bisignani meloni mantovano

CÈ UN “DOMANI”PER BISIGNANI - IL LOBBISTA STA PER USCIRE CON UN NUOVO LIBRO, DOVE FA LE FUSA A MELONI E FARÀ A PEZZI I VARI MANTOVANO E FAZZOLARI. OBIETTIVO: ACCREDITARSI COME CONSIGLIERE DELLA PREMIER, CHE PERÓ DIFFIDA DEL PIDDUISTA E DEL SUO GIRO TRAGICO (DAFFINA E COMPANY) TANTO CHE NON VOLEVA NEANCHE PAOLO SCARONI ALLA PRESIDENZA DI ENEL…

Estratto dell’articolo Vanessa Ricciardi per https://www.editorialedomani.it

 

LUIGI BISIGNANI - PAOLO MADRON - I POTENTI AL TEMPO DI GIORGIA

Luigi Bisignani è un esperto di trame. Piduista, condannato per la maxitangente Enimont, un patteggiamento per l’inchiesta P4, ex potente lobbista che ai tempi dei governi Berlusconi aveva trasformato un taxi romano in un ufficio semovente da cui decideva nomine e ministri, “Gigi” spera di intesserne di nuove. E – con l’arrivo della destra al potere – di tornare finalmente in auge, dopo la stagione per lui magrissima di Mario Draghi e Francesco Giavazzi, che non hanno fatto toccare palla a lui e ai suoi adepti.

 

[...] Bisignani è innanzitutto un mediatore di affari.

Nato ormai quasi 70 anni fa a Milano, l’uomo che Silvio Berlusconi ha definito «l’uomo più potente d’Italia» proverà infatti a riprendersi la scena anche con un libro: I potenti al tempo di Giorgia, scritto con il direttore di Tag43.it, Paolo Madron, in libreria dal 30 maggio.

luigi bisignani foto di bacco

 

Chi l’ha letto dice che si tratta di una sorta di dichiarazione d’amore per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Condita però da critiche feroci al suo inner circle e alla classe dirigente inadeguata di cui si circonderebbe.

 

L’intento di Bisignani è provare ad accreditarsi come interlocutore e consigliere della premier, che però lo considera come Dracula l’aglio. Fatto che al lobbista dispiace molto. Può farci poco: cresciuta nella destra sociale anti-atlantista di Colle Oppio, per Meloni tutto quello odora di massoneria, pidduismo, affarismo e similia è da tenere il più lontano possibile. «Meloni al massimo accetta Gianni Letta», dicono i suoi.

scaroni

 

L’AMICO SCARONI

Il ritorno di Bisignani sulla scena pubblica potrebbe essere facilitato [...] dall’ascesa a presidente dell’Enel di Paolo Scaroni, presidente del Milan e in passato a capo dell’Eni, suo amico personale.

 

Il loro legame va avanti da decenni e se ne trova traccia anche in alcuni noti processi. Il primo è quello sulla loggia P4: la cassazione ha stabilito l’insussistenza degli indizi, lui però aveva già patteggiato. Scaroni, non indagato ma interrogato, aveva confermato il loro stretto rapporto. Il secondo processo è quello Eni-Nigeria sulla licenza del blocco petrolifero Opl 245, che ha portato a un’assoluzione.

 

luigi bisignani foto di bacco

Bisignani era al centro dell’affaire, al punto che (si legge nella sentenza) Scaroni – anche lui assolto - aveva organizzato una cena a casa sua per presentarlo a Claudio Descalzi (oggi amministratore delegato dell’Eni) in modo che potesse parlargli degli intermediari nigeriani. [...]

 

IN SOCIETÀ

Bisignani [...]  continua a offrire consulenze a chi gliene chiede. Sul Tempo ha dedicato diversi pezzi all’affare della rete unica contro l’ad di Cdp Dario Scannapieco ma, come rivelato da questo giornale, alla partita della rete è da tempo direttamente interessato: è stato infatti legatissimo a un’azienda che ha ottenuto contratti sia da Tim sia da Open Fiber: la Sittel. Una spa il cui dominus è l’imprenditore Pietro Mazzoni, gli ha fatto un contratto di consulenza nel 2018.

 

meloni mantovano

Monica Macchioni, comunicatrice in passato definita “la badante dei politici”, ha detto due settimane fa al Fatto Quotidiano che Bisignani sarebbe legato anche alla società di consulenza Comin&Partners, anche se ufficialmente non figurerebbe. Ma lui, sempre a Domani, smentisce: «Conosco benissimo e stimo Gianluca Comin, ma non abbiamo rapporti lavorativi». [...] 

