i droni shahed prodotti dall iran iraniani drone donald trump

BASTANO LE ARMI LOW COST DEGLI AYATOLLAH PER METTERE IN CRISI I PIANI DI TRUMP – I DRONI KAMIKAZE SHAHED (IN ARABO "MARTIRE") PRODOTTI DALL’IRAN, PUR COSTANDO SOLO 50 MILA MILA DOLLARI L’UNO, STANNO BUCANDO I SISTEMI DI DIFESA DEI PAESI DEL GOLFO DA MILIONI DI DOLLARI, COME I COSTOSISSIMI ANTIMISSILE THAAD AMERICANI (CHE VOLGONO OLTRE UN MILIARDO L'UNO) – IL REGIME DI TEHERAN HA SVILUPPATO LA TECNOLOGIA MILITARE CON IL SUPPORTO DI MOSCA – IL PENTAGONO HA CHIESTO AIUTO ALL’UCRAINA, CHE IN QUATTRO ANNI DI GUERRA HA SVILUPPATO “INTERCETTORI” IN GARADO DI BLOCCARE I VELIVOLI SENZA CONDUCENTE...

1 - EQUAZIONI MATEMATICHE E L’ARTE DEI DRONI

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “la Stampa”

 

I DRONI SHAHED PRODOTTI DALL IRAN

La Cnn manda in onda un lungo servizio sui droni Shahed, in arabo e in persiano "martire", dell'Iran. Spiega che gli Usa ne hanno realizzato una loro copia, chiamata Lucas, e che comincia a essere usata con grande efficacia. […]

 

Gli Usa, dopo la Russia, copiano la tecnologia che ha cambiato la guerra del XXI secolo, dall'Ucraina in poi. Droni suicidi che costano poco, una frazione di un missile, possono attaccare in massa e saturare le difese antiaeree, esaurire le scorte di munizioni di questi sistemi, colpire a centinaia di chilometri di distanza.

 

drone iraniano shahed

I droni hanno giocato un ruolo fondamentale anche nella caccia ai radar a lunga gittata posizionati nel Golfo, che servono a individuare i missili iraniani appena decollati e preparare la difesa con costosissimi Thaad antimissile americani.

 

Anche un Thaad è stato colpito da uno Shahed, negli Emirati. Un'arma da 60-70 mila dollari contro una da 1,5 miliardi. I super radar costano invece 1,1 miliardi l'uno. Tanto che Stati Uniti e Paesi del Golfo hanno chiesto aiuto proprio all'Ucraina, che ha sviluppato armi anti drone nei quattro anni di guerra contro i velivoli russi derivati dagli Shahed.

 

[…]

 

VOLODYMYR ZELENSKY - DRONI DA GUERRA

In sei giorni questa guerra ha cambiato la percezione dell'Iran. Non solo poveri mullah in turbante, donne velate e pistacchi. Ma anche un esercito di ingegneri, compresi quelli atomici.

 

Cioè è tornata la percezione di un impero con 3000 anni di storia che ha scritto la prima dichiarazione dei diritti umani, il Cilindro di Ciro il Grande custodito al Palazzo di Vetro dell'Onu, e il simbolo "x" nelle equazioni di primo, secondo grado eccetera.

 

Lo ha inventato il geniale matematico dell'XI secolo Omar Kayyam, che era anche un grandissimo poeta, cantore dei piaceri, degli amori clandestini e del vino. "X" stava per una parola araba shi, che vuol dire "cosa", traslitterata in xi in farsi, il persiano moderno. […]

 

2 - I DRONI SHAHED

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio e Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

GLI INTERCETTORI UCRAINI CONTRO I DRONI IRANIANI

«Non avremo le carte come dice Trump o molti Patriot ma abbiamo gli intercettori». La battuta ieri circolava a Kiev tra analisti e militari e la voce era nell’aria già da qualche giorno. Poi, la conferma dal Financial Times: il Pentagono e almeno un governo del Golfo sono in trattative per acquistare intercettori di fabbricazione ucraina per respingere gli attacchi dei droni iraniani.

