i resti della croma

CAPACI DI RICORDARE - LA SORGENTE GROUP ESPONE ALLA GALLERIA ALBERTO SORDI DI ROMA I RESTI DELLA CROMA BLINDATA SU CUI VIAGGIAVANO GLI UOMINI DELLA SCORTA DI FALCONE MORTI INSIEME AL MAGISTRATO NELLA STRAGE DI CAPACI – IL MINISTRO ORLANDO: “UNA RELIQUIA LAICA”

Enrico Bellavia per la Repubblica - Roma

i resti della croma scorta falcone

 

100.287: sabato pomeriggio del 23 maggio 1992, sull'autostrada che dall'aeroporto conduce a Palermo, il tritolo dei boia di Cosa nostra inchiodò a quel numero il contachilometri della Quarto Savona quindici. Non un'auto qualsiasi, ma la prima del convoglio di tre blindate al centro del quale c'era quella del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dell'autista superstite Giuseppe Costanza.

 

L'esplosione che sventrò l'autostrada, sollevò una colonna d'asfalto sulla quale si schiantò l'auto del giudice, e spazzò via la prima Croma, riducendola a un cubo di lamiere. Dentro a quell'ammasso di ferraglie c'erano le vite spezzate di tre uomini non ancora trentenni: Antonio Montinaro, il capo della scorta, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. Lasciarono due vedove, una fidanzata davanti all'altare e tre orfani:

i resti della croma scorta falcone

 

Emanuele, 4 mesi, il figlio di Vito. Gaetano 4 anni e Giovanni, 1 anno e mezzo, i bambini di Antonio. Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, i sopravvissuti dell'ultima blindata, non si resero neppure conto che quella dei colleghi lì davanti era volata via, atterrando tra gli ulivi dalla parte opposta. I soccorritori ci misero un po' a capirlo. Antonio, pugliese come Rocco, lo riconobbero da un brandello dell'abito buono, il completo verde che indossava quando scortava Falcone.

 

i resti della croma scorta falcone

Nel 2011 quel rottame-reperto custodito nell'autoparco della polizia di Messina ha ripreso idealmente la marcia. A concepire l'idea fu Tina Montinaro, la moglie «non la vedova» di Antonio: nel mesto alternarsi delle ricorrenze, suo marito e i colleghi della polizia, erano poco più che un necessario corollario al ricordo del giudice e della moglie. Loro erano solo e soltanto e un po' sbrigativamente «la scorta».

 

Antonio Manganelli, allora capo della polizia, disincagliò l'auto dalle secche della burocrazia. Quel che restava della blindata, fu custodito in una teca di vetro all'interno della scuola degli agenti di Peschiera del Garda e divenne patrimonio della associazione QS15, pronta a portarla in giro per l'Italia, ovunque la sensibilità di amministrazioni, associazioni e scuole lo richiedesse.

 

i resti della croma - scorta falcone - la moglie di antonio montinaro

Sfidando le paure che la testimonianza dell'orrore si trasformasse in esaltazione della potenza di fuoco della mafia, quell'auto è diventata il simbolo di una riscossa che dà il senso all'impegno di Tina Montinaro e dei tanti colleghi di Antonio, Vito e Rocco che la lotteria dei turni risparmiò dall'appuntamento con la morte: «Non li hanno fermati, loro ci sono ancora».

 

L'auto ha girato l'Italia e l'anno scorso è tornata a Palermo. Ed ha sostato lì dove tutto è cominciato: il giardino, ora giardino di memoria per le vittime del dovere. Non eroi e non superuomini ma gente che fece fino in fondo il proprio dovere. Che non si tirò indietro di fronte al pericolo mentre altri per paura, connivenza lasciarono che il massacro potesse compiersi.

i resti della croma scorta falcone

 

Ora, per la prima volta, in una rapida triangolazione tra associazione QS15, Regione Lazio e Polizia, la teca è a Roma, inaugurata dal ministro Andrea Orlando, che l'ha definita una «reliquia laica» e dal presidente della Regione Nicola Zingaretti. Ci resterà per una settimana alla Galleria Alberto Sordi, di Sorgente Group, al centro di una capitale che fatica a vedere la mafia in casa e a due passi da quei palazzi di una politica che troppo spesso si è girata dall'altra parte.

i resti della croma scorta falcone

 

giovanni falcone paolo borsellinogiovanni falcone sergio mattarella

 

CAPACI FALCONEMORVILLO FALCONEFALCONE BORSELLINOfalconeFALCONE BORSELLINO

 

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...