ursula von der leyen volodymyr zelensky vladimir putin

L’EUROPA RIMANDA, MA PUTIN BOMBARDA – PERFINO DAVANTI ALL’IMMINENTE VITTORIA DI PUTIN, L’UE RIESCE A NON DECIDERE UN CAZZO E RINVIA GLI AIUTI ALL’UCRAINA - QUEL MERLUZZONE DELL’ALTO RAPPRESENTATE UE, LO SPAGNOLO JOSEP BORREL, HA IL CORAGGIO DI DIRE: “NON BISOGNA IMPAURIRE LA GENTE INUTILMENTE: LA GUERRA NON È IMMINENTE” (LO DICA AGLI UCRAINI, CHE DA DUE ANNI VENGONO BOMBARDATI DI RAZZI RUSSI)

PUTIN ZELENSKY

KIEV, PIÙ DI UN MILIONE SENZA CORRENTE DOPO ATTACCHI RUSSI

(ANSA) - Più di 1 milione di cittadini in tutta l'Ucraina sono rimasti senza corrente dopo gli attacchi aerei russi della notte contro le strutture energetiche. Lo riporta il Guardian. I raid hanno colpito circa 700.000 residenti nella regione di Kharkiv, almeno 200.000 ciascuno nelle regioni meridionali di Odessa e sud-orientali di Dnipropetrovsk e 110.000 nella regione di Poltava, secondo Oleksiy Kuleba , vice capo dell'amministrazione presidenziale.

 

GIORGIA MELONI AL CONSIGLIO EUROPEO

CREMLINO, LA RUSSIA È IN GUERRA PER COLPA DELL'OCCIDENTE

(ANSA) - La Russia "è in guerra perché la partecipazione occidentale trasforma un'operazione militare speciale in una guerra". Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov come riporta la Tass.

 

L'EUROPA SI PREPARA ALL'IPOTESI GUERRA. STALLO SU DIFESA COMUNE

Estratto dell’articolo di Giovanni Maria Del Re per www.avvenire.it

 

Più armi all’Ucraina sempre più sotto pressione, più fondi per l’industria della Difesa europea per prepararsi agli scenari peggiori di fronte a una Russia sempre più minacciosa. I 27 leader si ritrovano a Bruxelles in un clima cupo e preoccupato […]. […]

 

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ

Alla fine, il nodo più complicato si è rivelato proprio quello sull’Ucraina e la sicurezza europea, trattate insieme. «Ci troviamo di fronte – ha scritto il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel nella lettera di invito ai leader – alla maggiore minaccia alla sicurezza dalla Seconda guerra mondiale. È urgente prendere passi radicali e concreti per essere pronti a difenderci e mettere l’economia Ue su una base di guerra».

 

Anche se, precisa l’Alto rappresentante Ue Josep Borrel, «non bisogna impaurire la gente inutilmente: la guerra non è imminente». Resta, ma spostato più avanti e "distante" dal dossier ucraino, il paragrafo in cui si parla anche della «necessità imperativa di una preparazione coordinata militare e civile».

missili russi su un condominio di zaporizhzhia 3

 

I leader ribadiscono che l’Europa è «solida nel suo sostegno» a Kiev, «la Russia non deve vincere». «Putin – dice il cancelliere Olaf Scholz - ha sbagliato i calcoli se ritiene che non saremo in grado di sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario». Putin, avverte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky collegato in video, «deve perdere. È questione di vita o di morte per tutto ciò ha valore per noi in Europa». Zelensky ringrazia gli europei per i sistemi di difesa aerea, ma, avverte, quelli in possesso di Kiev «non bastano a proteggere il nostro intero territorio dal terrore russo». E poi c’è il problema delle munizioni che si stanno esaurendo. «Purtroppo – lamenta il presidente - l’uso dell’artiglieria da parte dei nostri soldati al fronte è umiliante per l’Europa, che può fornirne di più».

 

Nelle conclusioni c’è la promessa che «l’Ue e gli Stati membri accelereranno e intensificheranno la fornitura di tutta l’assistenza militare», con l’occhio rivolto alle crescenti difficoltà di Kiev sul terreno.

 

putin zelensky

C’è il sostegno all’iniziativa della Repubblica Ceca per una mega-colletta per comprare munizioni, reperiti 800mila pezzi. E c’è la questione dell’utilizzo dei profitti dei beni russi congelati (2,5-3 miliardi di euro), su cui due giorni fa la Commissione ha presentato una proposta per l’utilizzo al 90% per le armi (il resto andrà per la ricostruzione). I Paesi neutrali dell’Ue (Austria, Malta, Irlanda, Cipro) chiedono garanzie, mentre l’Ungheria agita il veto sul loro uso per le armi. […] Ieri, comunque, non erano attese decisioni, nelle conclusioni si parla solo di fare «passi concreti», «inclusa la possibilità di finanziare il sostegno militare».

