massimo giletti non e larena mosca maria zakharova alessandro sallusti

"A GILETTI INTERESSANO LE 'VERITA' ALTERNATIVE' IN UN MIX DI SPIRITO ANTISISTEMA E INSEGUIMENTO DI QUELLO CHE PUO' FARE AUDIENCE" - PANARARI DISTRUGGE LA MISSIONE MOSCOVITA DI GILETTI: "CI HA FATTO ASSISTERE A UN CIRCO BARNUM ALL'ENNESIMA POTENZA. UNO ZIBALDONE DI DISINFORMAZIONE E SPETTACOLARIZZAZIONE" - "REPUBBLICA" INFIERISCE: "UNA DEBACLE GIORNALISTICA DI DIMENSIONI PLANETARIE. LA PORTAVOCE DI LAVROV HA INFILZATO GILETTI COME UN PUPAZZO"

 

1 - MINIMUM PAX

Luca Bottura per “la Stampa”

 

alessandro sallusti massimo giletti myrta merlino by macondo

In una nota molto amichevole, l'ambasciata russa ringrazia Massimo Giletti per essere stato ospite, l'altra sera su La7, della trasmissione condotta da Maria Zakharova.

 

2 - GILETTI VA NELLA TANA DELL'ORSO MA FINISCE SUONATO DAI PUTINIANI

Massimiliano Panarari per “la Stampa”

 

«Senza promozione succede qualcosa di terribile: niente!». Questa massima di P.T.

Barnum deve proprio essere una delle stelle polari di Massimo Giletti, mattatore senza pari di un modo di fare tv che non va tanto per il sottile.

 

Difatti, preceduta da un intenso battage promozionale, l'ultima puntata stagionale di Non è l'Arena è andata in onda da Mosca. Dopo le polemiche su quella in collegamento da Odessa, sarebbe stato opportuno un sovrappiù di cautela; e, peraltro, da nessuna parte tranne che da noi si sente l'esigenza di una specie di par condicio tra gli invasori russi e gli aggrediti ucraini, ma tant' è. E, così, è stata apparecchiata una serata di quelle da far leccare i baffi a rossobruni e putitaliani (e, più in generale, al vasto popolo nazionale dei «Putin-comprensivi»).

massimo giletti da mosca

 

Anche perché, come noto, dai vaccini alla politica interna, a Giletti interessano assai le cosiddette «verità alternative», in un mix di spirito antisistema, (malinteso) pluralismo e instancabile inseguimento di tutto quello che può far impennare l'audience. Al prezzo di farsi (spesso) prendere la mano dal sensazionalismo e dalla ricerca ossessiva dello scoop, appunto come ieri, con il risultato di averci fatto assistere a una trasmissione che, decisamente, «Non è stata un'Arena», ma un Circo Barnum all'ennesima potenza. Una pagina di televisione che resterà agli annali per l'autentica insurrezione sollevata in quei settori dell'opinione pubblica che vorrebbero informazione documentata anziché uno zibaldone, variamente miscelato, di disinformazione-disordine informativo-spettacolarizzazione sfrenata.

 

massimo giletti maria zakharova

E che verrà ricordata per "effetti collaterali" come l'indignazione di un insorgente Alessandro Sallusti che, disgustato dalle continue finestre di opportunità regalate alla peggiore propaganda del Cremlino, se n'è andato in diretta, diventando repentinamente l'idolo (pure a sinistra) di tutti coloro che hanno a cuore la libertà e sono sgomenti di fronte alla brutalità russa.

 

A farlo (giustamente) sbottare è stato il lunghissimo soliloquio di Maria Zakharova, la portavoce di Lavrov e teorica delle fake news come strumento di governo, collegata - chissà perché - via Skype, che si è prodotta nel consueto repertorio di falsità, improperi e minacce contro le democrazie occidentali.E, non paga dell'allucinante quasi monologo di un'ora, si è messa pure a insolentire il malcapitato (a Mosca) Giletti, affiancata - perché gli agit-prop del putinismo sono come le ciliege per certi programmi televisivi, una tira l'altra - dal «megafono dello zar» Vladimir Solovyev (e, sorta di "ufficiale di complemento", dal «politologo ucraino» duramente anti-Zelensky Vasilj Vakarov).

massimo giletti da mosca

 

Insomma, la missione pacifista - che qualcuno, magari, con una punta di sarcasmo, ribattezzerebbe "pacifinta" - si è risolta in una Caporetto mediatica. Con tanto di mancamento, dal quale, per fortuna, il conduttore si è ripreso, anche se è stato comprensibilmente costretto a spostarsi dalla Piazza Rossa a una location al coperto. Di sicuro, un lenitivo all'accaduto sarà per lui il tweet solidale di Matteo Salvini (che avrebbe gradito molto farlo eleggere sindaco di Roma), a cui è unito da una visione politica incline (diciamo...) al populismo. Insomma, Giletti è andato nella tana dell'orso per suonare lo spartito del dialogo, ma è ritornato suonato dai putiniani. E, dunque, ci sarebbe tanta materia per riflettere...

tweet su giletti in diretta da mosca 2

 

3 - LA DÉBÂCLE DI GILETTI CONDUTTORE-AGNELLO NELLA TANA DEL LUPO

Sebastiano Messina per “la Repubblica”

 

Era facile profetizzare che sarebbe stata una pagliacciata acchiappa- audience, la missione moscovita di Massimo Giletti. Ma che la trasferta russa di "Non è l'Arena" si trasformasse in una débâcle giornalistica di dimensioni planetarie, onestamente non l'aveva previsto nessuno.

