo il teorema di Bayes, un metodo per calcolare il livello di fiducia in un’ipotesi, alla luce di una nuova informazione. Se c’è il Dna il livello è alto.

EMANUELA ORLANDI

 

[…] Il cold case è uno spietato gioco delle parti: la speranza di una è la paura dell’altra. Giustizia e verità si allacciano e slacciano in una danza che insegue l’equilibrio e può non trovarlo. Soltanto la soluzione ineccepibile redime la storia collettiva e individuale. Per chi è stato condannato e si professa innocente la pena è il carcere; per tutti gli altri, se vogliono usare ancora la ragione, l’assenza di assolute certezze.

casa garlasco 6ANDREA SEMPIOSERENA MOLLICONE EMANUELA ORLANDI 3serena mollicone 8le tracce di sangue nella villetta di garlascodelitto garlasco 2

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...