fini cosimi proietti

NELL’AFFAIRE SU GIANFRANCO FINI SPUNTA UNA NUOVA CLAMOROSA PISTA INVESTIGATIVA - AL CENTRO CI SONO 2 MILIONI DI EURO PRELEVATI IN CONTANTI DAI CONTI DI UNA PICCOLA SOCIETÀ DI COMUNICAZIONE E SPETTACOLO FALLITA NEL 2010. A RITIRARLI SAREBBERO STATI I COMPONENTI DELLA FAMIGLIA DI FRANCESCO PROIETTI COSIMI

FRANCESCO PROIETTI COSIMIFRANCESCO PROIETTI COSIMI

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

Nell' affaire Fini spunta una nuova clamorosa pista investigativa. Al centro ci sono 2.000.000 di euro prelevati in contanti dai conti di una piccola società di comunicazione e spettacolo fallita nel 2010. A ritirarli sarebbero stati i componenti della famiglia di Francesco Proietti Cosimi, detto Checchino, ex segretario particolare di Gianfranco Fini e di quel denaro si sono perse le tracce. Per la sua sparizione, presso il Tribunale di Roma, è in corso un processo per bancarotta fraudolenta.

 

FINI TULLIANIFINI TULLIANI

Questa montagna di soldi è finita nel mirino anche degli investigatori che indagano sui rapporti tra il re delle slot machine Francesco Corallo, arrestato con l' accusa di associazione per delinquere, peculato, reati tributari e riciclaggio nel dicembre 2016, e l' entourage politico e familiare Gianfranco Fini.

 

elisabetta tulliani gianfranco finielisabetta tulliani gianfranco fini

Il nuovo filone ruota intorno alla romana Keis Media Comunicazione Srl, nata alla fine degli anni Novanta e fallita nel 2010. Una specie di cassaforte per l' ex segretario di Fini, la cui carriera si è sempre svolta all' ombra dell' ex presidente di An: con lui è andato a fare immersioni sull' isola di Sint Maarten, entrambi ospiti di Corallo, e sempre con lui è entrato in Parlamento nel 2008.

 

Dal 2013 ha cambiato vita e si dedica alla sua nuova iniziativa, un ristorante vicino alla romana Piazza Navona. Ma negli anni ruggenti della politica attiva, sui conti della Keis sono approdati milioni di euro di sponsorizzazioni su cui gli inquirenti vogliono fare approfondimenti. Proietti Cosimi il 20 febbraio scorso è stato sentito dai pm di Roma che indagano su Corallo come persona informata dei fatti e ha dovuto rispondere anche sulla vacanza con Fini ai Caraibi alla corte del re delle slot.

 

Proietti CosimiProietti Cosimi

Subito dopo gli uomini del Servizio centrale investigazioni criminalità organizzata della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Alessandro Cavalli, sono stati incaricati dal pm Barbara Sargenti di fare accertamenti sui rapporti economici di Proietti Cosimi con le società di Corallo, le quali hanno versato sui conti della Keis 240.000 euro tra il 2008 e il 2010.

 

FRANCESCO CORALLO jpegFRANCESCO CORALLO jpeg

Molta della documentazione acquisita nelle nuove indagini era già finita al centro di un' inchiesta per bancarotta, in cui era risultato evidente che a rivolgersi alla Keis per sponsorizzazioni e servizi vari erano state anche molte altre aziende collegabili alle istituzioni dall' Alitalia all' Enel alla Fincantieri. Per questo adesso i nuovi investigatori intendono approfondire i motivi per cui Proietti Cosimi dal 2004, l' anno in cui Corallo sbarcò in Italia, al 2010 abbia ottenuto finanziamenti tanto cospicui su una società a lui riconducibile.

GIANCARLO TULLIANIGIANCARLO TULLIANI

 

Ufficialmente i titolari della società di pr e spettacoli fallita, erano la figlia di Proietti Cosimi, Francesca Maria, e il nipote Alessandro Proietti Croce. Prima di chiudere la Keis ha prodotto anche due spettacoli teatrali: Se stasera sono qui, con Loretta Goggi, e il musical Robin Hood. Nel luglio 2010 la Keis è fallita per un assegno da 57.000 euro non pagato alla Goggi. Un contenzioso che ha permesso al curatore fallimentare Debora Maria Lanini, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e al pm romano Giuseppe Cascini di scoperchiare la realtà che si celava dietro alla Keis. Gli inquirenti scoprirono il fiume di denaro versato non solo dall' Atlantis World di Corallo, ma anche da altre società concessionarie di licenze nel settore del gioco.