 

Grezzo e a buon mercato (costa in media sui 50 mila dollari), spesso lento, con a bordo anche 50 chili di esplosivo, martire di nome (si chiama Shahed) e di fatto (si fa esplodere contro gli obiettivi), il drone kamikaze può danneggiare un grattacielo ma non farlo crollare.

 

[…]  fin qui gli stati del Golfo hanno utilizzato i costosi missili Patriot per difendersi dalle ondate di droni iraniani e hanno imparato letteralmente a loro spese come sganciare un’arma da milioni di dollari per abbatterne una da poche migliaia sia un’operazione poco razionale, sia in termini di protezione di vite umane, sia da un punto vista economico.

 

BASE DI DRONI BOMBARDATA DA USA E ISRAELE IN IRAN

La proposta

Da strumento di guerra asimmetrica nato nei laboratori di pasdaran iraniani, in questi anni lo Shahed si è evoluto. I russi ne hanno creato versioni più veloci e moderne e hanno aperto fabbriche nella Repubblica del Tatarstan dove costringono manodopera femminile africana ad assemblare i nuovi modelli.

 

Di recente gli Stati Uniti hanno annunciato la nascita del loro kamikaze, il Lucas. Risultato, lo Shahed è diventato il cardine della guerra ibrida rendendo la difesa molto più costosa dell’attacco. Non stupisce allora che a Kiev definiscano «delicata» la discussione in atto tra il governo ucraino e gli alleati occidentali.

 

Tradotto, significa che sono in corso trattative per capire se è possibile uno scambio. Alle città ucraine servono Patriot per difendere le migliaia di vite umane che da cinque anni sono esposte ai raid missilistici russi, mentre ai Paesi occidentali servono tecnologie, know how e armi per difendersi dai droni kamikaze.

 

drone iraniano shahed

D’altro canto, Zelensky e il Paese tutto sono preoccupati che le già ridotte scorte di Patriot dei Paesi occidentali siano ulteriormente messe a dura prova da questo nuovo conflitto in Medio Oriente […]

 

I mezzi

È in questo contesto che Zelensky ha dichiarato di essere in contatto con lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, e con Mohammed bin Zayed al-Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti. E sempre il presidente ucraino ha annunciato di aver pronte squadre di esperti da inviare negli Emirati.

 

consolato americano a Dubai colpito da un drone iraniano

Tutto questo mentre, secondo Vladyslav Vlasiuk, consigliere per le sanzioni del presidente ucraino, «gli iraniani stanno inviando ingegneri in Russia e gli ingegneri russi vanno avanti e indietro dall’Iran, e penso che anche la Cina sia molto, molto vicina a questa cooperazione».

 

Parole che trovano riscontro nei rapporti provenienti dal Medio Oriente da cui emerge la presenza di componenti russi all’interno dei droni iraniani utilizzati negli attacchi.  Come a Dubai dove sarebbero stati trovati detriti del Geran-2. O ad Akrotiri dove un’unità anti-jamming russa Kometa-M sarebbe stata rinvenuta tra i rottami di un drone iraniano.

 

Conferme e prove che la collaborazione militare tra Mosca e Teheran è strutturata e riesce ad aggirare le sanzioni, a tal punto da usare componenti che arrivano letteralmente da ogni parte del mondo.

 

MEME SU ANTONIO TAJANI E I DRONI ISRAELIANI

Per difendersi dagli Shahed lanciati da Mosca contro l’Ucraina dall’inizio dell’invasione nel 2022, Kiev ha iniziato a utilizzare armi più economiche, come cannoni antiaerei e camion mitragliatori. Dall’autunno, ha messo in campo intercettori veloci che possono raggiungere velocità di 250 km/h, in grado di fermare uno Shahed, la cui velocità massima è di 185 km/h.

 

Tra questi c’è il Merops, drone ad ala fissa prodotto da aziende finanziate dall’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt. Un altro quadricottero a forma di proiettile noto come Sting, prodotto dall’azienda ucraina Wild Hornets, è stato schierato al largo di Odessa su imbarcazioni senza pilota Magura prodotte dalla start-up Uforce. […]

abu dhabi colpita dai droni iraniani DRONI IRANhotel burj al arab colpito dai droni iranianiDRONE IRANIANO IN KUWAIT IL DRONE SHAHED IRANIANO

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