milena gabanelli - truffe del trading online

ATTENTI ALLE FREGATURE A TRADING-MENTO! - MILENA GABANELLI FA I CONTI IN TASCA AI TRUFFATORI DEGLI INVESTIMENTI ONLINE: "L’ ACQUISTO E VENDITA DI AZIONI E TITOLI FINANZIARI FRUTTA ALLE BANDE CRIMINALI L’80% DEL "BOTTINO" DI TUTTE LE FRODI INFORMATICHE: 93 MILIONI DI EURO, SUI 116 COMPLESSIVI" - "LE VITTIME SONO PERSONE DI TUTTE LE ETÀ, DAI 30 AGLI 80 ANNI, CON UN BUON LIVELLO DI ISTRUZIONE O ADDIRITTURA CON COMPETENZE PROFESSIONALI SPECIFICHE..." - VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULLE TRUFFE DEL TRADING ONLINE

 

Estratto dell'articolo di Milena Gabanelli e Gianni Santucci per www.corriere.it

milena gabanelli truffe del trading online 1

 

Fra le truffe informatiche denunciate in Italia nel 2022, meno di una su cinque (il 18%) ha riguardato il trading online, ossia l’acquisto e vendita online di azioni e titoli finanziari. Ma […] ha fruttato alle bande criminali l’80% del «bottino» di tutte le frodi: 93 milioni di euro, sui 116 complessivi. Le denunce sono state 3.057: vuol dire che ogni vittima ha perso più di 30 mila euro.

le truffe informatiche in italia nel 2022

 

Questi sono i dati del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, […] i dati sono elaborati sui «mattinali» della polizia postale: mancano dunque le denunce fatte a Guardia di finanza e carabinieri, oltre quelle trasmesse direttamente alle Procure. La percezione è che lo scenario […] sia molto più ampio.

 

IL GIRO D’AFFARI NERI

L’ipotesi prende corpo entrando nell’ufficio del procuratore aggiunto Eugenio Fusco, capo del dipartimento della Procura di Milano che si occupa di truffe e reati informatici. Tra 2019 e ottobre 2022, sul tavolo del dottor Fusco sono arrivate oltre 300 denunce […] Da novembre 2022 a oggi però, in soli otto mesi, di nuove denunce ne sono arrivate circa 200. Questo conferma che l’ambito criminale è in espansione. E che i danni sono altissimi: i bonifici trasmessi dalle vittime ai falsi broker quasi mai, nel complesso, sono sotto i 100 mila euro. Spesso anche di più, con punte di 250/300 mila euro.

 

il profilo delle vittime delle truffe del trading online

LE VITTIME

E qui emergono due vulnerabilità. Una riguarda chi deve fare le indagini: dato che i truffatori sono all’estero, le chiamate vengono fatte da computer con alti livelli di «schermatura», pure i conti sono tutti esteri […] impostare un’inchiesta che arrivi ad arrestare i truffatori e recuperare i soldi è molto complicato.

 

milena gabanelli truffe del trading online 2

Secondo punto debole: dall’analisi delle vittime milanesi, si trovano persone di tutte le età, dai 30 agli 80 anni, spesso (oltre che con un certo patrimonio) con un buon livello di istruzione, o addirittura con competenze professionali specifiche (dirigenti, impiegati di banche, commercialisti). […]

 

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La promessa di rendimenti del genere, che arrivano quasi al raddoppio del capitale investito in pochi mesi, dovrebbe già far nascere un dubbio e far scattare il caposaldo dell’arma di contrasto più efficace: la prevenzione. Spiega Eugenio Fusco: «La truffa richiede, perché si realizzi, la cooperazione della vittima. Maggiormente, si potrebbe dire, nel “trading on line”, in cui il contatto è solo virtuale ed è il truffato a operare sul proprio conto. […]

 

Specialmente se la repressione, come in questo genere di truffe, è inefficace, occorre puntare sulla prevenzione, che è prima di tutto informazione». […]

 

truffe del trading online

LE TRE FASI DELL’INGANNO

Si può prendere come esempio una delle ultime denunce fatte a Milano (omettendo i dati sensibili). Ne basta una, perché tutte le truffe sul trading online, tranne che per minimi dettagli, seguono una struttura assolutamente identica. In questo caso la vittima è un commercialista vicino alla pensione. Il copione di questi investimenti «a rendimento strabiliante» si può suddividere grosso modo in tre fasi.

 

La prima, decisiva, è l’aggancio. A settembre 2021, l’uomo riceve una telefonata. Il numero ha prefisso +44 (Regno Unito). Parla il rappresentante di una società di brokeraggio. Attenzione: chi telefona, sempre, ha grandi competenze tecnico-finanziarie ed eccezionali capacità di persuasione, da venditore. Propone un piano di investimenti e, stimolato l’interesse, spedisce una documentazione all’apparenza perfettamente credibile. Documenti di identità, prospetti economici, contratti, piani di rendimento, specifiche sulle commissioni. La società (in questo caso «Px Fintech Limited») ha sempre un sito ben costruito e dettagliato. Di nuovo, attenzione: tutto sembra in regola. La proposta è sempre di partire con una piccola somma, di solito 250 euro, e poi iniziare a vedere il rendimento (che sarà da subito poco plausibile, del tutto fuori mercato).

