travaglio facci

IL MURO DI BETTINO - TRAVAGLIO E FACCI SI DIVIDONO SUL RICORDO DI CRAXI E SE LE SUONANO A DISTANZA - IL DIRETTORE DEL “FATTO”: “AVEVA UN NOTEVOLE PATRIMONIO E SAREBBE ORA CHE QUALCUNO LO RESTITUISSE. IL BOTTINO SUI CONTI IN SVIZZERA NEL 1993 ERA DI APPENA 40 MILIARDI DI LIRE” - FACCI: “C’È ANCORA CHI PRETENDE DI STORICIZZARE LA FIGURA DI CRAXI UTILIZZANDO MATERIALE DI CANCELLERIA GIUDIZIARIA IL CHE, OGGI, SAREBBE COME PRETENDERE DI STORICIZZARE GIULIO CESARE SULLA BASE DELLE RUBERIE DI MARCO LICINIO CRASSO”

1 - MA MI FACCIA IL PIACERE

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per “il Fatto quotidiano”

 

marco travaglio

Via Craxi. "(Il sindaco di Hammamet, ndr) ha onorato il ricordo di Bettino a cui la città ha intitolato una brutta strada, una bretella di scorrimento" (Francesco Merlo, Repubblica, 19.1). L' ideale era una tangenziale.

 

Valori bollati. "Craxi fa parte del nostro patrimonio di valori" (Andre Marcucci, capogruppo Pd al Senato, 20.1). Più che altro, aveva un notevole patrimonio e sarebbe ora che qualcuno lo restituisse.

 

Il gesto. "Credo che Mattarella farà un gesto" (Stefania Craxi, 19.1). Quello dell' ombrello, si spera.

la tomba di bettino craxi ad hammamet

 

Percentuali. "Craxi supera Di Maio perfino in popolarità. Su internet è positivo il 42% dei commenti su Bettino contro il 37% di quelli su Gigino" (Renato Farina, Libero, 18.1). Pretende il 5% pure da morto.

 

MANI BUCATE - BETTINO CRAXI COME PADRE PIO BY SPINOZA

Disinteresse. "Posso testimoniare che poche altre volte nella vita ho avuto la fortuna di un' amicizia sincera e disinteressata come quella con Craxi" (Silvio Berlusconi, presidente FI , Tg2 Dossier, 12.1). E stavolta non deve neppure comprarsi il testimone.

 

Il dilettante. "Io ad Hammamet ci sarei pure andato: serve serenità di giudizio, lui interpretava la modernità. Come partito noi non ci siamo, storicamente all' epoca delle inchieste noi stavamo dall' altra parte, ma dopo vent' anni possiamo dire cosa ci fosse di buono, abbiamo il dovere morale e storico di farlo. Non c' è stato arricchimento personale" (Giancarlo Giorgetti, Lega, In mezz' ora, Rai3, 19.1). Il bottino sui conti in Svizzera nel 1993 era di appena 40 miliardi di lire. Mica 49 milioni di euro.

 

BETTINO CRAXI AD HAMMAMET

L'altruista. "Soldi ad antifascisti e anticomunisti. La sua internazionale. Il libro di Martini sulle missioni estere di Craxi" (Mattia Feltri, La Stampa, 16.1). Dunque, vediamo. I soldi agli antifascisti devono essere i 15 miliardi al partigiano Maurizio Raggio, inclusa la Porsche e l'"amica messicana" da 235mila dollari, per combattere in Centromerica, e gli 80 milioni di lire al comandante Bobo per lottare in una villa a Saint Tropez. Invece quelli agli anticomunisti sono senz' altro i 100 milioni al mese alla nota dissidente Anja Pieroni, più casa, albergo, servitù, autista e segretaria.

 

L'autogolpe. "Il libro dell' ex ministro Martelli. La grande coalizione degli affari che eliminò Craxi" (Corriere della sera, 15.1). Quindi si eliminò da solo.

