pierre charles boudot

IL METOO È A CAVALLO - PIERRE CHARLES BOUDOT, NUMERO 1 DEI FANTINI FRANCESI, È INDAGATO PER STUPRO: AD ACCUSARLO È UNA 25ENNE CHE LAVORA NELLE SCUDERIE ARTIERE E CHE LO ACCUSA DI AVERLA VIOLENTATA ALLA FINE DI UNA FESTA VICINO A NIZZA: ASSIEME A BOUDOT È INDAGATO ANCHE UN ALTRO FANTINO, PIERRE BAZIRE, PER IL QUALE L'INDAGINE IPOTIZZA UN RUOLO PRIMA NEL NON AVER DENUNCIATO L'ACCADUTO E POI IN UN TENTATIVO DI SUBORNARE UN TESTIMONE – ENTRAMBI NEGANO, MA IL RACCONTO DELLA VITTIMA È IDENTICO A…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

 

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Che sia una macchinazione orchestrata per spillare soldi a una star dello sport o invece l'esordio di un «me too» dell'ippica, un'inchiesta per stupro a carico del numero 1 dei fantini francesi, Pierre Charles Boudot, scuote non solo la Francia del galoppo: perché il 28enne jockey transalpino non è soltanto il primatista per numero di vittorie in un anno (300 nel 2016) o il tre volte capolista della classifica annuale dei jockey francesi (2015, 2016 e 2020), oltretutto leader anche nel 2021 con già il doppio delle corse vinte sinora dal più vicino dei suoi rivali Theo Bachelot, ma in questo momento è probabilmente il fantino più lanciato a livello internazionale: specie da quando nel 2019 ha vinto, in sella al purosangue tedesco Waldgeist il «Prix de l'Arc de Triomphe», negando al nostro Lanfranco Dettori la leggendaria tripletta consecutiva che la sua cavalla inglese Enable cercava dopo i successi del 2018 e 2019.

 

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Boudot è stato interrogato in stato di fermo di polizia dal procuratore Jean Baptiste Bladier dell'ufficio di Senlis (nel dipartimento dell'Oise che comprende il quartier generale ippico di Chantilly dove risiede il fantino), e ha dovuto poi versare una cauzione di 50.000 euro per poter tornare libero con l'obbligo però di non uscire dalla città. Ad accusarlo è una 25enne che lavora come artiere (cioè come persona che nelle scuderie accudisce i cavalli e li cavalca negli allenamenti mattutini) e che lo accusa di averla violentata alla fine di una festa la notte del 17 febbraio a Cagnes sur Mer vicino a Nizza: assieme a Boudot è indagato anche un altro fantino, Pierre Bazire, per il quale l'indagine ipotizza (insieme a un'altra persona) un ruolo prima nel non aver denunciato l'accaduto e poi in un tentativo di subornare un testimone.

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Entrambi respingono con sdegno le accuse. Il punto, però, è che il racconto della ragazza di adesso descrive una dinamica che è l'esatta fotocopia di quella denunciata due anni fa da un'altra amazzone, la figlia di un allevatore che già aveva accusato Boudot di averla stuprata la notte tra il 18 e 19 agosto del 2015 dopo le corse a Deauville: la festa in un night, le avances respinte, poi un amico che offre una coppa di champagne, la sensazione che dentro fosse stata disciolta qualche sostanza, da allora in poi soltanto flash di memoria, momenti di consapevolezza di una aggressione sessuale prima nell'auto del jockey e poi su un divano a casa del fantino.

 

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Assonanza che è ovvio venga ora letta in maniera diametralmente opposta dai due team legali. Per l'avvocato Justine Devred, che assiste la ragazza, è la prova che il fantino ha sempre lo stesso modo di operare, e che «ha il comportamento di un ragazzo che non conosce la parola "no"». Per il difensore di Boudot, Florence Gaudilliere, invece non soltanto si tratta di donne che avevano una normale e consenziente relazione con il jockey, ma l'analogia dei due racconti è il segno che «questa seconda nuova denuncia è stata orchestrata per servire da supporto alla prima», in un progetto di calunnia ai danni del fantino finalizzato a lucrarne poi pretesi risarcimenti.

 

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Una bella grana per France Galop, l'istituzione che organizza e gestisce le corse in Francia, proprio alla vigilia domani all'ippodromo di Chantilly della prima classica stagionale, la «Poules d'Essai des Poulains» (l'equivalente in Inghilterra delle «2000 Ghinee» o in Italia del «Premio Parioli»), dove Boudot avrebbe dovuto interpretare il favorito purosangue inglese St Mark' s Basilica. France Galop ha sospeso sì Boudot e Bazire ma solo per due giorni, dando loro tempo di presentare controdeduzioni entro ieri. Poi deciderà se prolungare o no l'appiedamento, tenendo presente da un lato «il fatto che i due fantini proclamino la propria innocenza», e dall'altro «la gravità delle accuse e la necessità di tutelare l'immagine delle corse».

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