IN FRANCIA I LICEI BRUCIANO, IN ITALIA SI SCALDANO – I RAGAZZI MINACCIANO DI EMULARE I COLLEGHI D’OLTRALPE, CHE DA GIORNI METTONO A FERRO E FUOCO LE SCUOLE DI TUTTO IL PAESE – LE SCUOLE SI MUOVONO IN ORDINE SPARSO, SENZA COORDINAMENTO, MA OGNI GIORNO ALLA MOBILITAZIONE SE NE AGGIUNGE UNA. LUNEDÌ A TORINO SONO STATI OCCUPATI IL LICEO REGINA MARGHERITA E IL TECNICO GIULIO, MARTEDÌ IL LAGRANGE E, A ROMA, IL CAVOUR, LO SCIENTIFICO A DUE PASSI DAL COLOSSEO. MA ANCHE IN CITTÀ PIÙ PICCOLE COME FERMO E MESSINA – OCCHIO A SABATO 17 OTTOBRE CON IL CORTEO A ROMA, E ALLO SCIOPERO DEL 20 NOVEMBRE: CI SARÀ LA SOLITA SALDATURA CON I MOVIMENTI PRO-PAL E I VIOLENTI DEI CENTRI SOCIALI?
Estratto dell’articolo di Elisa Forte per “la Stampa”
Meno piazze di un anno fa, ma ogni giorno una scuola in più. Se in Francia i licei bruciano, in Italia per ora si scaldano. Oltralpe la protesta partita a metà settembre contro classi sovraffollate, edifici fatiscenti e professori assenti mai sostituiti ha coinvolto in un solo giorno più di mille istituti, quasi cinquemila i fermi in seguito agli scontri. Da noi il termometro segna un autunno tiepido e due date cerchiate in rosso, il 17 ottobre e il 20 novembre.
«Il vento della Francia sta arrivando», scrive sui social Arianna Viscogliosi, l'assessora alla Sicurezza Urbana di Genova, raccontando un dialogo con il figlio Enea: «Le scuole cadono a pezzi e i politici non capiscono le reali priorità del Paese». Per ora, in Italia, è una brezza. «Rispetto all'anno scorso vediamo più calma», ammette Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi. «Ma il clima si sta scaldando». Gruppi di italiani aderenti alla Rete degli studenti, al collettivo Osa e all'Unione degli universitari sono volati a Parigi.
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Intanto le scuole si muovono anche da sole e in ordine sparso e ogni giorno alla mobilitazione se ne aggiunge una. Lunedì a Torino sono stati occupati il liceo Regina Margherita e il tecnico Giulio, martedì il Lagrange e, a Roma, il Cavour, lo scientifico a due passi dal Colosseo.
Qui il collettivo Osa denuncia note, sanzioni e l'ingresso della polizia: «L'occupazione – fa sapere – non è la fine di un percorso, ma l'inizio di un'ondata di lotte». A Bologna si è svolto un corteo di liceali e universitari.
«Le prime scuole sono già state occupate spontaneamente: tanti studenti si organizzano dal basso, anche senza fare affidamento sulle sigle», osserva Verdecchia. «Dieci giorni fa abbiamo indetto presìdi contro il decreto Scuola in tutta Italia e in città piccole come Fermo, o complesse come Messina, sono stati molto partecipati».
Oggi tocca a Padova. Frenano i presidi romani dell'Anp guidata da Mario Rusconi: «Le occupazioni provocano solo danni. In due anni le devastazioni a Roma sono costate oltre 2 milioni e 500 mila euro che paghiamo noi cittadini con le tasse».
Due gli appuntamenti in agenda. Il primo è sabato 17 ottobre a Roma, con la Via Maestra: «Un contenitore che tiene insieme la Cgil, i principali partiti di opposizione, associazioni come Anpi e Libera, e noi Studenti Medi con l'Unione degli universitari. Faremo un grande spezzone studentesco», annuncia Angela Verdecchia. Il secondo è venerdì 20 novembre. «Saremo in sciopero in tutta Italia», ha comunicato Federica Corcione, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti, annunciando la partecipazione dell'UdS alla mobilitazione internazionale.
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liceo regina a torino occupato
La piattaforma degli Studenti Medi e dell'Unione degli Universitari è lunga: pace e disarmo, «senza far cadere nel dimenticatoio la questione palestinese», risorse per l'edilizia e contro il caro studio, «dai libri agli abbonamenti dei trasporti, inaccessibili per tantissime famiglie». [...]
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