cesare battisti luigi bergamin brigate rosse parigi

UN’ALLEGRA BRIGATA – SPUNTANO I DIARI SEGRETI DELL’ANTITERRORISMO ITALIANA CHE NEL 1990 PEDINAVA I LATITANTI DELLE BR A PARIGI – C’ERA PURE CESARE BATTISTI, O MEGLIO, COME SI FACEVA CHIAMARE, JORGE NIEVES, FOTOREPORTER NATO A CITTÀ DEL MESSICO NEL 1954 – IL PUNTO DI PARTENZA DELL’ATTIVITÀ ERA IL "TRADUTTORE DI AUTORI NOIR" LUIGI BERGAMIN. ECCO LE FOTO DEI TERRORISTI A SPASSO PER LA VILLE LUMIERE

Andrea Galli per www.corriere.it

 

luigi bergamin cesare battisti

L’osservazione in fondo alla pagina scritta a macchina nella doppia versione italiana e francese, viene ripetuta: «Sembra essere diffidente». L’uomo si è appena incontrato con il terrorista Luigi Bergamin, monitorato dall’anti-terrorismo italiano a partire dalle 8 di martedì 10 aprile 1990, a Parigi. I successivi controlli permetteranno di scoprire che quell’uomo ha un passaporto messicano numero AJ 39193 a nome Jorge Nieves, fotoreporter nato a Città del Messico l’8 aprile 1954.

 

Il documento è falso, come lo sono identità, professione e coordinate temporali. Anche se queste ultime lo sono di poco: la vera data di nascita è il 18 dicembre sempre di quell’anno, il 1954. Perché lui, come stabiliranno i successivi accertamenti, è Cesare Battisti. E questa è una delle sue tante recite in giro per il mondo e smascherate da chi gli ha dato la caccia. Nel caso specifico, dagli investigatori che l’hanno pedinato e fotografato in Francia, e hanno realizzato questi quaderni inediti letti dal Corriere.

cesare battisti e un'amica a spasso per parigi

 

I delitti del traduttore

Il punto di partenza dell’attività investigativa è Bergamin, uno dei più noti impuniti scappati in Francia e là capaci, grazie all’appoggio di intellettuali, scrittori ed editori, di vivere serenamente come traduttore di autori noir, tra Parigi e Metz. Un mandato di cattura del 1993 contro il terrorista, all’epoca residente al civico 17 di rue des Suisses a Parigi e impegnato ogni giorno a passare dalla macelleria a una brasseria, da un ristorante alla panetteria, gli addebita quattro omicidi (gli stessi di Battisti, ovvero Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna e Antonio Santoro), e poi attentati all’ospedale Sacco, detenzione di armi nel covo di corso Garibaldi 55 (piano 5, scala C), esercitazioni di tiro nei boschi di Cerro Maggiore, il ferimento del medico del carcere di Novara Giorgio Rossanigo, e la cessione di esplosivi a un altro terrorista, Marco Barbone, l’assassino di Walter Tobagi. Secondo i magistrati, Bergamin ha avuto un «peso intellettuale notevolmente superiore» allo stesso Battisti, e una maggiore operatività nelle azioni terroristiche.

cesare battisti e giuseppe pelazza a spasso per parigi

 

I depistaggi

La centralità di Bergamin, nato a Cittadella settant’anni fa, è manifesta nei report degli investigatori, esemplari sia per la capacità di pedinare e scattare fotografie quando la tecnologia non aiutava, e nella capacità di leggere le situazioni. Qui pedinamenti sono avvenuti a piedi, su linee del metrò e bus, in una città straniera ed enorme, e contro avversari abili nell’elaborare tecniche di depistaggio.

 

le annotazioni degli investigatori su cesare battisti nel 1990

Mercoledì 20 giugno: Bergamin «scende dall’autobus 95 in rue Saints-Peres. Percorre boulevard Saint-German. È diffidente e si gira di continuo. Entra nel bar con insegna “L’Escurial” all’angolo della rue du Bac e del boulevard Saint-Germain, e riparte su questo boulevard in senso inverso. Effettua degli acquisti in un magazzino al 159 boulevard Saint-Germain e riprende l’autobus 95. Ne discende in rue Caulincourt, prende rue des Abbesses, ed effettua degli acquisti in diversi posti...». Gli alloggi dei terroristi sono appartamenti e stanze d’albergo.

