NAPOLI BANG BANG! – DUE RAGAZZI, DI 20 E 21 ANNI, SONO RIMASTI FERITI IN MANIERA GRAVE LA SCORSA NOTTE NEL RIONE SANITÀ – SECONDO UNA PRIMA RICOSTRUZIONE, SONO STATI RAGGIUNTI DA COLPI D'ARMA DA FUOCO MENTRE VIAGGIAVANO IN SELLA A UNO SCOOTER – UNO DEI GIOVANI È STATO FERITO AL BRACCIO, L’ALTRO AL PETTO – L’IPOTESI DEGLI INQUIRENTI È QUELLA DI UN AGGUATO IN UNO SCONTRO TRA PICCOLE BANDE LOCALI PER…
SPARATORIA AL RIONE SANITA A NAPOLI
(ANSA) - NAPOLI, 18 GEN - Due ragazzi, di 20 e 21 anni, sono rimasti feriti, in maniera grave, stanotte nel rione Sanità di Napoli: secondo una prima ricostruzione dell'accaduto sarebbero stati raggiunti da colpi d'arma da fuoco mentre viaggiavano in sella a uno scooter in vico Lammatari.
Uno dei giovani è stato ferito al braccio, il secondo al petto. Entrambi sono stati soccorsi nell'ospedale Vecchio Pellegrini, nel centro di Napoli. Sono in corso indagini della Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e il movente del doppio ferimento.
Secondo le prime ipotesi, sarebbe riconducibile a contrasti tra piccole bande locali composte da giovani e giovanissimi la sparatoria avvenuta stanotte nel rione Sanità di Napoli dove sono rimasti feriti due giovani di 20 e 21 anni. Quello che ha avuto la peggio è il ventenne, raggiunto al petto dai colpi.
Al momento appare meno probabile l'ipotesi dell'agguato, che però rimane comunque in piedi. Nel 2024 nel corso di una sparatoria in centro tra giovani appartenenti a gruppi rivali di piazza Mercato e del quartiere Sanità rimase ucciso Emanuele Tufano, 15 anni, vittima del fuoco amico il 24 ottobre 2024.
Tufano morì proprio durante un raid effettuato dai ragazzi della Sanità nella zona del Mercato. In sua memoria venne successivamente eretto un altarino, poi rimosso dalle forze dell'ordine.
La morte di Tufano, legato da vincoli di parentela con un esponente della camorra locale, sarebbe anche stata alla base di una 'epurazione' interna al gruppo: un killer della famiglia malavitosa dei Sequino uccise per vendetta a colpi d'arma da fuoco il ventenne Emanuele Durante (che dalle intercettazioni risultò essere un capro espiatorio) in quanto ritenuto responsabile della morte di Tufano. Entrambi facevano parte dello stesso gruppo di giovani.

