LA FONSAI L’ULTIMA? - ALCUNE INTERCETTAZIONI DIMOSTRANO CHE PIU’ DI UN NOME ECCELLENTE, DA CARLO D’URSO A MASSIMO PINI, E’ STATO TENUTO FUORI DALL'AZIONE DI RESPONSABILITÀ DA 245 MILIONI PER LA GESTIONE DI FONDIARIA SAI 

Gianluca Paolucci per “la Stampa”

IL QUARTIER GENERALE DI UNIPOL CHE PUNTA AD ASSICURARSI FONSAI IL QUARTIER GENERALE DI UNIPOL CHE PUNTA AD ASSICURARSI FONSAI

 

I «protetti» da escludere e i «non protetti» da mettere dentro indipendentemente da ruoli e colpe. L' azione di responsabilità per la gestione di Fondiaria Sai nell' era Ligresti è partita nel marzo del 2013, ma langue ancora nelle aule di tribunale. A riportarla d' attualità sono due memorie depositate nelle settimane scorse nel procedimento civile in corso a Milano.

 

La novità dei due documenti (presentati da Cosimo Rucellai, ex amministratore di Fonsai, e Umberto Bocchino, per un breve periodo nel cda della controllata Milano Assicurazioni) sta nel riferimento a una serie di intercettazioni raccolte nel corso dell' inchiesta torinese sul dissesto della compagnia, dalle quali emergono piuttosto chiaramente le anomalie dell'azione di responsabilità.

LIGRESTI E DALEMA LIGRESTI E DALEMA

 

«Qui stiamo facendo le cose con il criterio opposto a quello normale. Il criterio è: prima fai l' istruttoria e poi prendi le decisioni e invece stiamo lavorando, purtroppo, al contrario», dice ad esempio l' avvocato Mario Bussoletti a Matteo Caratozzolo il 13 marzo del 2013. I due sono rispettivamente il commissario ad acta del gruppo Fondiaria-Sai e il legale incaricato di seguire l' azione di responsabilità contro gli ex amministratori e manager del gruppo che fu della famiglia Ligresti.

 

FONSAIFONSAI

Il giorno successivo, 14 marzo, l'assemblea della società, con il voto determinante di Unipol, promuoverà l'azione di responsabilità, valutando i danni in 245 milioni complessivi a carico di una ventina di persone, tra le quali i Ligresti. I soldi, eventuali, li incasserà Unipol, subentrata a Fonsai nell'azione legale.

 

Nei commenti all' azione promossa da Caratozzolo e intercettati dalla Guardia di finanza, nota ad esempio Rucellai nella sua memoria depositata lo scorso 8 maggio, si fanno vari riferimenti a personaggi «protetti» da tenere fuori dalle richieste di risarcimenti. Mancano, scrivono ancora i legali di Rucellai, i nomi di figure molto vicine alla famiglia Ligresti, come Carlo d' Urso - che sedeva nei cda sia di Fonsai che della holding Premafin - o Massimo Pini. Mentre a Emanuele Erbetta, numero due per anni del gruppo assicurativo, viene mossa tra mille cautele solo una contestazione minore.

 

GERONZI PONZELLINI E LIGRESTI GERONZI PONZELLINI E LIGRESTI

Nelle conversazioni depositate a Milano, la vicenda di Erbetta risalta. Caratozzolo ne parla ad esempio con Riccardo Quagliana - a capo dell' ufficio legale del gruppo assicurativo - il 2 marzo. Caratozzolo spiega che «Erbetta noi lo abbiamo...Cioè non solo Erbetta, abbiamo studiato un sistema obiettivo di presenze nei cda, per cui Erbetta e altri sono rimasti fuori. (...) C' è solo una piccola cosa per la quale non abbiamo potuto fare a meno di coinvolgerlo, la sponsorizzazione a Laità».

COPERTINA DE IL MONDO CON SALVATORE LIGRESTI COPERTINA DE IL MONDO CON SALVATORE LIGRESTI

 

Lo stesso Quagliana il 5 febbraio precedente, dopo il cda che ha deliberato di portare l'azione di responsabilità all' assemblea dei soci, viene intercettato mentre parla con Piergiorgio Peluso, all'epoca manager Fondiaria e adesso in Telecom Italia. «Mi spiace - dice Quagliana - perché per Emanuele (Erbetta, ndr.) io al commissario (Caratozzolo, ndr.) gli ho fatto davvero tanta pressione. Cioè, ovviamente lecita e tutto, però a Emanuele sono riuscito a tenerlo fuori, d'Urso sono riuscito a tenerlo fuori».

 

Piergiorgio Peluso di  UnicreditPiergiorgio Peluso di Unicredit

Ancora Caratozzolo, l'8 marzo, all' indomani di un cda della compagnia, parla con un suo collaboratore della necessità di distogliere l' attenzione dei media dall' azione di responsabilità. «Scusami Ermanno, giochiamoci la notizia che il bilancio di Ata Hotel (la società del gruppo alla quale facevano capo gli alberghi, ndr.) come hai sentito ieri, è in profondo rosso, che la società è in stato prefallimentare, che addirittura...». «Adesso verifico - è la replica - sto correggendo i verbali di ieri. Verifico che l' abbiamo scritto, sennò ce lo scrivo io».

 

Matteo CaratozzoloMatteo Caratozzolo

Quale sia la ragione che spinge Caratozzolo a «tenere fuori» Erbetta non è affatto chiaro. Di certo c' è solo che i due hanno un incontro riservato in un hotel milanese, a ridosso della decisione. E che dopo l' incontro Erbetta è prodigo di ringraziamenti nei confronti di Caratozzolo. Per rimanere sulle responsabilità, Erbetta patteggerà poi una condanna a tre anni nel procedimento penale.

 

Andrà meglio agli altri protagonisti di questa vicenda. Quagliana, lasciata Fonsai, diventa capo del legale di Monte dei Paschi. Mentre Caratozzolo - che dopo sei mesi da commissario deve chiedere al suo consulente quale fosse il ruolo di Jonella Ligresti nel gruppo - nel 2014 viene nominato presidente del collegio sindacale di Eni dove resta fino al marzo scorso.

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