"LABUBU"... SETTETE! - I PELUCHE CINESI CHE VANNO DI MODA, E PER CUI MIGLIAIA DI PERSONE FANNO ORE DI FILA FUORI DAI NEGOZI, SONO PRODOTTI IN UNA FABBRICA IN CUI I LAVORATORI VENGONO SFRUTTATI - I DIPENDENTI, TRA CUI MINORENNI, SONO COSTRETTI A FIRMARE CONTRATTI IN BIANCO E, A CAUSA DELLA CRESCENTE DOMANDA DI "LABUBU", SONO COSTRETTI A TURNI MASSACRANTI (PIÙ DI 100 ORE AL MESE DI STRAORDINARI) - UN TEAM DI 25-30 LAVORATORI È OBBLIGATO AD ASSEMBLARE ALMENO 4 MILA LABUBU AL GIORNO...
(AGI) - I Labubu nascono in una fabbrica in cui i lavoratori sono sfruttati. Lo rivela una Ong che, riporta il Guardian, ha trovato le prove di abusi lungo la filiera di produzione dei peluche pelosi che hanno conquistato il mondo lo scorso anno e che si prevede continueranno a crescere in popolarita' nel 2026.
Gremlin ghignanti prodotti dall'azienda cinese di giocattoli Pop Mart, sono diventati una delle esportazioni culturali piu' richieste dalla Cina. Solo nella prima meta' del 2025, la linea di giocattoli "The Monsters", che include i Labubus, ha generato 600 milioni di euro di vendite per l'azienda quotata a Hong Kong.
Ad agosto, l'amministratore delegato di Pop Mart, Wang Ning, ha dichiarato che l'azienda era sulla buona strada per raggiungere i 2 miliardi e mezzo di euro di fatturato nel 2025. Ma secondo un'indagine di China Labor Watch (Clw), una Ong che ha sede a New York, uno dei fornitori di Pop Mart ha adottato pratiche di sfruttamento nella fabbrica della provincia di Jiangxi, nel sud-est della Cina.
Tra queste, lavoratori costretti a firmare contratti in bianco, ragazzi di 16 e 17 anni assunti senza le tutele speciali previste dalla legge cinese per i giovani lavoratori, formazione inadeguata in materia di salute e sicurezza e altre violazioni. Clw ha inviato investigatori presso la Shunjia Toys nella contea di Xinfeng, dove sono impiegate oltre 4.500 persone, per un periodo di tre mesi nel 2025. I ricercatori hanno intervistato piu' di 50 dipendenti, di cui tre minorenni. Tutti lavoravano esclusivamente ai Labubu.
I ricercatori hanno scoperto che la fabbrica impiegava lavoratori di eta' compresa tra i 16 e i 18 anni, il che e' legale secondo la legge cinese, ma solo con tutele speciali come il divieto di svolgere lavori pericolosi o faticosi. I lavoratori di eta' compresa tra i 16 e i 18 anni della Shunjia erano stati assegnati a posizioni standard sulla catena di montaggio, senza differenze di carico di lavoro od obiettivi di produzione rispetto ai lavoratori adulti.
"Inoltre, i lavoratori minorenni generalmente non comprendevano la natura dei contratti che firmavano e non avevano un'idea chiara del loro status giuridico quando veniva loro chiesto", si legge nel rapporto di Clw. L'indagine ha inoltre rilevato che i lavoratori firmavano regolarmente contratti di lavoro in bianco senza specifiche sulle condizioni di lavoro, come la durata del contratto, la mansione, lo stipendio e i dettagli della previdenza sociale, venivano lasciati "in bianco e senza spiegazioni".
Rispecchiando la crescente domanda di giocattoli, i lavoratori hanno affermato di aver ricevuto obiettivi di produzione irrealistici, con un team di 25-30 lavoratori obbligato ad assemblare almeno 4.000 Labubu al giorno. La legge cinese sul lavoro limita gli straordinari mensili a 36 ore, ma Clw ha scoperto che i lavoratori spesso lavoravano piu' di 100 ore aggiuntive al mese.
Shunjia Toys ha una capacita' produttiva ufficiale di 12 milioni di giocattoli all'anno, con piani annunciati per la fine del 2025 di espandersi a 33 milioni. Cio' rappresenta una piccola quota della produzione complessiva di Labubu, che secondo Pop Mart l'anno scorso era di circa 30 milioni di unita' al mese.
labubu pop mart 4
labubu venduta all'asta
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