 

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ

Ucraina a parte, pesa la preoccupazione generale per la sicurezza dell’Europa. Al centro è il finanziamento dell’industria della Difesa. Francia ed Estonia hanno proposto titoli di debito comune Ue, appoggiati da Italia, Belgio, Grecia, e Michel. Scontato il no di Germania e degli altri “frugali” (Svezia, Danimarca, Olanda, Austria). Qualsiasi allusione ai bond comuni è stata espunta, nelle conclusioni si afferma solo che «l’Ue è impegnata alla preparazione e alla capacità generali di difesa per soddisfare le sue esigenze e ambizioni nel contesto di crescenti minacce e sfide di sicurezza» con la richiesta alla Commissione Europea di «esplorare tutte le opzioni per mobilitare i fondi». Se ne riparla a giugno.

 

UE, L’AFFONDO DI ZELENSKY: “SERVONO PIÙ MUNIZIONI, UMILIANTE PER L’EUROPA LE ARMI CHE CI MANDA”

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per www.lastampa.it

 

GIORGIA MELONI IN PRIMA PAGINA SUL WALL STREET JOURNAL

L’affondo di Volodymyr Zelensky è arrivato nel bel mezzo del pomeriggio come una lama tagliente: le munizioni sono “vitali”, ma «l’uso dell’artiglieria dei nostri soldati al fronte è umiliante per l’Europa. Dovete fare di più». Al Consiglio europeo, la volontà di accogliere le richieste del presidente ucraino non è mancata. Ma è sui modi […] che restano alcune significative divergenze […]. Contrariamente alle aspettative, per i leader Ue è stato più facile adottare le conclusioni sul Medio Oriente, nelle quali c’è la richiesta di «una pausa umanitaria immediata» per arrivare «a un cessate il fuoco sostenibile».

 

Sul dossier Ucraina, invece, permangono ancora alcuni punti interrogativi. Non tutti i Paesi vogliono utilizzare gli extraprofitti dei beni confiscati alla Russia per finanziare l’invio di armi all’Ucraina. L’emissione di debito comune […] trova ancora troppe resistenze. E il piano di Ursula von der Leyen per centralizzare l’acquisto di armi […] non convince tutti i leader. A partire dal suo connazionale Olaf Scholz.

 

EMMANUEL MACRON - DONALD TUSK - OLAF SCHOLZ

Come se non bastasse, Viktor Orban – che continua a bloccare l’ultima tranche di aiuti militari da 500 milioni - non ha rinunciato nemmeno questa volta a vestire i panni del guastafeste e ha scelto proprio il giorno del Consiglio europeo per inviare le sue congratulazioni a Vladimir Putin per la sua rielezione. La prima a rispondergli, indirettamente, è stata la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola: «Le elezioni non sono state né libere né eque».

 

[…] Scholz ha messo in chiaro due punti nel suo intervento. Ha detto che non c’è alcuna necessità di creare nuove strutture o nuove competenze per la Difesa europea perché si tratta di una competenza nazionale. Un messaggio che è stato interpretato come una bocciatura secca del progetto di creare un commissario europeo alla Difesa, proposto dal Ppe e soprattutto da Ursula von der Leyen.

 

missili russi su un condominio di zaporizhzhia 1

[…] Scholz ha riconosciuto la necessità di unire le forze per appalti congiunti relativi agli acquisti militari in modo da fare economie di scala, ma al tempo stesso ha messo in guardia dal possibile ruolo della Commissione come centrale unica d’acquisto, sulla falsariga di quanto fatto per i vaccini durante la pandemia. Un meccanismo che a suo avviso rischierebbe di rallentare l’intero processo. Anche in questo caso, chi lo ha ascoltato ci ha letto una sconfessione della proposta Von der Leyen.

 

Scholz resta poi contrario all’idea di emettere eurobond per la Difesa, sulla quale Macron sta raccogliendo adesioni. Ieri si è unito il greco Kyriakos Mitsotakis e anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani l’ha definita «una buona idea». Ma il fronte opposto non arretra di un millimetro. Sulla linea tedesca ci sono anche l’Austria, la Svezia e i Paesi Bassi. Più incerta la posizione della Finlandia, tradizionalmente schierata nel campo dei frugali. Netto anche il “no” dell’Ungheria che la considera «una pessima idea». Per il momento, quindi, si parla genericamente di «studiare tutte le opzioni» e la questione è stata rinviata alla fine di giugno. […]

giorgia meloni alla camera

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