tregua gaza striscia israele netanyahu

RITORNO TRA LE MACERIE DI GAZA – MIGLIAIA DI FAMIGLIE PALESTINESI SI STANNO MUOVENDO DAL SUD DELLA STRISCIA VERSO GAZA CITY, DOPO CHE L'ESERCITO ISRAELIANO SI È RITIRATO – SECONDO L'ACCORDO SIGLATO IN EGITTO E RATIFICATO DAL GOVERNO DI TEL AVIV, ADESSO HAMAS HA 72 ORE PER IL RILASCIO DI TUTTI GLI OSTAGGI VIVI, CHE DOVREBBERO ESSERE VENTI – NETANYAHU AVVERTE: “HAMAS HA ACCETTATO L'ACCORDO SOLO QUANDO HA SENTITO LA SPADA ALLA GOLA. E LA SPADA È ANCORA LÌ. SE IL PIANO NON SARÀ REALIZZATO IN MODO PACIFICO, SARÀ RAGGIUNTO CON LA FORZA…”

IDF, COMPLETATO IL RITIRO SECONDO IL PIANO

gaza city

(ANSA) - L'Idf annuncia di aver completato il ritiro a Gaza come previsto dall'accordo.

 

IN MIGLIAIA TORNANO VERSO GAZA CITY, DOPO RITIRO DELL'IDF

(ANSA) - TEL AVIV, 10 OTT - Migliaia di famiglie si stanno muovendo dal sud della Striscia a Gaza city dopo che l'esercito israeliano si è ritirato da via Rashid. Lo riferiscono fonti di Gaza e lo mostrano i video sui social.

 

HAMAS HA ADESSO 72 ORE PER LIBERARE GLI OSTAGGI VIVI

IL RITIRO DELL ESERCITO ISRAELIANO A GAZA - LA MAPPA PUBBLICATA DA TRUMP .

(ANSA) - TEL AVIV, 10 OTT - Secondo l'accordo siglato in Egitto e ratificato questa notte dal governo a Gerusalemme, e dopo l'avvenuto ritiro dell'Idf verso la Linea Gialla, Hamas ha adesso 72 ore - a partire dalle 12 locali - per il rilascio di tutti gli ostaggi vivi ancora a Gaza, che dovrebbero essere venti.

 

NETANYAHU, HAMAS HA ACCETTATO L'INTESA CON LA SPADA ALLA GOLA

(ANSA) - TEL AVIV, 10 OTT - "Hamas ha accettato l'accordo solo quando ha sentito la spada alla gola. E la spada è ancora lì.

 

Hamas ha accettato l'accordo dopo che il piano Trump, su cui ho concordato con il presidente a Washington, lo ha isolato a livello internazionale in modo senza precedenti". Lo ha affermato Benyamin Netanyahu in una dichiarazione ai media.

 

NETANYAHU, 'SE PIANO NON SARÀ RAGGIUNTO, CI SARÀ GUERRA'

STEVE WITKOFF - BENJAMIN NETANYAHU - JARED KUSHNER

(ANSA) - TEL AVIV, 10 OTT - "Stiamo stringendo Hamas da ogni lato in vista delle prossime fasi del piano, che prevede il suo disarmo completo e la smilitarizzazione di Gaza. Se ciò sarà raggiunto in modo pacifico, tanto meglio. Se no, sarà raggiunto con la forza". Ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione ai media.

 

LE ARMI, I DETENUTI, IL RITIRO. COSA DICE L’ACCORDO

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Israele e Hamas si sono piegati, per ora, ad una pressione senza precedenti. Da un lato l’ultimatum di Donald Trump simile a un ordine esecutivo articolato in una ventina di punti. Dall’altro il peso dei mediatori regionali, ossia Qatar, Egitto, Turchia mobilitati per spegnere l’incendio. Anche l’Iran, punto di riferimento dell’asse radicale, si è espresso in modo favorevole. [...]

 

Disarmo

gaza city

Hamas deve (dovrebbe) cedere le armi. In una seconda fase, ha detto Trump. Passo costoso e sofferto per un movimento che ha nel suo nome il termine «resistenza». In questi giorni i dirigenti hanno parlato di consegna parziale, insistendo sulla necessità di mantenere i mezzi per difendersi. In realtà c’è poca differenza visto che parliamo dello stesso «arsenale».

 

[...]  Secondo alcune stime, conta ancora su oltre 11 mila militanti (forse di più) ma ha perso il 90% degli ufficiali e il 97% di razzi. Resta sempre il mistero dei tunnel: quanti ve ne sono ancora? Per alcuni molti, una valutazione (imperfetta) che si basa su analisi belliche e affermazioni propagandistiche.

 

marwan barghouti 3

Gli esperti hanno sottolineato che il pragmatismo dei capi — ok, accettiamo le condizioni dettate dalla Casa Bianca e limate dai negoziatori — è bilanciato dalla posizione dei miliziani addestrati alla lotta a oltranza. Abbandonare il kalashnikov equivale ad una resa e, stando a recenti indiscrezioni, questa nuova «leva» sarebbe stata contraria a cedere.

 

C’è poi un secondo aspetto tecnico su chi debba raccogliere gli equipaggiamenti. Una delle ipotesi prevede che sia una forza di stabilizzazione multinazionale a farsene carico. Esperienze in altri conflitti raccontano che se c’è volontà è possibile mettere da parte i mitra e le bombe, così come esiste un lato segreto, con casse ben nascoste.

 

Ritiro

gaza city

L’intesa prevede un ritiro per tappe da parte di Israele. Nelle richieste di Hamas, il risultato finale deve essere uno sgombero totale ma, intanto, lo Stato ebraico ha precisato che manterrà al momento il controllo del 53% del territorio.

 

E non è stato fissato un calendario preciso. Facile comprendere come il mancato disarmo o un’occupazione prolungata possano diventare il motivo per una ripresa delle ostilità.

 

Prigionieri

STEVE WITKOFF E JARED KUSHNER CON BENJAMIN NETANYAHU -

Nel grande baratto Hamas ha inserito la consegna dei resti di Yahya e Mohammed Sinwar, idea subito respinta dall’avversario.

 

Sempre la fazione ha richiesto il rilascio di alcune figure chiave: Marwan Barghouti, prigioniero-simbolo e dirigente del Fatah; Ahmad Sadat, segretario del Fronte popolare, laico, accusato di aver pianificato l’omicidio di un ministro nel 2001; Hassan Salameh e Abbas El Sayed, operativi di Hamas ispiratori di attentati suicidi.

 

Per Israele la loro liberazione vorrebbe dire violare una linea rossa, mentre agli occhi dell’avversario tirar fuori gli ergastolani dalle celle ha un doppio significato: dimostra di non abbandonare nessuno e trasmette un messaggio unificante alle altre formazioni. Proprio Barghouti ne è l’esempio. In base alle ultime informazioni gli israeliani hanno ribadito il no, al Jazeera ha riferito di trattative in corso.

 

Governo

l'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 6

Nella Gaza del futuro, secondo la «mappa politica», non c’è spazio per Hamas. Si parla di esecutivo tecnico, di organismo internazionale che deve sovraintendere, di un probabile contingente di pace. I regimi arabi e l’Occidente studiano opzioni, calcolano i fondi necessari, elaborano agende di influenza.

 

Il movimento conta sulle radici profonde create nella Striscia ed è convinto che, nonostante tutto, il tempo sia dalla sua parte .

l'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 2

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