 

Qualche pranzo da Girarrosto Fiorentino, altri da Cesare vicino piazza Cavour. L’ultima srl attiva è stata la Four Consulting Srl, che oggi è di Alessandro Bondanini, da anni vicino a Bisignani e interrogato come testimone nell’ambito delle indagini sulla P4. Tra i soci di passaggio anche Giulio Gallazzi, oggi nel Cda di Tim. La società era stata fondata con Roberto Mazzei, professore di finanza aziendale e in passato molto vicino a Gigi. Mazzei ha deciso di lasciare le quote, rilevate da Bondanini, il 9 febbraio 2011.

gianluca comin paolo scaroni

 

Bisignani ha comprato il 60 per cento della società due giorni dopo, per poi rivendere sempre all’avvocato Bondanini il 28 luglio del 2017. Il 2 agosto, l’avvocato ha ceduto una quota di minoranza a Sri Group-Npv Europe Srl, parte del gruppo fondato da Giulio Gallazzi. Sri Group Srl se ne è poi liberata nel 2018. Gallazzi, presidente e amministratore delegato di Sri Group - tra i maggiori azionisti della Banca del Fucino - è entrato nel consiglio di amministrazione di Tim a fine 2022. Bisignani conosce Gallazzi, ma «non ci sono particolari rapporti».

 

francesca e luigi bisignani foto di bacco

Il legame con Bondanini c’è ancora [...] Bondanini lavora soprattutto nel settore immobiliare, e spiega che il passaggio della Sri Group-Npv Europe era dovuto al progetto di Gallazzi di acquisire il Genoa e occuparsi dello stadio. Gallazzi dice che «erano competenze che noi non avevamo e Bondanini avrebbe potuto aiutarci». Un’idea mai concretizzata, e così si è arrivati alla separazione definitiva.

 

Questi scambi di quote a pochi giorni di distanza «sono un caso, e Bisignani non c’entra nulla con Gallazzi», ripete Bondanini. Gallazzi «ogni tanto» vede e sente Bisignani e sapeva che era ex socio dell’avvocato.

alfredo mantovano giorgia meloni

 

UN UOMO CHE CONTA

Tutte le attenzioni di Bisignani al momento sono comunque per lei, Giorgia Meloni, di cui è sarebbe pronto nel libro a rivelare notizie del suo passato e dei suoi rapporti presenti. Inclusa una presunta attenzione ai servizi segreti e la piena fiducia nella sua assistente Patrizia Scurti, compagna del suo caposcorta direttamente suggerito dall’Aisi (fatto però già raccontato da questo quotidiano).

 

Senza dimenticare opere e omissioni, pare, del sottosegretario Alfredo Mantovano con delega ai servizi: il più citato del nuovo saggio, in cui i personaggi menzionati sarebbero «ben 525. Non è un libro su Meloni, ma anche su tutto il mondo di potere che ruota attorno a lei», ci spiega.

 

luigi bisignani

Numerose anche le fonti: «Abbiamo parlato con circa 75 persone, a cui abbiamo promesso l’anonimato più assoluto». Con Meloni i rapporti personali sono molto limitati. «Le ho scritto alcuni messaggi, forse cinque in tutta la vita. Soprattutto le ho fatto i complimenti dopo i comizi». La prima presentazione del volume sarà al Festival dell’Economia di Trento il 28 maggio.

 

Tra le tappe successive Capalbio, il ritiro estivo del potere romano e del lobbista, che è proprietario di una villa dove tiene i suoi cavalli (l’ultimo libro è proprio sugli amati animali, la prefazione è di Vittorio Feltri). Intanto, dicono fonti bene informate, il lobbista, nonostante la pensione, i nipotini e la tournée estiva, tiene d’occhio le sorti di qualche nomina pubblica, anche quelle non proprio di prima fila.

 

Come quella di general counsel di Leonardo, un posto ambito per esempio dall’avvocato Cristina Sgubin assai stimata dall’ad Roberto Cingolani. Ma candidati di Bisi stanno spingendo anche per entrare nella dirigenza di Eni e dell’Enel. Vedremo se il libro piacerà alla diffidente Meloni, e se finalmente accetterà qualche consiglio da chi prova un nuovo, difficile rilancio.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…