michele dal forno

"NONOSTANTE QUELLA CICATRICE NON SE LA SIA PROCURATA SVOLGENDO LE MANSIONI DI RIDER, HA TENUTO FEDE A UN OBBLIGO SUPERIORE" - L'INAIL HA RISARCITO MICHELE DAL FORNO, IL RIDER 22ENNE CHE LO SCORSO APRILE È STATO SFREGIATO AL VOLTO DA UNA COLTELLATA DOPO ESSERE INTERVENUTO PER DIFENDERE UNA RAGAZZA IN BALIA DI DUE BULLI - LA DECISIONE NON ERA SCONTATA, VISTO CHE SI TRATTA DI UN "INFORTUNIO DA RISCHIO ELETTIVO", OVVERO UN AZZARDO CHE IL LAVORATORE SI ASSUME PER UNA INIZIATIVA PERSONALE...

IL RIDER MICHELE DAL FORNO SFREGIATO

Andrea Priante per il “Corriere della Sera”

 

Della serie: anche la burocrazia ha un'anima. L'Inail ha riconosciuto come infortunio sul lavoro la coltellata inferta a un rider veronese intervenuto per difendere una ragazza in balia di due bulli. Era il 17 aprile scorso e il 22enne Michele Dal Forno aveva appena consegnato delle pizze in un appartamento a due passi dall'Arena, quando notò una 16enne in difficoltà. «C'erano due adolescenti e lei sembrava spaventata - racconta - mi sono avvicinato e ho chiesto se stesse bene».

IL RIDER AGGREDITO

 

Ma uno dei bulli, un minorenne albanese, lo colpì con un coltello. «La lama mi ha tagliato di netto la guancia, dal naso fin quasi all'orecchio». Uno sfregio col quale dovrà fare i conti per tutta la vita, anche se gli interventi ai quali si è sottoposto hanno cancellato quasi del tutto la cicatrice. All'epoca, il caso innescò una catena di solidarietà con raccolte fondi per finanziare le cure.

 

Ora anche l'Inail ha fatto la sua parte, indennizzando Michele con 30mila euro. Non era scontato perché, se da un lato il rider in quel momento era «in servizio», è pur vero che difendere una persona in difficoltà non rientrava certo tra le sue mansioni. Tecnicamente si definisce «infortunio da rischio elettivo», in pratica è l'azzardo che il lavoratore si assume per una iniziativa personale che non ha nulla a che fare con il suo incarico. E, salvo situazioni particolari, non viene coperto dall'Istituto.

 

RIDER AGGREDITO A VERONA

«Ad esempio, di recente non è stato possibile riconoscere l'infortunio a un ferroviere che si era storto una caviglia attraversando i binari senza usare il sottopasso» spiega Stefania Marconi, direttrice dell'Inail di Verona, che sul caso del rider ha chiesto lumi alla sede centrale. L'ente le ha risposto con un documento che fissa quello che dovrebbe essere un principio di civiltà: «Il signor Dal Forno si è trovato nel luogo ove era sorto l'obbligo di soccorso di un terzo che appariva in condizioni di pericolo imminente» e quindi l'infortunio «deve ritenersi conseguenza diretta e immediata di una situazione rivolta all'adempimento di un dovere morale, qual è quello di prestare soccorso».

 

RIDER AGGREDITO A VERONA 2

Tradotto: salvare una donna in difficoltà non può passare come una semplice opzione da giocarsi sul tavolo della vita a seconda delle situazioni e degli impegni (anche lavorativi) che si stanno affrontando. È un dovere. «Nonostante quella cicatrice non se la sia procurata svolgendo le mansioni di rider - spiega la direttrice - Dal Forno ha tenuto fede a un obbligo superiore. Trovo sia stata la decisione giusta: è bello sapere che la solidarietà è un valore talmente importante da essere "protetto" anche da leggi e regolamenti del nostro Paese».

IL RIDER AGGREDITO A VERONA

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