maria giulia sergio col padre

OGGI QUI, DOMANI ALLAH - UNA TRANQUILLA FAMIGLIA PRONTA AL MARTIRIO: PADRE, MADRE E DUE FIGLIE SOGNAVANO IL CALIFFATO - SI È SALVATA SOLO LA NONNA: “È UNA MISCREDENTE, ABBANDONIAMOLA...” - QUANDO LADY JIHAD ANDO’ IN TV DALLA D’URSO

FAMIGLIA JIHADISTI SERGIOFAMIGLIA JIHADISTI SERGIO

Fabio Poletti per “la Stampa”

 

Alla fine si è salvata solo la nonna. «Non è una convertita, è una miscredente, abbandoniamola...», incitava i familiari Maria Giulia Sergio, 28 anni non ancora compiuti, finita chissà dove in Siria a sparare con il kalashnikov, arruolata nel Califfato come sognava da anni, dopo la conversione e il nuovo nome di Fatima al Zahra. La nonna rimasta a Torre del Greco è l’unica superstite di questa famiglia finita quasi tutta in carcere prima di filare in Siria a sventolare la bandiera nera. 

FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1

 

Maria Giulia è là da settembre con il suo secondo marito arruolato tra i mujaheddin. Suo padre Sergio Sergio, 61 anni, operaio e barba folta come quella del Profeta, si era licenziato da poco, dopo aver montato lavatrici per una vita, aveva venduto i mobili di casa su Internet e aveva già il passaporto per seguire la figlia. Insieme a lui hanno arrestato la madre di Maria Giulia, Assunta Buonfiglio, 60 anni, velo nero da convertita e poi la sorella Marianna, 31 anni da poco, un ex marito nel passato, la via di Damasco nel futuro.

 

Fiori e preghiere 
Gli aspiranti martiri del Califfo vivevano qui, in questa casa giallina e un po’ decrepita di Inzago, Nord di Milano, Sud della Brianza, un milione di chilometri dalla Guerra santa. Al primo piano con le tende blu davanti alle tapparelle abbassate, un vasetto di fiori sul balcone e un cartone di un supermercato. 

 

MARIA GIULIA SERGIO COL PADREMARIA GIULIA SERGIO COL PADRE

La strada è meno di cento metri. Tutto il loro orizzonte, ricorda Sergio Motta il macellaio a fianco: «Maria Giulia finita in Siria non faceva altro che pregare tutta la notte come la sorella. Mi stupisco dei loro genitori, a momenti non sanno nemmeno l’italiano...». Una famiglia con grandi difficoltà economiche e apparentemente sotto traccia. Buongiorno e buonasera con tutti. 

 

Solo un po’ di stupore quando si è saputo che Fatima al Zahra era finita nell’elenco dei foreign fighter. «Lei era la più decisa. A volte sono volate parole grosse tra di noi...», ricorda il macellaio, «colpevole» di fare troppo rumore con il camion frigorifero, doppiamente colpevole anzi «impuro» per i quarti di maiale in vetrina.

 

MARIA GIULIA SERGIOMARIA GIULIA SERGIO

Ma da qui a pensare a quello che Maria Giulia metteva in rete - la gioia per la strage di Charlie Hebdo, la battaglia da combattere contro i «miscredenti» - ce ne passa. Eppure non giocava a nascondino Fatima al Zahra. Era andata pure in tv sette anni fa, «Pomeriggio 5», a battagliare con Barbara D’Urso: «Le donne musulmane non vanno in giro con le gambe nude. Chi lo dice? Lo dice Allah...». 

 

Per non parlare di suo padre che se al bar dove si fermava con la bicicletta per un caffè, gli chiedevano di quel barbone da salafita che si era fatto crescere, rispondeva con un mezzo sorriso.

 

maria giulia sergio 1maria giulia sergio 1

O di sua sorella, Marianna, la prima a convertirsi dopo il matrimonio con un egiziano, una vita solo a pregare. E nemmeno nella moschea di via Boccaccio a fianco del supermercato, aperta solo al venerdì per la funzione. Ma proprio qui al primo piano, in questa casa dove 8 citofoni su 10 sono di stranieri. 

 

«Una famiglia perbene» 
«Sono una famiglia perbene, li conosciamo da una vita: sono stati plagiati...», dicono i vicini mentre il telegiornale manda a rullo la notizia. A plagiare ci pensava via skype dalla Siria Maria Giulia: «Bisogna uccidere i miscredenti...».

 

isisisis

Messaggio arrivato fino a qui. Ma non condiviso con nessuno al di fuori della famiglia. Fatima B., una vicina di casa, marocchina e musulmana, ha visto l’altra sera la sorella che hanno arrestato: «Fatima non la vedevo da anni... Marianna mi aiutava con i miei tre bambini. Sì, era religiosa, ma non sembrava una radicale. È tutta una montatura. Chi è religioso non fa del male alla gente».

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