nathan e catherine trevallion  la famiglia nel bosco

“I MIEI FIGLI VIVONO IN UNO STATO COSTANTE DI AGITAZIONE E ANSIA” - NATHAN TREVALLION, IL PAPÀ CHE CON I BIMBI E LA MOGLIE VIVEVA NEL BOSCO DI CHIETI, ROMPE IL SILENZIO: “LI VEDO TRISTI, LITIGANO TRA DI LORO. LA PIÙ GRANDE SI MORDE LE MANI PER RABBIA. MIA MOGLIE STA SOPPORTANDO UNO STRESS ENORME. ANCHE LEI È SOPRAFFATTA DAL DOLORE. VOGLIAMO TORNARE A VIVERE CON I NOSTRI FIGLI IN ARMONIA CON LA NATURA RISPETTANDO LE REGOLE PER IL BENESSERE DEI PICCOLI. L’UNICO ERRORE CHE ABBIAMO COMMESSO È DI NON AVER CAPITO BENE L’ITALIA…”

Estratto dell’articolo di Saverio Occhiuto per “la Stampa”

 

famiglia del bosco

[…] Nathan Trevallion, 51 anni, con passaporto inglese, affronta con dignità la solitudine e il "gelo" di un padre al quale sono stati tolti i suoi tre bambini, trasferiti dal 20 novembre scorso nella struttura di Vasto assieme alla madre per proteggerli dalla vita di privazioni materiali e di relazione alla quale, secondo l'ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila, erano stati costretti da genitori che avevano sposato in modo "eccessivo" la filosofia di vita dei neorurali. […]

 

Quando ha visto l'ultima volta i suoi bambini?

«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr), dalle 10 alle 11».

i bimbi che vivevano nella casa nel bosco di chieti 2

 

Come si comportano quando la incontrano?

«Sono tutti estremamente felici nel vedere che il loro papà è venuto a trovarli. Ci abbracciamo, ci baciamo con grande affetto. Ripeto loro continuamente che papà li adora».

 

C'è qualcosa nel loro comportamento che trova cambiato rispetto alla precedente vita nel bosco?

«Sì, la loro incapacità di concentrarsi. Sono in uno stato costante di agitazione e ansia. A volte litigano fra di loro, cosa che prima non facevano. Sono spesso arrabbiati l'uno con l'altro e, quando per me arriva il momento di andare via, cercano di fare qualcos'altro, come se volessero sfuggire a ciò che provano. In quei momenti avverto la grande tristezza che c'è in loro. È come se volessero dirmi di non capire perché il loro papà deve tornare a casa da solo e lasciarli lì».

il presepe e la famiglia nel bosco - vignetta by osho

 

La narrazione che arriva dalla casa famiglia va però in tutt'altra direzione. Si parla di bambini felici all'interno della struttura, che si divertono a giocare con gli altri bambini ospiti, che rispondono alle sollecitazioni degli educatori. Non è vero?

«Io posso raccontarle ciò che vivo tutte le volte che vado a trovarli. Quando li lascio, uno di loro a volte rompe le cose che ama di più, litiga con i fratelli, anche con la sorella gemella a cui lui è molto legato.

 

Lei invece piange e si arrabbia per ogni cosa quando vede il padre allontanarsi per tornare a casa. Poi c'è la più grande, 8 anni, che tende a contenere più degli altri la sua tristezza e la sua rabbia, ma inizia a mordersi le dita sino a farle diventare rosse».

 

Cosa le chiedono?

«Quando potranno tornare a casa. […]»

 

ex ristoratore mette a disposizione una casa per la famiglia nel bosco

[…]

 

E dopo, quando lascia la struttura di Vasto, con quali sensazioni rientra nella casa di Palmoli?

«Mi sento sopraffatto da una grande tristezza e dal dolore, sapendo che i nostri tre bambini sono lì. A quell'età tutti hanno bisogno dei genitori e del loro amore, soprattutto se li hai avuti accanto in ogni singolo istante della tua vita, come è successo a noi. Ecco, a loro manca questo. Stiamo facendo tutto il possibile per aiutarli a riconquistare il nostro amore, il nostro affetto, la nostra considerazione di genitori».

 

la famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion

Come sta vivendo questa situazione sua moglie, che ha comunque la possibilità di vivere accanto ai figli nella casa famiglia di Vasto?

«Catherine sta sopportando uno stress enorme. Anche lei è sopraffatta dal dolore, dall'ansia, dalla tristezza nel vedere i nostri tre figli soffrire, sia dal punto di vista emotivo che ambientale».

 

Ha trascorso da solo le festività di Natale nella casa di Palmoli, ma ha goduto di tanta solidarietà. Come è stato?

la famiglia nel bosco - Catherine Birmingham Nathan Trevallion e i figli

«Contrariamente a ciò che si è detto e si è scritto, la nostra non è una famiglia senza amici. C'è tanta gente in questo paese e nelle zone limitrofe che non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza […]».

 

Cosa è stato raccontato di sbagliato?

«La nostra è una condizione di vita molto comune negli ambienti rurali, nella vita di tante famiglie e in ogni parte del mondo […]».

 

Perché ha scelto per tanto tempo il silenzio?

Nathan e Catherine Trevallion - la famiglia nel bosco

«Perché non siamo stati sempre capiti. Le nostre parole sono state spesso male interpretate. Ancora oggi vengono diffuse notizie che non rispondono alla verità dei fatti, come i presunti contrasti con mia moglie e altre indiscrezioni sui bambini».

 

Quali sono adesso le sue aspettative?

«Il sistema giudiziario farà il suo lavoro e la verità verrà a galla. Noi genitori non abbiamo fatto nulla di male e speriamo di poter tornare a vivere felicemente con i nostri bambini, in piena armonia con la natura e la nostra libertà. Non chiediamo altro. E siamo pronti a rispettare le regole di base stabilite per la protezione dei bambini».

 

Nathan e Catherine Trevallion - la famiglia nel bosco

[…]

 

Non ha niente da rimproverarsi?

«L'unico errore che credo di aver commesso, assieme a Catherine, è quello di non aver compreso questo bellissimo Paese che è l'Italia, dove vogliamo vivere e crescere i nostri figli secondo i nostri ideali. Ma come famiglia, oggi, stiamo vivendo un trauma».

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