L’ANTITRUST APRE UN’INDAGINE NEL SETTORE DEL COMPUTING QUANTISTICO, UNA NUOVA TECNOLOGIA CHE PROMETTE CAPACITÀ DI CALCOLO ELEVATISSIME (E CHE POTREBBE MINACCIARE LA SICUREZZA NAZIONALE) - SI TRATTA DI UN MERCATO IN CRESCITA, LE APPLICAZIONI SONO GIÀ VISIBILI IN DIVERSI SETTORI STRATEGICI, DALLA CYBERSECURITY ALLE BIOTECNOLOGIE – L’AGCM INTENDE APPROFONDIRE ALCUNI NODI CRUCIALI LEGATI ALLA CONCORRENZA E ALLA POSSIBILITÀ CHE POCHI OPERATORI RIESCANO A OCCUPARE IN ANTICIPO POSIZIONI DOMINANTI IN UN SETTORE CONSIDERATO STRATEGICO…
Anna di Rocco per milanofinanza.it
Il settore del quantum computing entra nel mirino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha avviato un’indagine conoscitiva per analizzare le possibili criticità concorrenziali in un ambito tecnologico in piena espansione.
Il quantum computing rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel panorama digitale: un sistema di calcolo avanzato che potrebbe rivoluzionare la capacità di affrontare problemi complessi rispetto agli standard attuali. Le sue applicazioni sono già visibili in diversi settori strategici, dalla cybersecurity alle biotecnologie, fino alla progettazione di nuovi materiali, all’ottimizzazione dei processi produttivi e al fintech.
Un mercato in crescita tra big tech e startup
Le tecnologie legate al QC stanno vivendo una fase di forte sviluppo, accompagnata da importanti aspettative di crescita. A differenza del computing tradizionale, però, i confini tra hardware e software risultano molto meno definiti, rendendo il mercato più fluido ma anche più complesso. Nel settore convivono grandi aziende globali del digitale e una galassia di piccole e medie imprese, spesso startup, impegnate nello sviluppo di soluzioni altamente specializzate.
Proprio in questa fase di evoluzione, l’Antitrust intende approfondire alcuni nodi cruciali per la concorrenza.
Tra questi, spiccano le barriere all’ingresso di natura economica, tecnologica e legata alle competenze, che potrebbero limitare l’accesso al mercato. Un altro elemento di attenzione riguarda il rischio di lock-in tecnologico e di fenomeni di “tech-preemption”, ovvero la possibilità che pochi operatori riescano a occupare in anticipo posizioni dominanti in un settore considerato strategico. Un aspetto reso ancora più rilevante dall’elevato numero di brevetti in fase di registrazione.
L’obiettivo dell’indagine
L’indagine mira a fornire una mappatura tempestiva dei rischi e delle criticità del settore, tenendo conto dei significativi investimenti già in corso e delle aspettative di crescita sia a livello nazionale sia europeo. Parallelamente, l’Autorità ha avviato una consultazione pubblica (call for inputs) per raccogliere contributi da parte di tutti i soggetti interessati.