 

filippo facci

2 - SU CRAXI SI SCRIVE ANCORA SENZA SERENITÀ

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

Bologna, 20 gennaio 2050 - Di seguito, in occasione del cinquantennale della morte di Bettino Craxi, pubblichiamo l' introduzione del quadrimestrale «Il Mulino» dedicato alla memoria dello statista, curato dallo storico E. Crisafulli.

 

La definizione di Bettino Craxi come «più energica personalità politica degli anni '80 in Italia», da noi sostenuta nel trentennale della morte del 19 gennaio 2030, a molti osservatori apparve troppo condizionata dalle rimozioni di chi, ancora in vita, preferì circoscrivere «l'affare Craxi» con riconoscimenti sbrigativi e avvolti da una sostanziale pietas: ma di ciò, allo storico, non gliene frega niente.

BETTINO CRAXI E CLAUDIO MARTELLI

 

In quell' occasione, come pure nel Ventennale del 2020, i giudizi delle forze politico/culturali apparvero ancora schiacciati sul presente e imbarazzati dal passato, anche perché ogni riconoscimento avrebbe implicato un profondo mea culpa che non avrebbe risparmiato la destra e la sinistra (all' unisono) e nondimeno la maggior parte dell'opinione pubblica degli anni Novanta.

 

1992. bettino craxi berlino 1 con luca josi

Il centrodestra, esattamente come la sinistra, liquidò il destino di Craxi a fatto giudiziario, e invocò la galera in piazza: sicché, ancora nel gennaio 2020, i distinguo prudenziali ebbero la meglio, ed esaltarono un Craxi meramente anticomunista che restava comunque un «gigante» rispetto a certi governi successivi; lo stesso Silvio Berlusconi, che come continuatore del craxismo si era già rivelato una ciofeca, in termini politici faticò a spiegare l'azione anticraxiana delle sue televisioni (1992-1994) e a giustificare il suo essersi recato ad Hammamet solo nel giorno dei funerali di Craxi.

1992. bettino craxi berlino 3 con luca josi

 

Per il Partito Democratico (ex Pds ed ex Pci) ogni riconoscimento fu ancora più problematico, tanto che per decenni non vi fu. Questo perché Craxi, anzitutto, fu il primo socialista che dopo Giuseppe Saragat osò sfidare l'egemonia del Pci sulla sinistra: riabilitare Craxi avrebbe insomma significato accoglierlo come padre putativo, avendo egli anticipato ogni visione piddina di almeno vent' anni. Gli storici sanno che il comunista Terracini, solo negli anni '70, riconobbe che Turati aveva avuto ragione nel 1921; e sanno che solo oggi viene data ragione al Saragat del 1947 (scelta filo-occidentale) e al Nenni nel 1956 (quando condannò la repressione sovietica in Ungheria).

 

1991. bettino craxi congresso nazionale bologna 2 con luca josi

Per Craxi è più complicato, perché l'elenco di ragioni sue e torti altrui sarebbe stato più imbarazzante. Con lui al governo, la sinistra di Berlinguer perse notoriamente il referendum sulla scala mobile, scelse di non schierarsi con gli Stati Uniti e flirtò, semmai, con i sovietici (che intanto puntavano missili nucleari contro l' Italia) e non volle trattare durante il rapimento di Aldo Moro: questo oltre a rifiutare ogni riformismo, che appunto restava un cavallo di battaglia di Craxi anche se oggi è ritenuto patrimonio della sinistra.

 

bettino craxi 1

Com' è noto, le posizioni del Pci su temi come mercato/imprese/liberalismo avrebbero condotto il Paese a un destino da paese dell' Est; già l' Unità del tardo ottobre 2015, pur senza nominare il leader socialista, pubblicò un intervento dell' 85enne Biagio De Giovanni secondo il quale Berlinguer, oggettivamente, aveva preso delle topiche colossali, tanto che aveva predetto il declino del capitalismo giusto prima «della più grande rivoluzione capitalistica di tutti i tempi», ammise il quotidiano gramsciano.