 

bergamin battisti e un'amica a parigi

Battisti ha come domicilio un palazzo al 3/9 di rue Xaintrailles ma frequenta l’hotel al 9 di rue des Gobelins, dove si incontra con un avvocato milanese, Giuseppe Pelazza, che si sposta frequentemente a Parigi per incontrare gli assassini. I colloqui, che avvengono nelle abitazioni private come in luoghi pubblici (il cimitero di Montmartre), sono brevi e numerosi. A volte, riportano gli investigatori, prima d’entrare in una casa Bergamin «scrive qualche parola su un pezzo di carta» da consegnare all’interlocutore. Di tutti questi soggetti osservati, non ce n’è uno che lavori. Ma i soldi non mancano. Ancora Bergamin, il 10 ottobre, acquista pregiate bottiglie di vino e di champagne in un negozio di rue Mouffetard.

 

Il residence di lusso

salvatore nicosia

Le pagine dei diari dell’antiterrorismo, che hanno un’anonima copertina bianca, senza scritte, sono una meticolosa sequenza di dettagli (molti degli sbirri di oggi dovrebbero leggerli e rileggerli). Ore 13.20: «Bergamin, per la terza volta, va su sagrato di Notre-Dame, dove incontra un individuo alto m 1,80, capelli castani, 35-40 anni, grossi occhiali di tartaruga, indossa un jeans e un impermeabile beige, porta una borsa da viaggio a tracolla».

 

luigi bergamin incontra un uomo di 35 anni

Un altro dei pedinati, Salvatore Nicosia, «potrebbe abitare al 6 di passage Barrault. Il numero 6 corrisponde a una palazzina di due piani, in cattivo stato, della larghezza di due finestre. Questa costruzione si trova in fondo a un giardinetto separato dal passage Barrault da un muro in rovina, macchiato da graffiti multicolori». «Bergamin telefona all’angolo aux Ours e Saint-Martin dalla cabina n° 42777553, esce, si dirige al 47 di rue Montmorency dove vive Oreste Scalzone» (l’ennesimo terrorista), mentre una delle donne che poco prima l’hanno incontrato «entra in un negozio di vestiti e paga con una carta blueu n° 497400060....».

report sui brigatisti a parigi

 

Nel medesimo hotel di Battisti, vive una ragazza, che ha fornito copertura: «Nel corso del soggiorno nell’albergo di una sola notte, ha effettuato tre telefonate: 42007393: Merabet Ghana, 9 rue du Plateau, Parigi; 45808565: Corand André, 83 rue de l’Amiral-Mouchez, Parigi; Sanchez Marie Angele, 17 rue Eugene Carriere, Parigi». Indirizzi, numeri, descrizioni. Ecco tre persone frequentate da Bergamin: «L’uomo: 1,75, 35 anni, capelli castani corti, giubbotto blu e jeans; una donna: 1,65, 30 anni, capelli castano chiari e corti con meches, pullover e gonna nera; un’altra donna: 1,65, 30 anni, capelli medio lunghi neri, giubbotto e jeans».

 

cesare battisti dopo la cattura in bolivia dorme in aeroporto

Sono stati (e restano) protetti, e chissà se potranno mai pagare il conto per i morti ammazzati. Nei diari compare uno dei covi, un immobile in rue de la Marne: «È un residence di lusso, nel quale si entra tramite quattro civici, il 79, l’81, l’83 e l’85. Tutte le porte sono sempre chiuse a chiave. Il parcheggio sotterraneo è situato sotto tutta la lunghezza dell’immobile. La porta dietro l’atrio che dà sul parcheggio è chiusa a mezzo di una chiave speciale che solo gli abitanti detengono».

luigi bergamin e cesare battisti a parigi con l'avvocato giuseppe pelazzacesare battisti il report investigativo sui brigatisti a parigimatteo salvini all arrivo di cesare battisti foto mezzelani gmt026cesare battisti 6Battisti Cesare cesare battisti CESARE BATTISTI

Ultimi Dagoreport

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…