rosita gentile mario elisabetta gregoraci

“MARIO GREGORACI MI HA PUNTATO UN COLTELLO ALLA GOLA, MI HA MASSACRATO DI BOTTE E MI HA MINACCIATO DI MORTE” – LA 57ENNE ROSITA GENTILE DI SOVERATO, IN CALABRIA, DENUNCIA IL 74ENNE PADRE DELLA CONDUTTRICE ELISABETTA (EX MOGLIE DI FLAVIO BRIATORE) CHE ORA RISCHIA DI ESSERE PROCESSATO PER STALKING E MALTRATTAMENTI (UDIENZA PRELIMINARE IL 5 NOVEMBRE) - LA DONNA PARLA DI GELOSIA ACCECANTE, RACCONTA LE VESSAZIONI SUBITE, GLI SCHIAFFI, LA TESTA SBATTUTA SUL PIANO COTTURA E POI LE OFFESE “TU NON SEI NIENTE”, I PUGNI SULLA SCHIENA, LE BOTTE QUANDO LEI RESTA INCINTA: “NEL GIRO DI UN PAIO DI GIORNI HO PERSO IL BAMBINO" - I DUE SONO STATI INSIEME DAL 2012 AL 2024: "SONO STATA IN SILENZIO PER 12 ANNI, 11 MESI E 23 GIORNI" - LA VERSIONE DELL'AVVOCATO DI MARIO GREGORACI

Riceviamo e pubblichiamo

 
Quale difensore del Sig. Mario Gregoraci senza volere affrontare questioni che potranno e dovranno essere sviluppate esclusivamente nelle sedi competenti si vuole evidenziare che é stata proposta una versione unilaterale dei fatti paventando una alterazione di un rapporto pretesamente deterioratosi nel tempo. 
 
Non deve infine sfuggire che sono pendenti, nella fase delle indagini preliminari, procedimenti penali che vedono il Sig. Gregoraci persona offesa da condotte consumate dalla Sig.ra Gentile.
 
Avv. Ramona Gualtieri.

 

 

MARIO GREGORACI

Dal "Corriere della Sera"

rosita gentile

 

Mario Gregoraci, padre della conduttrice e showgirl Elisabetta, ex moglie di Flavio Briatore, rischia di essere processato per stalking e maltrattamenti: a chiedere per lui il giudizio (udienza preliminare il 5 novembre) è la Procura di Catanzaro, dopo la denuncia di Rosita Gentile, 57 anni, di Soverato: la donna che ieri è comparsa in un’intervista rilasciata a Calabria7.news , ha svelato ai pm una relazione di violenze e vessazioni.

 

L’INFERNO DI ROSITA: “DONNE FATE RUMORE”

Gabriella Passariello per https://calabria7.news/

 

“Ognuno di noi ha una storia da raccontare e la mia inizia con un codice rosso, che parla di abusi indicibili, spinte brutali, di botte, pugni che hanno riempito il mio corpo di lividi. Il femminicidio non è solo quando togli la vita ad una donna, ma quando la distruggi dentro, quando le annienti la dignità, le manchi di rispetto, quando ne cancelli la struttura morale.

 

Ho imparato, a mie spese, che non si può tacere la violenza subita e voglio dire alle donne fate rumore, fate tanto rumore, perché io sono stata in silenzio per 12 anni, 11 mesi e 23 giorni e quel silenzio ha racchiuso infiniti suoni di dolore”.

 

mario elisabetta gregoraci

Le catene spezzate

Vuole dare voce a chi non ne ha, spezzando le catene della paura e del pregiudizio Rosita Gentile, 57 anni di Soverato, raccontando a Calabria7 la spirale di sopraffazione subita da chi diceva di amarla.

 

Una storia [...] durata all’incirca dal 2012 al 2024, diventata cronaca giudiziaria, nel momento in cui ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri, una denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta della Procura di Catanzaro nei confronti di Mario Gregoraci, padre della conduttrice televisiva e della showgirl Elisabetta Gregoraci, indagato per maltrattamenti e stalking. Un’ipotesi di accusa, ancora tutta da provare in aula e rispetto alla quale adesso il 75nne rischia il processo

 

Minacciata con un coltello puntato in gola e massacrata di lividi

 “Ho conosciuto Mario a Soverato, io passeggiavo e lui si è presentato un po’ come il principe azzurro, colui che mi proteggeva dalla pioggia, che mi diceva di pensarmi sempre, che ero unica, che solo io riuscivo a capirlo. Nel tempo la maschera è caduta e lui ha rivelato il suo vero volto”

 

rosita gentile 33

[...]  Sono tanti gli episodi indelebili nella mente di Rosita che a stento riesce ad esternare.

 

Ricorda quando lui l’ha aggredita davanti al cancello di casa, massacrata di schiaffi con i lividi che restavano lì sulla sua pelle per giorni, presa dai capelli, strattonata da una parte all’altra della stanza, presa dalla testa e sbattuta sul piano cottura e poi le offese “tu non sei niente”, mentre Rosita si asciugava il sangue tenendosi il braccio dolorante.

 

“Si comportava così per ottenere da me due cose, chiudermi la bocca e farmi stare in casa e per evitare di dire qualsiasi cosa potesse scatenare la sua collera, mi chiudevo nel mutismo, non replicavo, ero stanca di sputare sangue. Ma questo non bastava, continuava a spingermi. Mi seguiva ovunque, mi faceva videochiamate per sapere dove fossi, minacciava di tagliarmi i vestiti con la forbice, non ho dato mai adito a nulla, io lo amavo incondizionatamente, lo rispettavo e per me era tutto”.

 

PRESA A PUGNI SULLA SCHIENA: “DEVI MORIRE”

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Racconta quando in macchina lui le ha lanciato la borsa sul cruscotto e nell’abbassarsi per raccogliere tutto, il 75enne le ha sferrato pugni sulla schiena, urlandole: “è tutta colpa tua se siamo arrivati a questo, meglio di te la trovo alla curva di Copanello”.

 

[...]  “Mi diceva tu devi morire, alla scordata ti uccido, non posso vivere né con te né senza di te e quindi alla scordata ti porto con me, perché io non ho poi così tanto da perdere, anzi non ho più niente da perdere”.

 

SPERANZE SVANITE

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 Esasperata parte in Canada per chiudere un capitolo doloroso della sua vita

 

(...) Dopo tre mesi rientra in Calabria, lui la ricerca e lei pensa di trovarsi di fronte una persona cambiata, che aveva capito gli errori commessi: “Mi ha portato su quella collina dove mi aveva fatto mille promesse e da lì abbiamo ricominciato. Ho sperato invano che lui avesse capito”.

 

[...] quando lei rimane incinta: “Mario era andato in farmacia per farmi ripetere il test, mi disse che me ne dovevo liberare”.

 

Rosita vuole quel bambino, pronta a crescerlo da sola, d’altronde è una stilista, una fashion designer, che ha calcato passerelle e vinto vari premi ed è anche una imprenditrice, non ha bisogno certo di soldi per andare avanti: “Non ti preoccupare grazie a Dio posso mantenerlo, io non ti obbligherò mai a fare niente, ma non abortirò, a quel punto si calmò, mi diceva se vuoi tenerlo, me ne lavo le mani”.

 

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[...]  “Mi ha picchiato mentre ero in gravidanza, mi dette una spinta talmente forte che andai a sbattere col fianco sul bracciolo del divano, sono caduta a terra e ricordo che sentii solo un calore lungo la gamba, a quel punto lui ha sbattuto la porta ed è andato via. Nel giro di un paio di giorni ho perso il bambino”.

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