 

L'«eurocomunismo» berlingueriano, poi, si rivolse ad altri partiti comunisti europei e doveva essere un progetto marxista intermedio al leninismo e al socialismo, ma finì nel nulla, e alla fine non vi fu neppure una vera rottura con l'Unione Sovietica. Lo stesso partito della «questione morale» berlingueriana fu poi spiazzato dalla caduta mondiale del comunismo e riversò ogni risentimento in un'antipolitica primordiale che, a sua volta, non si riversò più in una pulsione rivoluzionaria, ma nel giustizialismo di Mani Pulite.

bettino craxi enrico berlinguer

 

IN QUEL 2030...

Soprattutto dopo il 2030, a seguito degli sforzi del capo dello Stato Giorgia Meloni di riportare la salma di Bettino Craxi in Italia, e dopo che molti protagonisti dell' epoca erano simpaticamente schiattati, la pacificazione si avviò a conclusione e la parola passò infine agli storici: anche se nessuno si ricordava più un cazzo.

 

bettino craxi

Da tempo era già nei testi scolastici che durante la guerra fredda i comunisti furono foraggiati da Mosca e da una base finanziaria autoctona (i festival dell' Unità, le cooperative rosse) mentre i democristiani confidavano sugli Usa e su Confindustria, cosicché a Craxi non restarono che i finanziamenti illeciti e le tangenti - con degenerazioni e arricchimenti che non lo riguardarono - e tuttavia la dinamica, condivisa, fu usata scientemente per brandire la questione morale come una clava per liquidare lo statista quale agente patogeno della politica italiana.

 

bettino craxi francesco cossiga

Oggi ciò è notorio: ma va ricordato che, ancora nel gennaio 2020, alcune minoranze descolarizzate pretendevano di storicizzare la figura di Craxi utilizzando materiale di cancelleria giudiziaria - aveva ancora un suo mercato, culturalmente residuale - il che, oggi, sarebbe come pretendere di storicizzare Gaio Giulio Cesare sulla base delle ruberie di Marco Licinio Crasso, o, ancora, come condannare la figura di Abramo Lincoln perché comprò parte dei voti che posero fine alla schiavitù negli Usa, o giudicare solo come «latitanti» o «condannati» anche Silvio Pellico o Giuseppe Mazzini, con Giuseppe Garibaldi qualificato come «confinato a Caprera».

 

IL SEME DEL CAMBIAMENTO

BETTINO CRAXI E PAOLO PILLITTERI

Appare invece evidente, oggi, che Craxi anticipò la cosiddetta Seconda Repubblica a dispetto di ogni inchiesta giudiziaria. Il seme del cambiamento l' aveva piantato lui, come i suoi scritti e la sua azione hanno dimostrato. Dobbiamo a Craxi anche il bipolarismo (Dc e Pci difendevano gli abbracci collusivi tra governo e opposizione) mentre oggi la logica dell' alternanza è pane quotidiano; dobbiamo a lui anche l' elezione diretta del segretario di partito che ai tempi, invece, era denunciata come «deriva plebiscitaria» proprio da chi, poi, cercò di imitare il modello americano delle primarie.

 

I cosiddetti «ragazzi di Berlinguer» furono gli eredi illegittimi del revisionismo craxiano, ma è chiaro che non l' avrebbero mai ammesso, sicché accesero odio sui morti e invidia sociale sui vivi. Rimovendo un passato imbarazzante, e cancellando Craxi, l' intera sinistra rimase senza anima né storia.

 

BETTINO CRAXI SILVIO BERLUSCONI

Fu molto più semplice, per i più, riconoscere che la democrazia italiana doveva essere riconoscente a Craxi per aver restaurato l'autorità dello Stato liberal-democratico, e per aver rivalutato l' immagine dell' Italia sulla scena internazionale, e per aver ripudiato ogni ideologia estremista (di sinistra e di destra) e persino per aver riformato, da laico, i rapporti tra Stato e Chiesa rimasti fermi al Fascismo. Resta invece da elaborare in sede storica - se ne riparlerà per il centenario della morte - il ruolo di Bettino Craxi nel furto della nota Fontana di Piazza Castello (Milano) e soprattutto nel surriscaldamento globale del Pianeta.

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…