murale apologia del fascimo - salone d onore del coni mussolini duce

CHI HA PAURA DEL DUCE? – IMBARAZZO AL FORO ITALICO QUANDO LO STAFF ORGANIZZATIVO DEGLI EUROPEI DI ATLETICA (AL VIA A ROMA DA VENERDI’) È ENTRATO NEL SALONE D'ONORE DEL CONI E SI È TROVATO DI FRONTE L'ENORME MURALE CHE RITRAE MUSSOLINI TRA GERARCHI E POPOLO ADORANTE, INTITOLATO “APOLOGIA DEL FASCISMO” – DOPO DISCUSSIONI E TENTENNAMENTI, LA DELEGAZIONE HA DECISO DI NON SPOSTARE LA SEDE DELLA PRESENTAZIONE DEGLI EUROPEI – IL DIPINTO, TENUTO SOTTO UN TELO PER OLTRE 50 ANNI, È STATO RIPORTATO ALL'ORIGINE NEL 1997, CON IL GOVERNO PRODI, MINISTRO DEI BENI CULTURALI VELTRONI…

Estratto dell’articolo di Giulia Zonca per “La Stampa”

 

murale apologia del fascismo - salone d onore del coni

Se la storia morde vuol dire che non la si è superata o forse solo che ne mancano dei pezzi. Attimi di imbarazzo ieri al Foro italico, quando lo staff di European Athletics è entrato al Salone d'onore del Coni, sede prevista per la conferenza che introduce gli Europei di Roma, sede scelta per il prestigio, solo che gli invitati non pensavano di trovarsi faccia a faccia con il Duce.

 

I dirigenti in ricognizione hanno scoperto che la nobile sala è dominata da un imponente murale inequivocabilmente intitolato «Apologia del fascismo» e lì Mussolini è nel mezzo della gloria, tra gerarchi e popolo adorante, circondato da allegorie che evocano la guerra. […]

 

murale apologia del fascismo - salone d onore del coni

L'opera, dopo la guerra, è stata coperta dagli alleati che hanno usato Palazzo H come quartier generale del Comitato di liberazione e così è rimasta per 53 anni, nascosta da un panno fino a che la sovraintendenza delle belle arti se ne è interessata, fino a che il tempo ha fatto il suo corso e imparato a gestire il passato ingombrante. Senza chiuderlo nell'armadio.

 

Il dipinto è stato riportato all'origine nel 1997, con il governo Prodi, ministro dei beni culturali Veltroni, giusto per dare una prospettiva alle scelte. Da allora, associazioni, sociologi, scettici hanno alzato sopracciglia e lanciato petizioni, però mai prima una federazione internazionale si era preoccupata di condividere il proprio spazio con il dipinto.

 

EUROPEI DI ATLETICA - ROMA 2024

L'entourage del presidente bulgaro di European Athletics, Karamarinov, si è stranito, agitato per poi farsi spiegare che quell'opera ha scontato la propria condanna e che comunque l'intera area è un insieme di architetture fasciste, con tanto di obelisco in nome di Mussolini, restaurato di fresco e appena liberato dai graffiti, e viale con le scritte Duce. Questo è il quartiere, il contesto: averne timore significa lasciarsi perseguitare dai fantasmi, dare loro un potere che non hanno.

 

[...] Per qualche ora, i manager dell'atletica europea sono rimbalzati da una stanza all'altra in cerca di un posto neutro introvabile. Si sono arresi davanti alla timida richiesta di usare la sala rossa: è stato spiegato loro che quella era la palestra di Mussolini. Hanno anche capito che davanti all'incombente murale ci ha parlato chiunque.

 

locandina europei di atletica

Giorgio Napolitano, da presidente della Camera, Thomas Bach da capo del Cio, quasi ogni giorno c'è un dibattito, pure la presentazione dei premi Fair Play, in programma oggi. Fatti i conti con l'attualità i signori e le signore di European athletics hanno accettato la storia. Almeno quella di Palazzo H.

 

Si preoccupavano di essere associati all'estremismo di destra, a pochi giorni dalle elezioni europee, loro che sono parte di un'istituzione sportiva del continente e ne promuovono l'unione. Legittima perplessità, ma forse, per qualche ora, ci hanno giudicato con un po' troppa fretta se hanno creduto che quell'enorme dipinto fosse lì senza che i decenni ne avessero processato la presenza. Come se il caso, una distrazione o peggio un volere politico avessero concesso visibilità al ricordo.

 

Concitate telefonate e, verso sera, la calma nel tramonto di Roma. La conferenza non si sposta: domani, a un giorno dalle gare di atletica allo stadio Olimpico, si farà davanti al murale con il Duce. Meglio inquadrature strette per favore, l'ultima remora per poi sentirsi sollevati. [...]

europei atletica roma 2024murale apologia del fascismo - salone d onore del coni

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…