mattatoio usa-1

MACELLO AMERICANO – È ALLARME MATTATOI NEGLI USA DIVENTATI I NUOVI FOCOLAI DI CORONAVIRUS: NEGLI STABILIMENTI, DOVE LAVORANO MIGRANTI CHE VIVONO IN CASE SOVRAFFOLLATE, RISPETTARE IL DISTANZIAMENTO È IMPOSSIBILE – TRENTA HANNO CHIUSO FACENDO CROLLARE L’OFFERTA DI CARNE E TRUMP HA VARATO IL DECRETO "SALVA-HAMBURGER", PER OBBLIGARE LE AZIENDE A RIAPRIRE MALGRADO IN ALCUNI IMPIANTI QUASI IL 20% DEL PERSONALE FOSSE POSITIVO – E ANCHE IN GERMANIA…

Ettore Livini e Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

mattatoio usa 2

Il distanziamento è (quasi) impossibile. I ritmi di produzione - 3 polli abbattuti al secondo, mille suini all' ora negli stabilimenti Usa - sono frenetici. I dipendenti sono spesso migranti che vivono in comunità e appartamenti sovraffollati. Risultato: i macelli di animali - dagli Stati Uniti al Canada, dalla Germania fino all' Italia - sono diventati uno dei nuovi fronti caldi dei focolai di coronavirus.

 

«Mantenere 1,8 metri di distanza sulle loro linee di produzione è impossibile - ammette un' inchiesta del Centers for disease control (Cdc) americano -. In qualche caso è impossibile indossare mascherine».

mattatoio usa 1

I contagi nei colossali stabilimenti degli States - dove 50 impianti lavorano il 98% della carne consumata nel paese - sono così già arrivati a quota 10mila. A fine aprile 30 macelli a stelle e strisce hanno chiuso i battenti per frenare la pandemia, facendo crollare del 45% la lavorazione di maiali e del 22% quella di bovini e spedendo alle stelle i prezzi della carne.

 

carenza carne usa 6

Un uno-due che ha costretto Donald Trump a varare un decreto "salva-hamburger", dichiarando "strategico" il settore e attivando il Defense production act per obbligare le aziende a riaprire i battenti malgrado in alcuni impianti - come quello della Smithfield a Sioux Falls in Sud Dakota con 3.700 lavoratori - quasi il 20% del personale fosse positivo. I guai della carne made in Usa hanno regalato invece un mese d' oro a Wall Street alle azioni di Beyond Meats, produttore di hamburger e polpette a base di vegetali, che in aprile ha guadagnato il 150%.

 

carenza carne usa 4

Il focolaio dei macelli ha colpito anche in Canada - dove il 50% dei 2mila operai dello stabilimento di Calgary è positivo - in Australia alla Cedar Meats (14% di contagi) e in Germania dove sono stati chiusi quattro impianti di abbattimento di animali dove più del 10% dei dipendenti è risultato positivo al tampone.

 

carenza carne usa 1

Coesfeld, in Westfalia, rischia in particolare di diventare l' epicentro di una seconda ondata di contagi in Germania: il distretto è tra i primi ad aver superato la soglia d' allarme di 50 infetti ogni 100mila abitanti.

 

Per giorni, prima che chiudessero i cancelli del mattatoio, il pastore evangelico Peter Kossen ha protestato all' ingresso contro «la moderna schiavitù» cui sarebbero sottoposti i lavoratori, spesso provenienti dall' Est Europa. Sessanta ore di lavoro in sei giorni non sono una rarità, ha raccontato alla Westfaelische Zeitung. In più, molti vivrebbero ammassati in case popolari, spesso più di 5 in un appartamento.

 

carenza carne usa 3

A legare come un filo rosso tutti questi casi c' è la composizione "etnica" della forza lavoro dei macelli: negli Usa gran parte dei lavoratori (pagati attorno ai 13 dollari l' ora) sono migranti sudamericani o asiatici e ben il 14% di loro non parla inglese, in Germania sono rumeni e bulgari, in Australia asiatici. «E i problemi socio-economici possono aver convinto molti di loro a lavorare malgrado i sintomi - scrive la Cdc - convinti anche dai bonus promessi dai datori di lavoro a chi non rimaneva a casa».

 

carenza carne usa 2

L' Italia ha registrato per ora solo un paio di casi: un macello di Palo del Colle, in Puglia, è rimasto chiuso per un paio di settimane - ora è ripartito - dopo 71 positività al coronavirus.

Una delle rarissime zone rosse della Campania è stata costruita invece a inizio aprile a Paolisi dopo alcuni casi in un' impresa avicola.

fast food wendy senza hamburger 2fast food wendy senza hamburger 1tysonscarseggia la carne nei supermercati usa 3scarseggia la carne nei supermercati usa 2scarseggia la carne nei supermercati usa 1proteste lavoratori negli impianti di produzione carne 1proteste lavoratori negli impianti di produzione carne 2carenza carne usa 5

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…