
“LA SITUAZIONE A GAZA È GIUNTA A UN PUNTO DI ROTTURA. BASTA COSÌ” - CINDY MCCAIN, DIRETTRICE ESECUTIVA DEL PAM, IL PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE DELL'ONU, LANCIA UN APPELLO DOPO AVER VISITATO GLI OSPEDALI DI KHAN YOUNIS E DEIR EL-BALAH: “HO INCONTRATO BAMBINI AFFAMATI IN CURA PER GRAVE MALNUTRIZIONE. HO VISTO FOTO DI QUANDO ERANO SANI. OGGI SONO IRRICONOSCIBILI” - PER ISRAELE LA “CARESTIA NON ESISTE”: CONTINUA A INONDARE I SOCIAL DI SPOT A PAGAMENTO CON IMMAGINI DEL CIBO DI CUI, SECONDO TEL AVIV, GAZA, "SAREBBE PIENA…" - VIDEO
Da www.ansa.it
La situazione a Gaza è giunta a un "punto di rottura", da cui rischia di non tornare più indietro, "basta così": è l'ultimo accorato appello del Programma alimentare mondiale (Pam), braccio dell'Onu per una equa distribuzione di cibo sul pianeta, perché sia fermata la carestia a Gaza, che Israele continua a negare in ogni modo, tra note ufficiali e spot sui social.
La direttrice esecutiva del Pam, Cindy McCain, è stata a Khan Younis e Deir el-Balah, dove ha visitato una clinica per bambini malnutriti e ha incontrato madri sfollate che lottano quotidianamente per trovare avanzi di cibo.
"Ho incontrato bambini affamati in cura per grave malnutrizione - ha detto - e ho visto foto di quando erano sani. Oggi, rispetto a quelle foto, sono irriconoscibili". Una testimonianza che cozza apertamente con la propaganda israeliana, che nei giorni scorsi ha invitato noti influencer a 'constatare' che 'la carestia a Gaza non esiste' e che negli ultimi mesi ha inondato i social di spot a pagamento con immagini di cibi sopraffini di cui, secondo Israele, la Striscia sarebbe piena.
Secondo McCain, invece, la carestia a Gaza peggiora di giorno in giorno e per questo sollecita l'urgente ripristino della sua rete di 200 punti di distribuzione alimentare, sostituita da Israele e Stati Uniti con la controversa Gaza Humanitarian Foundation. Nei suoi centri di distribuzione si contano quotidianamente vittime di colpi di arma da fuoco. In quello di Rafah, è stata segnalata la scomparsa di diverse persone, tra cui un bambino.
Lo ha denunciato un gruppo di esperti dell'Onu: cinque membri del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie, insieme a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti nei territori palestinesi, e al suo omologo sul diritto al cibo, Michael Fakhri. Un "crimine atroce", a cui la Ghf si dice tuttavia estranea.
La carestia nella Striscia "non è più una possibilità incombente, è una catastrofe attuale", insiste il segretario dell'Onu Guterres. "Israele, in quanto potenza occupante, ha obblighi chiari: deve garantire la fornitura di cibo, acqua, medicine e altri beni essenziali, facilitare un accesso umanitario molto più ampio, proteggere i civili, e porre fine alla distruzione di ciò che è indispensabile per la sopravvivenza della popolazione".
Israele chiama "una frode" il rapporto dell'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), il sistema globale di monitoraggio della fame delle Nazioni Unite, che ha ufficializzato la carestia a Gaza, chiedendone il ritiro, pena una richiesta ai governi donatori di interrompere i finanziamenti.
benjamin netanyahu
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