giorgia meloni corte dei conti

GIORGIA ALLA RESA DEI CONTI – MELONI VUOLE CHE IL SENATO APPROVI, ENTRO LA FINE DELL’ANNO, LA RIFORMA DELLA CORTE DEI CONTI, CHE CONTIENE LA RIDUZIONE DEI POTERI DI CONTROLLO DEI GIUDICI CONTABILI, L’ALLARGAMENTO DELLO SCUDO ERARIALE PRESUMENDO LA “BUONA FEDE” DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI E LA LIMITAZIONE DELLE SANZIONI – UNA RIFORMA A CUI LA DUCETTA TIENE MOLTO, ANCHE IN VISTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – LA RIVOLTA DEI SENATORI CHE, PER FAR PASSARE IL TESTO IN TEMPO, DOVRANNO TORNARE DALLE VACANZE IL 29 DICEMBRE…

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per “il Fatto Quotidiano”

 

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse

Sul calendario di Giorgia Meloni c’è una data cerchiata in rosso: 30 dicembre. Non oltre. Con possibilità di anticipare tutto anche prima di Natale. Così non sarà perché il Senato, tra uno slittamento e l’altro, fino al 23 è impegnato con la legge di Bilancio.

 

Ma la premier non demorde: entro la fine dell’anno la maggioranza a Palazzo Madama deve approvare la riforma della Corte dei Conti che contiene la riduzione dei poteri di controllo (e non solo) dei giudici contabili, l’allargamento dello scudo erariale presumendo la “buona fede” degli amministratori pubblici e la limitazione delle sanzioni.

 

CORTE DEI CONTI - GIUDICI CONTABILI

Una riforma a cui il governo tiene molto per rivendicare il superamento della cosiddetta “paura della firma” e su cui Meloni punta anche per la campagna referendaria della separazione delle carriere che si concluderà a marzo.

 

La premier ne aveva parlato anche dopo lo stop della Corte dei Conti alla delibera del Cipess sul Ponte sullo Stretto usando la riforma come ritorsione nei confronti dei giudici contabili: “La risposta più adeguata a un’intollerabile invadenza che non fermerà l’azione del governo sostenuta dal Parlamento”, aveva scritto Meloni il 29 ottobre in una nota ufficiale.

 

giorgia meloni carlo nordio

Ma c’è una ragione più specifica per cui Palazzo Chigi vuole approvare la riforma della Corte dei Conti entro il 31 dicembre: quella data, infatti, scade lo “scudo erariale” per gli amministratori nelle condotte legate ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I giudici contabili si sono più volte espressi contro questa misura (che esclude la punibilità per la “colpa grave”) […]

 

 La riforma che è già stata approvata alla Camera e in commissione al Senato non lo proroga, ma di fatto lo “supera” eliminando una parte consistente dei poteri di controllo e successivi dei giudici contabili e riducendo al minimo le responsabilità erariali per gli amministratori: viene introdotta la “presunzione della buona fede” per gli amministratori pubblici che, in assenza di dolo, non andranno incontro a contestazioni erariali.

 

CORTE DEI CONTI

È per questo che Palazzo Chigi vuole far diventare legge la riforma entro la fine dell’anno: per evitare di lasciare “scoperti” gli amministratori che devono finire di “mettere a terra” i progetti del Pnrr.

 

Ma c’è un ostacolo: per approvarla il 29 e 30 dicembre, i senatori dovranno tornare dalla settimana bianca e dalle vacanze natalizie rischiando di rovinarsi i viaggi per le mete esotiche in vista di Capodanno. Così, sotto traccia, è iniziato uno scontro molto duro tra Palazzo Chigi e la maggioranza al Senato per decidere se rientrare o meno tra Natale e Capodanno.

 

D’altronde molti senatori avevano già programmato le ferie, prenotato alberghi e voli (anche in luoghi molto lontani dall’Italia) con largo anticipo perché consapevoli del fatto che quest’anno, a differenza dello scorso, avrebbero dovuto approvare la manovra entro il 23 dicembre chiudendo i battenti prima di Natale.

 

CORTE DEI PONTI

[…] il governo teme che, in cambio di un approccio “collaborativo” sulla legge di Bilancio, l’opposizione chieda di rinviare la riforma della Corte dei Conti ad anno nuovo. […]

giorgia meloni carlo nordio.

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