cina xi jinping lavoratori operai lavoro

LE MEGALOPOLI CINESI DIVENTANO PIÙ GRANDI E PIÙ RICCHE SULLE SPALLE DEGLI SCHIAVI – L’OPERAIO DI UN CANTIERE A PECHINO È STATO CONTAGIATO E DAL TRACCIAMENTO DELLE SUE ULTIME DUE SETTIMANE DI MOVIMENTI EMERGONO TUTTE LE MAGAGNE DEL SISTEMA CINESE: PER CAMPARE, IL POVERO YUE  IN 14 GIORNI HA FATTO 31 LAVORI SALTUARI, TUTTI PESANTI E POCO RETRIBUITI – LAVORAVA LA NOTTE COME MANOVALE EDILE, POI DI GIORNO RACCOGLIEVA LA SPAZZATURA. CINQUE ORE DI SONNO E SEMPRE A CACCIA DI OFFERTE, PER POCHI EURO AL GIORNO

Guido Santevecchi per il "Corriere della Sera"

 

intervento di xi jinping al world economic forum di davos 2022 1

Un caso di positività a Pechino ha aperto uno squarcio nel «mondo di sotto» abitato dai lavoratori migranti della megalopoli. Per arginare i contagi, con il tracciamento aggressivo che sostiene la «Tolleranza Zero» del governo cinese di fronte al Covid-19, le autorità hanno ricostruito minuziosamente due settimane di movimenti di un operaio contagiato asintomatico.

 

operai cina2

Quarantenne, Yue fa il manovale generico in cantiere, caricandosi sulle spalle mattoni, sacchi di sabbia e cemento; poi raccoglieva rifiuti ingombranti dalle strade e dai caseggiati portandoli in discarica. In tutto, gli hanno contato nei 14 giorni precedenti alla positività 31 lavoretti saltuari, tutti pesanti e poco retribuiti, sparsi in cinque distretti centrali, moderni e benestanti di Pechino.

 

lavoratori in cina.

Per l'apparato che difende la capitale dal coronavirus è stato un incubo rintracciare tutta la catena di possibili contatti di una sorta di nomade-urbano. Uno choc per la gente, che si è commossa, riscoprendo quello che tutti sanno ma cercano di non vedere nella Cina seconda economia del pianeta: una grande massa di lavoratori migranti negli ultimi decenni ha costruito il boom della Repubblica popolare, spesso con stipendi da pura sopravvivenza e senza diritti, in città lontane dai loro villaggi di origine, dove sono rimaste le famiglie.

lavoratori in cina.

 

Il caso ha attirato in due giorni 60 milioni di visioni e commenti su Weibo, il Twitter mandarino. Yue ha raccontato di essere un ex pescatore dello Shandong; è partito per cercare il figlio, che faceva il cuoco in città ed è scomparso nel 2020. Manda i risparmi alla famiglia: sei persone. Ora migliaia di pechinesi promettono di aiutarlo nelle ricerche.

 

VERTICE VIRTUALE PUTIN XI JINPING

L'operaio migrante Yue lavorava la notte, per costruire nuovi palazzi e ripulire Pechino, vetrina del Partito-Stato, soprattutto ora che ci sono le Olimpiadi. Cercava le offerte con annunci su WeChat: «Mi dicevano quante centinaia di sacchi di cemento andavano spostati in cantiere o quanti di robaccia andavano portati via. Se la paga era accettabile, mi presentavo». Accettabile, per Yue, era ricevere uno yuan per un sacco da 50 chili; se bisogna fare le scale, uno yuan in più a piano col peso sulla schiena; a fine giornata facevano in genere 200-300 renminbi: tra i 30 e i 40 euro.

lavoratori in cina

 

Dopo i turni notturni, Yue all'alba andava a dormire in una stanza di 10 metri quadrati in periferia. Costo dell'alloggio: 700 renminbi al mese. Cinque ore di sonno e da mezzogiorno riprendeva la caccia al lavoro; la notte usciva dal suo invisibile «mondo di sotto» per andare in cantiere o in discarica.

 

Tra gli spostamenti di Yue, tutti tracciati da app inserite nei telefonini di ogni cinese, non risultano trattorie o bettole: mangiava cibo di strada da pochi soldi. Yue doveva tornare nello Shandong per il Capodanno lunare. Treno il 18 gennaio. Per questo si è fatto il tampone. Le autorità sono convinte di aver bloccato il focolaio. Ma non risolvono il dramma dei lavoratori migranti, nonostante le promesse di Xi Jinping su una nuova «prosperità comune».

operai cinalavoratori in cinaoperai in una navetta a pechinoxi jinping 3xi jinping e moglie a palermo operai cina1CINA MARCIA DEI LAVORATORI lavoratori in cinalavoratori in cinaCINA LAVORATORI IN FABBRICA in cerca di lavoro a chongqing lavoratori in cina

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…