regeni al sisi

NEGLI ULTIMI DUE MESI DI VITA, GIULIO REGENI È STATO MONITORATO, FILMATO E FOTOGRAFATO DALLA POLIZIA EGIZIANA O DAI SUOI INFORMATORI FINO AL SEQUESTRO - E’ CIO’ CHE HA RIVELATO IL PROCURATORE GENERALE EGIZIANO NABIL SADEK NELL’INCONTRO CON IL PROCURATORE DI ROMA GIUSEPPE PIGNATONE

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

LA FAMIGLIA REGENI E IL PROCURATORE EGIZIANO SADEKLA FAMIGLIA REGENI E IL PROCURATORE EGIZIANO SADEK

Negli ultimi due mesi di vita, Giulio Regeni è stato «monitorato» dalla polizia egiziana o dai suoi informatori fino alla vigilia del sequestro. Fotografato e filmato. I contatti tra le forze di sicurezza e il capo del sindacato dei venditori ambulanti (nonché confidente degli investigatori) Mohamed Abdallah, con cui Giulio aveva stretto rapporti, sono andati avanti fino al 22 gennaio scorso: tre giorni dopo il ricercatore friulano è stato sequestrato, torturato, ammazzato e abbandonato sul ciglio di una strada del Cairo.

Giulio RegeniGiulio Regeni

 

È stato lo stesso Abdallah, interrogato dai magistrati egiziani, a spiegare che «la polizia sembrava intenzionata a proseguire il monitoraggio di Regeni per vedere che comportamento avrebbe tenuto nei giorni intorno al 25 gennaio»: era l'anniversario della rivolta di piazza Tahir, una data simbolica e temuta dal regime del generale Al Sisi. Sembra una giustificazione offerta dal sindacalista per spiegare le notizie fornite su Giulio, anche dopo che la polizia e i servizi segreti avevano concluso che non era una persona pericolosa per la «sicurezza nazionale».

 

VIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENIVIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI

Il nuovo tassello di un difficile e ancora largamente incompleto mosaico è stato fornito dal procuratore generale della Repubblica egiziana Nabil Sadek nell' incontro con il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco. Terminato con un comunicato congiunto, nel quale si assicura che «la collaborazione continuerà attraverso lo scambio di atti d' indagine fino a quando non sarà raggiunta la verità in ordine a tutte le circostanze che hanno portato alla morte di Giulio Regeni».

 

In realtà le novità svelate ieri erano conosciute da tempo dagli inquirenti egiziani, anche prima del precedente «faccia a faccia» di settembre, ma evidentemente non è facile indagare sugli apparati di sicurezza; in ogni caso la Procura di Roma non può che insistere, con la determinazione mostrata fin qui, per conoscere il più possibile dell' inchiesta in corso, valutarne le mosse, fornire suggerimenti e svolgere accertamenti in proprio laddove è possibile.

 

paola regenipaola regeni

Al momento la pista innescata dalle denunce di Abdallah resta la più concreta e consistente, visto che la polizia gli chiese di realizzare un video dei suoi colloqui con Giulio, consegnato all' inizio del 2016 subito dopo il rientro di Giulio dalle vacanze di Natale. Ufficialmente l' interesse della polizia per il ragazzo italiano cessa il 14 gennaio, ma dopo quella data Abdallah ha continuato a chiamare esponenti dei servizi segreti locali, fino al 22; ricostruzioni divergenti che si potranno spiegare - forse - una volta acquisiti gli interrogatori degli investigatori egiziani.

 

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

Altrettanto importante sarà conoscere le versioni dei poliziotti coinvolti nella sparatoria in cui furono uccisi i presunti rapitori, e quelli che hanno trovato i documenti di Regeni, vicenda che «suscita interrogativi», come ribadisce il comunicato congiunto. Ma ci vorrà a tempo. Si procede a piccoli passi, nella speranza che non ci si fermi o addirittura non si torni indietro.

 

È la richiesta dei genitori di Giulio che martedì hanno incontrato il procuratore generale Sadek, al quale hanno mostrato alcune foto del figlio ritratto in momenti di felicità.

«Perché sappiate di chi vi state occupando», hanno sottolineato. «Vi chiedo di non fermarvi a qualche anello intermedio della catena», ha detto il padre, Claudio Regeni, al magistrato venuto dal Cairo.

 

' PER REGENI (ANSA)' PER REGENI (ANSA)

Che ha promesso verifiche «senza escludere nessuna direzione» per dare giustizia a «un ragazzo esemplare», non più considerato spia o spacciatore, bensì un «portatore di pace». L' avvocato della famiglia, Alessandra Ballerini, ha chiesto di poter accedere al fascicolo dell' indagine attraverso i suoi colleghi egiziani, e che ciò possa avvenire senza rischi per la loro sicurezza. Le hanno risposto di sì. Se sarà vero si vedrà.

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