beppe sala giuseppe marinoni stefano boeri

IL MATTONE CADE IN TESTA A SALA – IL SINDACO INDAGATO NELL’AMBITO DELLA MAXI INCHIESTA SULLA URBANISTICA A MILANO PROTESTA (“ALLUCINANTE SAPERLO DAI GIORNALI…”) MA PER ORA NON PENSA ALLE DIMISSIONI NONOSTANTE LA LEGA CHIEDA IL SUO PASSO INDIETRO – PER I PM “IL PATROCINIO DELIBERATO SU PROPOSTA DI SALA ALLO STUDIO MARINONI SULLE PORTE METROPOLITANE SAREBBE STATO UNO STRUMENTO ARTIFICIOSO PER RAGGIRARE LE REGOLE” – “DALLA FIGURA DI GIUSEPPE MARINONI, PRESIDENTE FINO AD APRILE DELLA COMMISSIONE PAESAGGIO DEL COMUNE DI MILANO, EMERGE LA "SUA MANCANZA DI INDIPENDENZA, RICATTABILITÀ E CEDEVOLEZZA ALLE PRESSIONI DI SALA – I TONI DI COMANDO DI BOERI SUL SINDACO

Da tgcom24.it

beppe sala

Il nome del sindaco Beppe Sala compare tra quelli degli indagati nell'inchiesta sull'urbanistica che scuote Palazzo Marino. Lo riporta il Corriere della Sera, che cita due ipotesi di reato nei suoi confronti: false dichiarazioni e induzione indebita. "Allucinante saperlo dai giornali di essere indagato", ha detto sempre al Corriere Beppe Sala. Il fascicolo, che coinvolge 21 persone tra amministratori, architetti e imprenditori, ha già portato a sei richieste di arresti. La Procura ipotizza l'esistenza di un sistema parallelo per la gestione delle pratiche edilizie in città, con favori, pressioni istituzionali e pareri favorevoli ottenuti con modalità definite dai pm "distorte".

 

 

 

giuseppe marinoni

Pm,Sala propose patrocinio a strumento per aggirare regole 

(ANSA) -  Il "patrocinio deliberato su proposta dell'assessore" Giancarlo Tancredi "e del sindaco" Sala "allo Studio di Marinoni sulle Porte Metropolitane" sarebbe stato, per i pm di Milano, "uno strumento artificioso per raggirare le regole e facilitare l'avvio di un piano di affari occulto, di pianificazione ed attuazione di agglomerati edilizi in ampie aree, intorno a nove nodi periferici, al confine tra la città e i comuni dell'hinterland". E' scritto negli atti. Il capitolo sullo "studio" sui "nodi" è centrale nell'imputazione per falso sulla nomina di Marinoni al vertice della Commissione paesaggio, di cui risponde anche Sala.

 

stefano boeri

 

 

Pm Milano, da Sala pressioni a cui cedette Marinoni 

(ANSA) - Dalla figura di Giuseppe Marinoni, presidente fino ad aprile della Commissione paesaggio del Comune di Milano, emerge la "sua mancanza di indipendenza, ricattabilità e cedevolezza alle pressioni del sindaco" Giuseppe Sala, "dell'assessore Tancredi, del direttore generale Malangone, di Manfredi Catella e di Stefano Boeri".

 

Lo scrivono i pm di Milano negli atti dell'inchiesta sull'urbanistica in relazione all'imputazione per induzione indebita a dare o promettere utilità sul caso del Pirellino, che vede indagato anche il primo cittadino, iscritto, senza informazioni di garanzia, anche per concorso in falso sulla nomina di Marinoni.

 

il nuovo pirellino

Marinoni, ricostruiscono i pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, "nel corso della vicenda del Pirellino", progetto che interessava all'architetto Boeri e all'immobiliarista Catella, si sarebbe confidato "con Giacomo De Amicis, altro membro della commissione per il paesaggio".

 

E malgrado "entrambi reputassero che la 'Torre Botanica' di Boeri", che doveva sostituire il Pirellino, "e l'intervento sulla parte a ponte" fossero "fortemente impattanti, fuori contesto e incongrui", rispetto alle parti pubbliche di quella zona, e "nonostante" la Commissione avesse dato pareri contrari nel 2023, hanno preferito, scrive la Procura, "cedere alla pressioni indebite di Boeri, Catella e Tancredi ed a quelle mediate di Sala, e dare un parere favorevole".

beppe sala 4

 

Così negli atti i pm riportano che il reato di induzione indebita è contestato, come emergeva anche già dall'imputazione, a Catella, Boeri, Tancredi e Marinoni, ma anche, si legge ora, "a De Amicis".

 

Non indicano, invece, il nome di Sala, che è comunque iscritto nel registro degli indagati, senza informazioni di garanzia e non citato nelle due imputazioni di induzione indebita e falso. Già ieri era venuto a galla che gli inquirenti hanno acquisito e riportato negli atti alcune chat di colloqui tra Boeri e Sala.

 

E che il primo con "toni di comando" avrebbe spinto il sindaco ad intervenire per arrivare ad un parere favorevole sul progetto Torre Botanica. In questa vicenda, spiegano i pm, "l'importante era non scontentare Boeri e Catella e far prevalere i loro interessi privati" su quello "pubblico", attraverso "l'inquinamento della neutralità della funzione pubblica valutativa di cui è investita la Commissione per il paesaggio (su mandato dell'amministrazione comunale, rappresentata proprio dal sindaco e dall'assessore)".

MANFREDI CATELLA beppe salaGIANCARLO TANCREDI BEPPE SALA

 

milano grattacielimilano tre torri

 

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