lea di leo

LUI, LEA, GLI ALTRI - LEA DI LEO SI RACCONTA: "SONO DIVENTATA UNA CAMGIRL, OGGI SU ONLYFANS C’È CHI PAGA 100 DOLLARI PER 10 MINUTI. IL PORNO? NON LO RIFAREI, NON ERA UN BELL’AMBIENTE, GIRAVANO MALATTIE E VIVEVO NELL’INCUBO. CON LE CHAT EROTICHE IN TV GUADAGNAVO 700 EURO AL GIORNO. ORA MI CONTATTANO ANCHE PERSONE CHE LAVORANO IN AZIENDE O ENTI PUBBLICI. FARE UN LAVORO NORMALE? OGNI TANTO CI PENSO MA ADESSO MI VA BENE COSÌ, GUADAGNO PARECCHIO…" - VIDEO

Domenico Basso per www.corriere.it

 

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Da ragazzina voleva studiare arte e anche se non ci è riuscita perché i suoi l’hanno spedita a fare la scuola alberghiera, lei all’arte in qualche modo ci è arrivata lo stesso. Non si è occupata di ritratti o di sculture ma di corpi nudi, di intrecci, di posizioni a volte anche acrobatiche.

 

Lea di Leo, al secolo Sonia Faccio, è stata pornoattrice made in Veneto ma in quel mondo è durata poco per scelta ma soprattutto per paura. Oggi vive a Castello di Godego dove ha il suo «ufficio» dove lavora anche 10 ore al giorno intrattenendo i fan con video, foto e collegamenti via cam.

 

«Ho fatto 4 o 5 film ma poi ho mollato – racconta – Non era un bell’ambiente, giravano malattie e vivevo nell’incubo. Ogni volta che facevo un test avevo paura di risultare positiva a qualche malattia. In questo mondo c’è sempre stata molta promiscuità e questo è un grosso pericolo».

 

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Ma come era approdata al sexy business?

«Avevo iniziato a lavorare prima come barista in un night, poi qualcuno mi ha detto che se avessi fatto io gli spettacoli avrei guadagnato almeno tre volte quello che prendevo stando dietro al banco».

 

Quindi il salto dal bancone al palo della lap dance è stato veloce?

«Io non ho fatto gavetta, io mi sono ritrovata a fare spettacoli in locali che si riempivano all’inverosimile. La gente veniva apposta per vedere me.

 

Un giorno arrivò un tipo da Milano, incuriosito da tanto successo e mi propose di fare altre cose. Ho conosciuto l’attore Franco Trentalance alla fiera del sesso di Milano, il Misex, ed ho cominciato a fare i film, più o meno ad inizio anni Duemila».

 

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Poi la decisione di smettere. Ma ovviamente lei era già molto richiesta per fare spettacoli nei night e quindi non ci ha rimesso.

«Sì, facevo spettacoli ma anche programmi tivù che reclamizzavano telefoni erotici. Stavo in televisione in diretta anche dieci ore al giorno. Erano gli anni del boom degli 899, guadagnavo circa 700 euro al giorno».

 

E adesso cosa fa Lea di Leo?

«Adesso lavoro su alcune piattaforme, tra cui Onlyfans».

 

Che tipo di lavoro è, me lo spiega?

«Vendo video e foto, i miei fan facendo abbonamenti mensili da 30 dollari possono acquistare i vari contenuti».

 

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Solo questo o c’è dell’altro?

«C’è anche la possibilità di vedermi in cam. C’è chi vuole vedere il mio corpo ma anche chi vuole ammirare i miei piedi oppure anche chi paga per sentire pronunciato da me il suo nome».

 

E quanto costa questo collegamento?

«Da 50 a 100 dollari per dieci minuti».

 

Chi sono i suoi fan o clienti?

«Sono soprattutto giovani, ma diciamo che si va dai 25 ai 55 anni. C’è gente affezionata. Ad esempio c’è un ragazzo che mi chiama ogni primo del mese e mi paga 1000 euro per vedermi indossare varie tipologie di intimo».

 

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Tanti giovani e questo lascia un po’ sbalorditi. Un ragazzo che cerca sesso in cam e non nella realtà. Perché secondo lei?

«La gioventù rispetto ad anni fa è cambiata. Ieri i giovani cercavano il contatto fisico, oggi si sono assuefatti alla virtualità. Molti ragazzi si soddisfano con l’autoerotismo in cam perché magari non vogliono complicazioni».

 

Ma quando la chiamano per collegarsi?

«A qualsiasi ora. Molti prendono appuntamento, altri mandano un messaggio all’ultimo momento. Capita che si colleghino con me anche persone che lavorano in aziende o enti pubblici e la pausa pranzo la fanno con me, guardandomi e soddisfacendosi così».

 

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Ma lei passa tutta la giornata davanti al computer?

«Una volta ci stavo anche 10 ore, adesso il lavoro è un po’ calato e quindi al massimo sono 6. Ho lavorato tantissimo negli anni del Covid».

 

Che clientela aveva in quel periodo?

«Sempre molto variegata, mi ricordo di un tipo che voleva raccontarmi di tutte le sue avventure sessuali prima del Covid. Pagava 300 euro l’ora».

 

Si è mai innamorata di qualche cliente visto in cam?

«Questo è un lavoro e non lo mescolo con la mia vita privata».

 

Ma lei, lavoro a parte, cosa dice del sesso virtuale?

«Dico che non è una cosa brutta, può essere coinvolgente. Detto questo, però, io amo il contatto fisico».

 

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Ha un compagno o è single visto il lavoro che fa?

«Sono single e sto bene così».

 

Mai pensato di fare un lavoro più normale?

«Ogni tanto ci penso ma adesso mi va bene così, guadagno parecchio».

 

Tornasse indietro cambierebbe qualcosa della sua vita?

«Sicuramente non farei più film porno».

 

Gli amici e le amiche che dicono del suo lavoro?

«Loro non mi giudicano anche perché non faccio del male a nessuno, anzi probabilmente aiuto le persone».

 

Oltre alle piattaforme sulle quali lavora che rapporto ha col web e con i social?

«Sono presente su Instagram dove però non si può osare più di tanto con le foto e su Twitter. Ecco quest’ultimo social mi piace perché diciamo che è più aperto».

 

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Si è posta un limite di età per questa sua attività rivolta ai voyeur?

«E perché dovrei. Non è detto che se una donna invecchia non può essere attraente e desiderata. Poi una donna esperta vale sicuramente di più di una giovane».

 

Oggi si è presa una giornata libera?

«No. Prima che mi chiamasse mi sono collegata con un cliente. Voleva vedermi il seno. Il video incontro è durato 5 minuti e mi ha pagato 50 dollari. Come vede la richiesta c’è, il lavoro non manca ed è ben pagato e mi scordavo i regalini. Se il cliente è soddisfatto arriva anche la mancia».

 

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