foggia - arresto di mohy abdel rahman

“GLI EBREI SONO SATANA, RICCHI E SEMPRE PRONTI ALLA GUERRA” - IL SEMINATORE D’ODIO ARRESTATO A FOGGIA, MOHY ABDEL RAHMAN, ERA UN AFFILIATO DELL'ISIS E INDOTTRINAVA IN ITALIANO GLI ALUNNI CON VIDEO DEL CALIFFO E STRATEGIE D'ATTACCO: "SPARATE CON I VOSTRI PROIETTILI, CON LE VOSTRE CINTURE ESPLOSIVE, FATE SALTARE IN ARIA I CORPI DEGLI INFEDELI”

Matteo Indice per “la Stampa”

 

Il maestro ha appena finito di magnificare il martirio nella battaglia di Badr (una delle prime e più simboliche vittorie militari dell' Islam) e le telecamere della polizia riprendono un allievo di otto anni che scatta in piedi: «Che bello, volevo esserci io là». Gli investigatori capiscono che la situazione sta andando fuori controllo, nel centro islamico «Al Dawa» di Foggia.

 

FOGGIA - ARRESTO DI MOHY ABDEL RAHMAN

Dove il presidente Mohy Abdel Rahman, 58 anni, nato in Egitto ma italiano grazie al matrimonio con una donna pugliese, indottrina nel fine settimana quindici studenti fra i 4 e i 10 anni. Sono a loro volta nati in Italia e però di cittadinanza perlopiù marocchina come i genitori, e di nuovo i video li mostrano in trance quando l' insegnante li plagia così: «Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate le loro teste. Occorre romperne i crani e bere il loro sangue per ottenere la vittoria».

 

Poi ribadisce che a uccidere il nemico di Maometto Abu Jahl «sono stati giovanissimi guerrieri di dodici anni. Avete capito? Avete capito?». Non manca l' invito a «rifiutare le feste» di Pasqua e Natale «e ricordate che gli ebrei sono satana, ricchi e sempre pronti alla guerra e abitano in fortezze». Soprattutto: «Sparate con i vostri proiettili, con le vostre cinture esplosive, fate saltare in aria i corpi degli infedeli, degli atei, dei tiranni arabi e non dimenticate le bombe, che provocano maggiori disastri e atrocità, il modo migliore per ricevere la benevolenza divina». E per la fabbricazione diffondeva istruzioni piuttosto dettagliate.

FOGGIA - ARRESTO DI MOHY ABDEL RAHMAN

 

I SOLDI SOSPETTI

Mohy Abdel Rahman ieri è finito in carcere per associazione terroristica internazionale e istigazione a delinquere, e il suo istituto è sotto sequestro come 370 mila euro suddivisi fra tre conti correnti. I depositi erano alimentati con la «zakat», la raccolta tra i fedeli. E usati secondo i finanzieri del Gico, che hanno curato gli accertamenti patrimoniali, non soltanto per foraggiare i seminari di lingua e cultura araba. Altre due persone sono state perquisite: la compagna del predicatore, Vincenza Barbarossa di 79 anni (indagata solo per reati fiscali) e un frequentatore di «Al Dawa».

 

Ai poliziotti della Digos di Bari, guidati da Michele De Tullio, comincia a farsi chiaro che Abdel Rahman sta deragliando nel giugno scorso. È il momento in cui diviene quasi simbiotico il rapporto con Eli Bombataliev, «Ali Ceceno» nella rubrica del suo smartphone.

 

FOGGIA - ARRESTO DI MOHY ABDEL RAHMAN

È un invasato che oltre ad aver combattuto in Siria prese parte nel 2014, con altri aderenti all' Emirato del Caucaso, all' assalto della Casa della stampa a Grozny, 19 vittime. Bombataliev, proveniente dal Belgio e raccomandato da un imam somalo, è ospite di Abdel Rahman da due anni e lo arrestano il 5 luglio, mentre sua moglie Maria Kachmazova viene espulsa insieme ai fratelli albanesi Lusien e Orkid Mustaqui, residenti tra Potenza e Napoli che da loro erano indottrinati.

 

I GRUPPI SEGRETI

È evidente insomma che quello di Foggia sta lievitando in un epicentro fondamentalista e il suo leader mescola la suggestione degli adulti a quella dei bambini, mostrando pure la sequenza d' un gruppo di baby combattenti che minacciano di sparare a un prigioniero e questi si lancia dalla finestra. Alterna l' enfasi delle prediche ai sermoni via web, Twitter e WhatsApp dove crea i gruppi riservati «Nonni di Omar», «Le ragazze della famiglia» e «Tutta la famiglia».

 

Con il portale Justpaste.it ripesca ogni nefandezza postata da Isis e rimossa da YouTube. E il 2 febbraio, lo certifica un filmato, arringa 200 fedeli sostenendo che «annientare» gli sciiti sarebbe giusto, tornando sull' argomento l' 8 in una comunicazione con @fakerz111: «Chi vive qui o dove non c'è la sharia è un porco». In precedenza uno degli interlocutori prediletti lo metteva in guardia via chat: «Zio ti stai impegnando per farci andare in galera? Dobbiamo cancellare le cose che ci mandano dopo che le ascoltiamo o vediamo».

 

Perciò i pm della Dda barese Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio scrivono che la sua era ormai «una cellula organizzata per commettere attentati» e il giudice ordina l' arresto. «Gli studenti - dice ora un investigatore - saranno seguiti dai servizi sociali dopo una segnalazione al tribunale dei minorenni, i genitori vedevano in Abdel Rahman una guida e forse non avevano capito completamente». Forse.

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