TRA MOGLIE E MARITO, NON METTERE IL… LIDO – SCENE DA TRAGICOMMEDIA ALL’ITALIANA ALLO STABILIMENTO “LA LANTERNA” DI TRIESTE, ANCHE NOTO COME “EL PEDONCIN”, L'UNICA SPIAGGIA IN EUROPA DOVE GLI UOMINI SONO DIVISI DALLE DONNE – TUTTO È INIZIATO QUANDO A UNA COPPIA DI TURISTI, EVIDENTEMENTE IGNARI DELLE REGOLE (E DEL MURO CHE SEPARA I DUE SETTORI), È STATO DETTO CHE DOVEVA SEPARARSI. I DUE HANNO RISPOSTO INDIGNATI: “VIVETE NEL MEDIOEVO, BUZZURRI SESSISTI! QUESTA È UNA DISCRIMINAZIONE DI GENERE” POI LA DISCUSSIONE E' SFOCIATA IN UNA RISSA, CHE È STATA INTERROTTA DAGLI ADDETTI DELLO STABILIMENTO – SUI SOCIAL È PARTITO "ER DIBBBATTITO", TRA CHI RIVENDICA IL RISPETTO DELLE REGOLE E CHI LE HA PARAGONATE CON QUELLE DEI PAESI MUSULMANI: “QUI È TRADIZIONE, LÌ È OPPRESSIONE…”
Francesco De Filippo per l’ANSA
stabilimento alla lanterna - pedoncin - trieste
Bella città Trieste. Generosa, accogliente, curiosa, ma guai a toccarle le tradizioni (e qualche stranezza), perpetuate gelosamente; caratteristiche che contribuiscono a rafforzarne il fascino e la attrattività. Dunque, tacciare la città e i suoi cittadini di essere "medievali" suona ingeneroso, significa non aver ben compreso né lo spirito del luogo né quello della città.
E invece proprio "medievale" è stata il duro epiteto rivolto alla città da una coppia di turisti italiani capitati evidentemente per caso, "Alla Lanterna", lo stabilimento balneare, in centro città.
Il "Pedocìn", come tutti i triestini chiamano familiarmente quello stabilimento (comunale, biglietto di ingresso 1,20 euro) ha una peculiarità: è l'unico luogo balneare in Europa dove i maschi sono divisi dalle donne, un alto muro separa i due settori e per chi proprio non può farne a meno, in acqua, lì dove finisce il muro, si può incontrare con qualcuno dell'altro sesso.
"Alla Lanterna", a dispetto del fatto che il luogo non sia particolarmente attraente dal punto di vista paesaggistico, viste anche le grandi navi che transitano poco distante, per i triestini è un luogo intoccabile.
La coppia di turisti non sapeva forse che a pochi metri c'è un altro lido, "Ausonia", dove non ci sono limitazioni, così come dall'altro lato della città, a Barcola, dove vige un'altra tradizione: migliaia di triestini si riversano sul marciapiede lungomare, è la loro spiaggia. E più in là, lungo la Costa dei Barbari, c'è il primo campo nudista d'Italia (non ufficialmente autorizzato), a testimoniare che considerare Trieste retriva e bigotta è un errore clamoroso.
Comunque, le regole del Pedocìn non sono piaciute alla coppia uomo-donna di turisti. I due si erano sistemati nel settore maschile, dunque una bagnante triestina, come spesso accade, ha fatto loro notare che dovevano separarsi.
Un richiamo male accolto, con la coppia che ha ribattuto sul fatto che il rimprovero era espresso da una donna che si trovava nel comparto maschi. A nulla è servito spiegare le deroghe che consentono alle donne madri di maschi disabili - come è il caso della signora in questione - di badare ai figli nel settore maschile.
"Vivete nel Medioevo. La vostra città non è italiana, ma una città di buzzurri sessisti che ancora divide la spiaggia tra uomini e donne, questa è una discriminazione di genere... vergognatevi", hanno accusato i turisti.
Il diverbio era cominciato con una discussione ma è sfociato in una violenta lite e in un parapiglia ai limiti dell'aggressione, anche con qualche spintone, fino a quando sono intervenuti gli addetti dello stabilimento. Dopo la lite la coppia di turisti è andata via.
Subito dopo, sui social è esplosa la polemica a difesa della triestinità. Soprattutto quando qualcuno ha comparato la separazione di Trieste con quella delle spiagge dei Paesi musulmani: qui è tradizione, lì è oppressione, si legge in un post. (ANSA).
pedoncin di trieste 2
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