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COROMAVIRUS – IL CONTAGIO AVANZA NEL LAZIO, IERI 117 NUOVI CASI - NONOSTANTE L’OTTIMISMO DEI COLLABORATORI DI ZINGARETTI, PER CAPIRE QUANTO RISCHIA LA CAPITALE BISOGNERÀ ATTENDERE UNA SETTIMANA - LA REGIONE SI PREPARA A METTERE IN CAMPO LA DIFESA ANTI-VIRUS: POSTI LETTO RADDOPPIATI (4-500 DI TERAPIA INTENSIVA) E NUOVE ASSUNZIONI DI PERSONALE SANITARIO…

Paolo Russo per “la Stampa”

 

coronavirus roma

«La presa di Roma non ci sarà», assicurano i più stretti collaboratori di Zingaretti. In via di ripresa a casa dopo un febbrone da Covid che lo ha messo fuori gioco per alcuni giorni. Ma l' assessore alla Sanità del Lazio Alessio D' Amato ha lavorato sodo e scavato in pochi giorni una trincea da 1.500 letti, dei quali 4-500 di terapia intensiva. Un' operazione che in pratica raddoppia la disponibilità di posti per i malati più gravi che hanno bisogno di essere intubati, in vista di una possibile esplosione di casi nella Capitale.

 

Ma anche nella vicina Napoli, dove i numeri sono al momento ben distanti da quelli drammatici della Lombardia. Ma che ancora devono scontare, dicono gli epidemiologi, l' onda lunga dell' ultimo week end di follia prima del blocco e le successive fughe dal Nord verso Roma e il Sud in genere di chi ha pensato bene di ricongiungersi alle proprie famiglie. Con effetti ancora tutti da verificare. Se invece Roma e Napoli dovessero tenere quei letti, ricavati chiamando in soccorso soprattutto il privato, potranno costituire un polmone per le asfissiate terapie intensive lombarde. Ma anche emiliane, se contagi e ricoveri continueranno a crescere con questo ritmo. «Per ora respiratori e monitor ne abbiamo a sufficienza per avviare i nuovi 5 Covid-hospital», assicurano alla regione.

 

roma deserta

Ma il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, ha fatto un patto con la Siare di Bologna, che grazie all' aiuto di una task force dell' esercito, produrrà 150 ventilatori a settimana, per un totale di 600 al mese, duemila entro luglio. Da soli non basteranno a far fronte al fabbisogno crescente, ma una bella mano la daranno. Anche il personale sanitario per ora basta. Ma gli ospedali romani hanno già iniziato a procedere alle assunzioni direttamente per chiamata. Alla fine un impegno logistico non da poco, perché in soli 10 giorni si sono riadattati i letti dello Spallanzani, dove ora 257 posti sono destinati a pazienti Covid, mentre 80 ciascuno li portano in dote le cliniche private Columbus della Cattolica e l' Istituto clinico Casalpalocco alle porte di Roma, mentre sempre 80 arrivano da una delle torri del Policlinico Tor Vergata e 46 sono stati riadattati dall' ospedale odontoiatrico Eastman.

 

via dei condotti a roma spettrale

Una linea di fuoco per non farsi trovare impreparati dal virus, che senza ancora impennate improvvise, comunque avanza. Solo ieri D' Amato ha comunicato che i nuovi casi nel Lazio sono stati 117, dei quali un centinaio nella Capitale, mentre i ricoverati in terapia intensiva nella regione sono 44. Erano 15 solo una settimana prima, mentre nello stesso arco di tempo i decessi sono passati da 6 a 23.

 

Crescita importante ma non esponenziale, anche se per capire quanto rischia Roma bisognerà attendere una settimana. Termine entro il quale gli epidemiologi prevedono il picco dell' epidemia. A quel punto si saprà se i 1.500 letti Covid serviranno per curare le vittime di un nuovo focolaio, o per tendere la mano alle regioni del Nord più in difficoltà.

coronavirus, roma nel secondo giorno di quarantena 59

Ma un aiuto serve anche a quella massa di anziani e di malati cronici che in questi giorni dal medico di famiglia non vanno per il rischio di contagio nelle sale di attesa e che trovano sbarrate anche le porte di molti studi specialistici pubblici. Per loro da oggi c' è la app Lazio doctor Covid, gestita dalla regione in collaborazione con i medici di famiglia, che potranno così sorvegliare a distanza i pazienti senza rischi di contagio per entrambi. Un modello anche questo esportabile.

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