aggressione carcere

"VOGLIO SOLO FARE L'AMORE CON TE", "SEI UN BASTARDO. SEI UN ARABO ZINGARO" - I RACCONTI HORROR DEI GIOVANI DETENUTI DEL CARCERE MINORILE "CESARE BECCARIA" DI MILANO, SULLE VIOLENZE, TORTURE E TENTATI STUPRI COMMESSI DA ALCUNI DEI SECONDINI DEL PENITENZIARIO - L'INCHIESTA, CHE HA PORTATO ALL'ARRESTO DI 13 AGENTI E ALLA SOSPENSIONE DI ALTRI 8, È PARTITA DOPO LA TESTIMONIANZA DELLA MADRE DI UNA DELLE VITTIME: "QUANDO MIO FIGLIO È STATO STUPRATO DA UN GRUPPO DI ALTRI RAGAZZI, L'AGENTE HA LASCIATO CHE LO AGGREDISSERO E HA OSCURATO LE TELECAMERE. QUANDO L'HO SCOPERTO MI HANNO DETTO…"

Estratto dell'articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online

CARCERE MINORILE BECCARIA DI MILANO

 

La tentata violenza sessuale nei confronti di Amin Hachouch la racconta lui stesso al pubblico ministero che indaga sugli agenti torturatori all’IPM Cesare Beccaria di Milano. L’episodio fa parte di quelli che hanno fatto finire in arresto 13 agenti di polizia penitenziaria con le accuse di tortura, maltrattamenti e falso. Nell’ordinanza del Giudice delle Indagini Preliminari Stefania Donadeo a pagina 58 parte il racconto del ragazzo. […]

CARCERE MINORILE BECCARIA DI MILANO

 

L’ufficio del capoposto

Il verbale risale al 12 gennaio 2024. «Io stavo dormendo in mutande e mi ero coperto con il lenzuolo perché c’era molto caldo. Appena mi sono reso conto di quello che stava accadendo, ho detto all’assistente “cosa vuoi”. E lui mi ha detto “stai tranquillo, voglio solo far l’amore con te”. Io ho reagito in modo violento e l’ho colpito con diversi pugni. A quel punto si è svegliato Salim che mi ha detto di smetterla». L’altro detenuto confermerà a verbale le accuse di Amin.

 

Le violenze al Beccaria sono avvenute dall’autunno 2023 al marzo scorso. Coinvolti una dozzina di ragazzi minorenni o appena maggiorenni. Gli agenti sotto inchiesta sono in totale 25. […] La maggior parte delle violenze è avvenuta nell’ufficio del capoposto, ovvero in una zona dove non c’erano telecamere.

CARCERE MINORILE BECCARIA DI MILANO

 

L’aggressione

Nell’ordinanza si racconta anche di un’altra aggressione subita da Hachouch. La storia comincia quando Salim Mahmoud chiede un medicinale. Poco dopo Hachouch lo sente urlare: «Amin, mi stanno picchiando, stai attento che vogliono picchiare pure te». Subito dopo per le scale salgono dieci agenti. Uno di loro […] gli spruzza spray al peperoncino negli occhi. A quel punto sei agenti entrano nella cella e lo aggrediscono a calci e pugni.

 

CARCERE MINORILE BECCARIA 1

Gli dicono: «Sei un figlio di puttana, tua madre è una troia, sei un clandestino, ti faccio vedere io come fare il figlio di puttana». Poi lo portano in cella di isolamento. Uno di loro lo colpisce a cinghiate sui genitali. Poi lo lasciano dentro. Il mattino dopo altri due agenti lo svegliano e lo prendono a schiaffi e pugni: «Sei un bastardo. Sei un arabo zingaro. Noi siamo napoletani, voi siete arabi di merda, sei venuto ieri…».

 

Gli stranieri pestati a sangue

Una delle madri delle vittime ha raccontato che gli agenti di polizia penitenziaria facevano differenze tra detenuti italiani e stranieri. Da lei è partita la segnalazione che ha fatto scattare l’indagine della procura. «Un ragazzo che ho conosciuto è stato chiuso in una stanza e massacrato di botte. A colpire era, spesso, lo stesso agente, noto a tutti in carcere proprio per la frequenza e il modo in cui alzava le mani. […]», dice.

 

«Mio figlio stuprato»

carcere minorile beccaria di milano

La donna racconta che nessuno ha mai raccontato nulla: «Nemmeno quando mio figlio è stato stuprato da un gruppo di altri ragazzi. L’agente presente, quando ha capito la situazione, se n’è andato lasciando che lo aggredissero, trovando tutto il tempo per oscurare le telecamere con sedie e oggetti vari. Le guardie sono arrivate solo mezz’ora dopo, quando la segnalazione di un giovane estraneo al gruppo li ha costretti a intervenire. Appena ho scoperto l’episodio sono corsa al Beccaria chiedendo di parlare con quello che credo fosse il comandante della polizia penitenziaria: “Signora cosa vuole che sia”, mi ha detto. Lui era persino peggio degli agenti perché nascondeva tutto quanto. E il giorno della violenza non gli ha nemmeno fatto fare una telefonata a casa».

carcere minorile beccaria di milano

 

L’ex detenuto

Un ex detenuto ha invece raccontato al Corriere della Sera le violenze notturne: «Una volta sono entrati quattro assistenti dentro la cella vicina alla nostra, noi sentivamo i rumori. Hanno ammanettato e picchiato un ragazzo, l’hanno spaccato di calci e di pugni, all’epoca lì non c’erano ancora le telecamere. Noi ci siamo rannicchiati tutti nell’angolo del nostro letto, in silenzio, era il suo turno. Un’altra volta hanno fatto un occhio nero a me, mi hanno preso a calci in tre e dato uno schiaffo che non ci sentivo più da un orecchio perché continuavo a chiedere l’accendino. Nessuno il giorno dopo mi ha fatto domande». […]

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