 

E ora è impossibile non provare tenerezza per il povero Giletti, baldanzosamente partito per Mosca con l'aria di uno che non ha paura di andare nella tana del lupo con la francescana speranza che le parole dolci di un seduttore televisivo avrebbero convinto la furbissima portavoce di Lavrov a rivelargli la segreta via per la pace, e poi infilzato come un pupazzo dalla feroce bionda del Cremlino.

tweet su giletti in diretta da mosca 3

 

Perché purtroppo quello che doveva essere il pezzo forte della puntatona moscovita, l'intervista di quasi un'ora a Maria Zakharova, è diventato con impressionante progressione una scena sadomaso in cui l'intervistata si divertiva a schiaffeggiare l'intervistator cortese venuto da lontano. Lui la definiva, con tono ammirato, «la donna che ha rivoluzionato il modo di comunicare », la presentava come «una delle figure più importanti del sistema politico russo», e lei lo liquidava sprezzante: «Lei semplifica troppo: i bambini parlano così ».

tweet su giletti in diretta da mosca 1

 

Lui si cospargeva il capo di cenere, chiedendo perdono per l'Italia, per l'Europa e per l'Occidente tutto («Anche noi siamo ipocriti», «Non abbiamo voluto vedere», «Abbiamo sicuramente le nostre colpe») e lei lo ripagava con il sarcasmo: «Lei parla come se fosse arrivato una settimana fa sul pianeta Terra». E più lui insisteva a cercare di prenderla con le buone («Lei ha ragione», «Faremo il mea culpa», «Io non le sto dando torto»), più lei calcava la punta del tacco sulla sua schiena: «Quello che dice mi fa ridere», «La sua frase dimostra che lei non ha capito nulla del Donbass », «Dovete vergognarvi».

myrta merlino urla massimoooo a giletti

 

Il malcapitato è andato avanti per quasi un'ora, come se quella stesse perculando un altro, senza purtroppo riuscire a strapparle non diciamo una notizia ma una sola parola sui massacri di Bucha e di Mariupol. Per fortuna sono arrivati i due interventi dallo studio italiano. Quello di Myrta Merlino, che ha avvertito i telespettatori che avevano appena assistito «all'opera di una perfetta esponente della propaganda russa, che è stata capace di tirare in ballo perfino Johnny Depp senza mai rispondere a una sola domanda». E quello - da applausi - di Alessandro Sallusti, che accortosi di essere davanti a «un asservimento totale alla peggiore propaganda», s' è alzato e se n'è andato «per non fare la foglia di fico in questa sceneggiata ».

 

alessandro sallusti massimo giletti 1

Due mazzate - meritatissime - alla trasmissione che hanno fatto passare in secondo piano persino lo svenimento in diretta del conduttore in trasferta («Oddio Massimo! »), poi liquidato come «un mancamento dovuto al calo degli zuccheri » dall'interessato, rientrato in studio per completare l'opera intervistando il più putiniano dei conduttori russi, Vladimir Solovyev, e un politologo ucraino nel ruolo dell'altra campana. Dopo tre ore abbondanti, la sigla finale lasciava in piedi solo una domanda: si poteva fare peggio? No, non si poteva.

LEGGI ANCHE: 

 

 

 

 

Articoli correlati

TUTTI I CONDUTTORI DE LA7 IN RIVOLTA CONTRO MINIMO GILETTI PER LA SUA FIGURACCIA (EUFEMISMO) DI IERI

PIU\' CHE INVASORE, INVASATA - CHI E\', CHI NON E\' E CHI SI CREDE DI ESSERE MARIA ZAKHAROVA...

SUCCEDE DI TUTTO A \'NON E L'ARENA\':GILETTI IN DIRETTA DA MOSCA INTERVISTA (VIA SKYPE) E...

GRASSO: SE GILETTI MI AVESSE CHIESTO UN CONSIGLIO, GLI AVREI SCONSIGLIATO IL VIAGGIO IN RUSSIA

 

MASSIMO GILETTI A MOSCA CON SOLOVYEV DOPO IL MANCAMENTOmassimo giletti maria zakharova 1massimo giletti massimo cacciari massimo giletti da mosca. maria zakharova 1 giletti a mosca mememassimo giletti da mosca 1 maria zakharova ospite di giletti massimo giletti maria zakharova massimo giletti da mosca

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani pier silvio berlusconi marina

DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA SALVINI, RELEGATO SULLO SFONDO DELLA CONFERENZA STAMPA, LIMITANDOSI A MOLLARE UN PAIO DI SILURI XMAS NEL FONDOSCHIENA DEL VICE SEGRETARIO DEL CARROCCIO, ROBERTINO VANNACCI – MA NEL SUO ATTUALE CORSO ACCELERATO DI DEMOCRISTIANERIA APPLICATO ALLA REALPOLITIK, LA DUCETTA HA FATTO UN MONUMENTO DI SALIVA A QUEL ‘’MIRACOLO’’ BIPEDE DI ANTONIO TAJANI – UN MESSAGGIO DIRETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI CHE, UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ANNUNCIA IL “LARGO AI GIOVANI”: CARA MARINA, DOLCE PIER SILVIO SU, FATE I CARINI, NON MI FATE FUORI L’UNICO SEGRETARIO DI PARTITO ORGOGLIOSO DI ENTRARE A PALAZZO CHIGI CON IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO… MA DOVE LO TROVO UN ALTRO MAGGIORDOMO COSÌ? GIÀ HO TRA I PIEDI QUEL ROMPICOJONI NON-STOP DI SALVINI…”

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

matteo salvini giorgia meloni donald trump

IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)