L’EX PRINCIPE ANDREA È RIUSCITO NELL’IMPOSSIBILE: PORTARE I REALI NELL’AULA DI WESTMINSTER - I DEPUTATI BRITANNICI HANNO DIBATTUTO UNA MOZIONE CHE CHIEDEVA LA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI RELATIVI AL MANDATO DI ANDREA COME INVIATO PER IL COMMERCIO, FRA IL 2001 E IL 2011: UNA MOSSA CHE INFRANGE UN TABÙ IN GRAN BRETAGNA DOVE LE TESTE CORONATE SONO ESENTI DA CRITICHE NELL’AULA DI WESTMINSTER – E INVECE NON SOLO L’EX “DUCA DI PORK” È STATO BOLLATO COME “UN UOMO VOLGARE E ARROGANTE”, MA ALLA FINE I PARLAMENTARI HANNO DECISO DI DESECRETARE I DOCUMENTI: VOGLIONO CAPIRE SE PETER MANDELSON, ALTRO AMICO DI EPSTEIN, ABBIA SPINTO PER PIAZZARE ANDREA AL POSTO DI INVIATO PER IL COMMERCIO...
Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”
keir starmer principe andrea peter mandekson jeffrey epstein
All’abbattimento dei totem si accompagna la caduta dei tabù: dopo l’arresto dell’ex principe Andrea e di Lord Mandelson, l’architetto del New Labour, per la prima volta il Parlamento britannico ha infranto la consuetudine che vuole i reali esenti da critiche nell’aula di Westminster. I deputati britannici hanno invece dibattuto ieri una mozione che chiedeva la pubblicazione dei documenti relativi al mandato di Andrea come inviato per il commercio, fra il 2001 e il 2011: e i toni al vetriolo usati contro un membro di casa Windsor non erano mai risuonati prima sotto quelle austere volte.
melania trump, andrew, gwendolyn beck e jeffrey epstein a una festa a mar a lago nel 2000
Il più feroce è stato proprio un membro del governo, il sottosegretario al Commercio Chris Bryant, che ha bollato il fratello di re Carlo come «un uomo volgare e arrogante che non sapeva distinguere fra l’interesse pubblico che diceva di servire e il suo interesse privato», un uomo impegnato in «una costante frenesia di auto-esaltazione e auto-arricchimento».
E Bryant ha ripetuto che il governo intende rimuovere l’ex principe dalla linea di successione al trono.
il principe andrea con una ragazza stesa a terra 1
Il leader dei liberaldemocratici ha chiesto di chiarire se Mandelson, come molti ritengono, quando era al governo avesse spinto per la nomina di Andrea a inviato speciale: si tratterebbe, ha detto Ed Davey, «di un amico di Epstein che faceva lobby per un altro amico di Epstein per un lavoro che poteva aiutare Epstein ad arricchirsi».
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Parole che devono aver recato un’eco spiacevole fin nelle orecchie della casa reale, accusata in questi giorni di aver conosciuto e coperto le nefarie attività di Andrea.
Alla fine, la Camera dei Comuni ha approvato senza neppure andare al voto la richiesta di desecretare i file sull’ex duca di York [...]
dieci ore in guardina le ha passate pure Mandelson, fra il pomeriggio di lunedì e la notte di martedì: anche lui è accusato di aver confidato segreti governativi a Epstein, quando era ministro fra il 2009 e il 2010 [...]
jeffrey epstein principe andrea
nelle parole della leader dei conservatori, Kemi Badenoch, è «il momento che definisce la premiership di Keir Starmer». Perché è stato il capo del governo che l’anno scorso ha voluto Mandelson come ambasciatore a Washington, pur sapendo dei suoi legami con Epstein [...]
Il paradosso è che Starmer era arrivato al governo come il grande moralizzatore, l’integgerimo ex magistrato che doveva fare piazza pulita degli scandali dei conservatori: e invece il suo governo è finito travolto dalla questione morale. Fin dai primi mesi, lui e i suoi ministri sono stati circondati da un tanfo di corruzione, quando era emerso che si facevano pagare vestiti e viaggi dai ricchi finanziatori del Labour; poi una ministra ha perso il posto perché aveva nascosto una precedente condanna per frode; quindi la vice-premier, Angela Rayner, si è dovuta dimettere per evasione fiscale.
Insomma, la «diversità» della sinistra britannica esisteva solo a parole.
Adesso gli elettori stanno per presentare il conto: domani si vota in una importante suppletiva per il Parlamento, in un seggio finora sicuro che i laburisti rischiano di perdere a favore del partito di Nigel Farage o addirittura dei Verdi. Se questo dovesse accadere, la posizione di Starmer, già totalmente destabilizzata dall’affare Mandelson, potrebbe farsi insostenibile. [...]
Harvey Weinstein jeffrey epstein e ghislaine maxwell al royal lodge del principe andrea
keir starmer peter mandelson
principe andrea virginia giuffre ghislaine maxwell
bill gates principe andrea