 

FRANCESCO CORALLO E CANNALIRE S FRANCESCO CORALLO E CANNALIRE S

Nel 2004 il governo Berlusconi decise di regolare e legalizzare il settore dei vecchi videopoker e tra i dieci concessionari prescelti ci furono anche Lottomatica, Sisal e Citec, i cui nomi compaiono anche tra le società che inviarono bonifici alla Keis. Lottomatica, tra il 2004 e il 2007, destina 360.000 euro (di cui 210.000 nel 2004); Sisal 318.000 tra il 2004 e il 2008 (con un picco di 198.000 nel 2005); ma negli estratti conto c' è anche il versamento di «soli» 12.000 euro della Citec nel 2005. In tutto sui due conti correnti della società arrivarono più di 6.000.000 di euro e un terzo di questi è letteralmente sparito.

giancarlo tullianigiancarlo tulliani

 

Tanto che la Procura di Roma ha contestato a partire dal 2011 a Proietti Cosimi, alla figlia e al nipote la bancarotta e in particolare di aver distratto o occultato la somma complessiva di 2.099.558 euro «prelevata dai conti della società in contanti e senza alcuna giustificazione».

 

I magistrati, per tre erogazioni di denaro, mediante fatture per operazioni inesistenti, hanno ravvisato la violazione delle leggi che regolano il finanziamento alla politica, in questo caso a Checchino, «appartenente alla Camera dei deputati»: in particolare si tratta dei soldi inviati dalla solita Atlantis, tra il 2008 e il 2010, di 36.000 provenienti dalla Sisal e di 132.000 della Ldm comunicazioni spa di Pietro e Daniele Di Lorenzo, gli imprenditori che nel 2013 denunciarono pubblicamente un presunto giro di tangenti per lavorare in Rai.

 

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Ma la Procura li ha accusati di aver foraggiato a loro volta in modo illecito un parlamentare con i contatti giusti nella tv pubblica. Per questo sono imputati anche gli ex legali rappresentanti di Atlantis e Sisal, Alessandro La Monica (arrestato con Corallo a dicembre) e Francesco Tiso.

 

Nel processo per bancarotta è coinvolto pure Pierluigi Angelucci, ex collaboratore della società ed ex factotum di Proietti Cosimi. I finanzieri hanno annotato tra le movimentazioni sospette della Keis anche 81.000 euro versati sul suo conto personale e altri 101.700 su quello della piccola associazione culturale «Monti Simbruini» da lui diretta.

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Al centro di nuove probabili verifiche degli inquirenti c' è pure il finanziamento di 120.000 euro erogato dalla Atlantis World alla associazione Monti Simbruini di Subiaco, paese d' origine di Proietti Cosimi, quasi interamente prelevato in contanti. A ritirare i soldi era stato il già citato Angelucci, che nel 2011 svelò a Panorama: «Quell' operazione mi è stata chiesta direttamente da Checchino e non ne conosco il motivo. I soldi li ho ritirati per lui. Mi sembra di averglieli portati a casa e in via della Scrofa».

 

CASA TULLIANI A MONTECARLO CASA TULLIANI A MONTECARLO

Una versione che aveva riferito a mezzo paese e pure ai suoi legali. Salvo poi modificare il suo racconto davanti ai finanzieri del Valutario nel 2012: «Il bonifico fu fatto per sponsorizzare alcune manifestazioni organizzate dalla predetta associazione, di cui una unitamente all' associazione La Pietra grezza anch' essa di Subiaco; evento culturali svolti nel Comune nel periodo 2005-2006». Una fonte della Verità, vicina ad Angelucci, ci ha suggerito di appurare se i conti correnti di minuscole associazioni culturali siano stati utilizzati come canale di finanziamento solo nel caso della Monti Simbruini o se non si trattasse di un sistema diffuso a livello nazionale.

 

GIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLOGIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLO

A proposito del finanziamento di 120.000 euro Angelucci aveva spiegato al cronista che la manifestazione finanziata dall' Atlantis era «un' invenzione». Come la fattura.

«L' ho compilata con l' aiuto di un commercialista per giustificare l' arrivo del bonifico».

 

Nel processo della Keis questa vicenda non compare. Ma gli investigatori potrebbero riconsiderarla nel nuovo procedimento per riciclaggio continuato in corso contro Fini & c.

Oggi il clima politico è cambiato rispetto a quello in cui è maturata l' archiviazione per la casa di Montecarlo del marzo 2011, quando l' ex leader di An era presidente della Camera. Sono passati 6 anni, ma sembra trascorso un secolo.

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