 

I PUNTI DEBOLI

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Uno scenario all’apparenza perfetto, ma che (con un po’ d’attenzione) presenta molti punti deboli: […] si può provare a richiamare il numero. Quasi sempre si tratta di utenze che non possono ricevere (richiamando, ci trova di fronte a: «Il numero non è attivo»), i contatti proseguono poi quasi sempre su “Whatsapp”. Semplice domanda: quale seria società di investimenti lavora con telefoni «a scomparsa»? Se capita, di certo dovrebbe far diffidare.

 

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Possibilità seguente, un po’ più laboriosa: mettersi a verificare con ricerche online se la società ha l’autorizzazione della Consob a operare in Italia (sia con una succursale, sia senza). Se l’azienda non compare nell’elenco, quanto meno non è autorizzata. […] per il bene di tutti, la società andrebbe segnalata alle autorità o alla stessa Consob (che spesso fa oscurare i siti e li inserisce in una sorta di black list).

truffe del trading online

 

I RENDIMENTI SCHIZZANO

Nella storia che stiamo raccontando, il commercialista manda i 250 euro, con i documenti d’identità, e apre il suo «profilo investitore». Da qui, inizia la seconda fase della truffa, quella dello «spolpamento». La prima somma che la vittima decide di investire è 25 mila euro. Nel complesso, tra ottobre 2021 e gennaio 2022, l’uomo invia una dozzina di bonifici per totali 160 mila euro. […] il «cliente», consultando il proprio profilo sul sito della società, in tutto e per tutto assimilabile a quello di un home banking (falso), vede i suoi rendimenti crescere.

 

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A un certo punto cambia il consulente: il nuovo sostiene di occuparsi della seconda fase del programma, invia i propri documenti (tedeschi, all’apparenza sempre perfetti), e spiega che tutto il patrimonio è ora depositato su conti della Royal bank of Scotland (di cui allega certificati contraffatti). Fino a marzo 2022, il cliente truffato «investe» altri 130 mila euro […]

 

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In questa lunga fase, in ogni passaggio (sarebbe meglio farlo il prima possibile), si può smontare la truffa con una semplice richiesta: iniziare a rientrare, chiedere la restituzione del capitale e di una parte dei «guadagni». In alcuni casi, le vittime hanno ricevuto piccole somme, qualche migliaio di euro, nulla rispetto a ciò che avevano sborsato. Ma era solo un tentativo di prendere tempo per ottenere nuovi «investimenti». Comunque, capitale e rendimenti restano «bloccati» (in realtà: il capitale è già sparito, i rendimenti non sono mai esistiti). E così, inizia la terza fase, quella del disperato tentativo di recupero. Che presenta nuovi rischi.

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TASSE E RECUPERO

Alla fine del caso preso in esame, la vittima ha versato 290 mila euro: sul suo «profilo cliente», grafici e tabelle (tutto finto) mostravano un saldo di 540mila. […] Alla richiesta di incassare, il copione della truffa prevede sempre due passaggi. Il primo: un nuovo consulente spiega che, per la legislazione estera (di solito inglese), bisogna pagare tra il 20 e il 25 per cento di tasse per sbloccare le somme sul conto. Qualcuno risponde: tenete la quota di tasse dai miei interessi, e mandatemi il resto.

 

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Logico, banale. Ma i «consulenti» obiettano che non è possibile: bisogna prima fare un ulteriore bonifico per le tasse. È un momento psicologico drammatico: perché la vittima teme di essere stata truffata, ma la psiche cerca di attaccarsi a una possibilità del tutto inverosimile, pur di rientrare. Anche in questo caso, il consiglio è: smettere di pagare. Ed è quel che ha fatto il commercialista protagonista di questa vicenda. S’è trovato così di fronte all’ultimo, spietato passaggio di queste truffe.

 

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Chiama un altro «addetto della società», spiegando che il suo primo collega era un truffatore, e che lui può far partire un’azione legale per recuperare il capitale. Anche qui, chiede di anticipare le spese legali. A questo punto non serve spiegare che, anche in quest’ultimo momento, non bisogna versare più nulla. Purtroppo alcune vittime hanno rovinato famiglie pagando fino a quest’ultima richiesta: facendo debiti, chiedendo prestiti ad amici e parenti.

 

TRADING ONLINE

Conclude Fusco: «Sono trascorsi vent’anni dal caso Parmalat, affatto diverso dal trading on line, ma con un tratto in comune: la promessa di guadagni superiori a quelli di mercato cela sempre un rischio elevato e potrebbe costituire un raggiro. Dunque, è importante tenere sempre alta la guardia. In ogni caso, se qualcuno con una telefonata o una mail vi chiede soldi: “take your time”. Basta staccarsi dalla comunicazione in corso per comprendere che c’è qualcosa che non funziona nell’operazione che vi viene sollecitata».

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