matteo renzi carlo de benedetti uber

LE STRADE DI UBER PORTANO A CDB – NELLE CARTE DELLA MAXI-INCHIESTA GIORNALISTICA “UBER FILES” SPUNTA ANCHE IL NOME DI CARLO DE BENEDETTI: L’INGEGNERE, AZIONISTA PER MOLTI ANNI DELL’APP DI RIDE SHARING, AGIVA COME MEDIATORE SEGRETO PER CONTO DELLA MULTINAZIONALE CON RENZI E IL SUO GOVERNO. NEGLI STESSI MESI, MATTEUCCIO AVEVA ASSUNTO UN SUPER LOBBISTA DEL COLOSSO AMERICANO COME STRATEGA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL REFERENDUM DEL DICEMBRE 2016 (VISTI I RISULTATI, ERA MEGLIO CHIAMARE QUALCUN ALTRO…)

1 - UBER FILES, CARLO DE BENEDETTI EX AZIONISTA DEL COLOSSO USA E MEDIATORE SEGRETO CON IL GOVERNO RENZI

Estratto dell’articolo di Paolo Biondani e Leo Sisti per https://espresso.repubblica.it/

 

TRAVIS KALANICK - RACHEL WHETSTONE - CARLO DE BENEDETTI - UBER FILES

Carlo De Benedetti azionista di Uber per molti anni e propagandista della multinazionale con Matteo Renzi e il suo governo. Che negli stessi mesi utilizzava un super lobbista del colosso americano come stratega della campagna elettorale per il referendum costituzionale del dicembre 2016.

 

Sono storie italiane che emergono dagli Uber Files, oltre 124 mila documenti interni della società di trasporto privato ottenuti dal quotidiano inglese The Guardian e condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists (Icij), di cui fa parte L'Espresso in esclusiva per l'Italia.

 

INTEGRALE:

https://espresso.repubblica.it/inchieste/2022/07/11/news/uber_files_carlo_de_benedetti_matteo_renzi-357413939/

 

 

2 - "UBER FILES": NEL 2017, UNA FORTE VICINANZA IDEOLOGICA TRA UBER E LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE DI EMMANUEL MACRON

Articolo di “Le Monde” – dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”

 

UBER FILES - EMMANUEL MACRON

Per la sua prima campagna elettorale, nel 2016-2017, Emmanuel Macron ha ricevuto il sostegno di molti difensori del modello promosso dalla start-up, tra cui il suo ex capo lobbista in Europa.

 

Mark MacGann ha conosciuto bene Emmanuel Macron. Per due anni, il capo lobbista di Uber in Europa ha moltiplicato gli incontri, le chiamate e gli sms con il ministro dell'Economia.

 

carlo de benedetti 2

Nonostante alcune delusioni, è rimasto sulla sua prima impressione: Emmanuel Macron è un uomo di talento e carismatico che sta cercando di portare la Francia nella giusta direzione.

 

All'inizio del 2016, a margine del forum di Davos, gli ha inviato un messaggio chiedendogli se avesse bisogno di aiuto per lanciare la sua campagna presidenziale - le voci di una candidatura erano numerose, anche se Emmanuel Macron non si sarebbe dichiarato ufficialmente fino a novembre – scrive Le Monde.

 

Renzi macron4-755x440

Quando si offre di aiutare Emmanuel Macron nella sua campagna elettorale, Mark MacGann non è più un dipendente a tempo pieno di Uber. Ha lasciato l'azienda, in condizioni che in seguito sarebbero diventate conflittuali, a causa di disaccordi sulle condizioni finanziarie della sua partenza.

 

Ma rimane un "consulente senior del consiglio di amministrazione" di Uber fino ad agosto. Nonostante questo possibile conflitto di interessi, Emmanuel Macron ha accettato l'offerta di servizi e ha indirizzato il signor MacGann verso i principali responsabili del progetto, ancora riservato, di creare La République en marche. L'uomo che poche settimane prima era ancora il lobbista stipendiato di una controversa azienda al centro delle cronache, è diventato così un militante del futuro partito presidenziale.

 

UBER FILES - ESPRESSO

Nei mesi successivi, MacGann ha partecipato alla campagna di Emmanuel Macron, in particolare organizzando cene di raccolta fondi a Parigi e nella Silicon Valley. Gli ospiti di questi eventi, imprenditori e investitori tecnologici presenti nella sua rubrica, sono incoraggiati a contribuire alla campagna di Macron fino al limite legale di 7.500 euro all'anno - e potrebbero essere ricettivi nei confronti di alcune delle misure fiscali previste dal programma di Macron, come l'abolizione dell'imposta sul patrimonio.

 

MACRON RENZI GOZI

MacGann afferma di aver aderito al partito per pura convinzione politica, come confermano diversi scambi di battute dell'epoca che Le Monde ha potuto consultare, in cui descrive il suo entusiasmo per il programma economico e sociale del futuro presidente della Repubblica.

 

Mescolanza di ruoli e generi

MARK MACGANN

I documenti degli "Uber Files" non suggeriscono l'esistenza di alcuna irregolarità nel finanziamento o nell'organizzazione della campagna elettorale di Emmanuel Macron. Tra Uber e En marche! la porosità è soprattutto ideologica: come ha detto più volte Emmanuel Macron, il suo progetto politico è molto compatibile con il modello proposto dall'azienda, che combina la deregolamentazione dei settori protetti, la liberalizzazione della forza lavoro e una maggiore flessibilità.

carlo de benedetti 4

 

Ma gli "Uber Files" confermano anche l'esistenza di una certa mescolanza di ruoli all'interno del partito macronista dell'epoca, in cui il privato e il pubblico, l'impegno personale e l'interesse professionale si fondono spesso, a maggior ragione intorno a Uber.

 

Come risulta da un documento della campagna elettorale di Emmanuel Macron, tratto da "MacronLeaks", il futuro deputato di Parigi Pierre Person, all'epoca a capo del movimento Gioventù con Macron (e che da allora ha lasciato il movimento presidenziale), nel 2015 chiese una "mano" a Stéphane Séjourné, consigliere di Emmanuel Macron, per sostenere la sua candidatura a una posizione presso Uber.

 

UBER FILES - INCHIESTA DEL GUARDIAN

Anche diversi protagonisti della campagna 2016-2017 sono stati, poco prima, direttamente coinvolti in discussioni con Uber. Ad esempio, Astrid Panosyan, cofondatrice di En marche! e ora deputata al Parlamento di Parigi, ha partecipato come consigliere di Emmanuel Macron a incontri con Uber. O Julie Bonamy, che oggi dirige le attività di Saint-Gobain nel Sud-Est asiatico, ex specialista digitale di En marche! e che ha partecipato alle trattative che hanno portato all'"accordo" segreto tra il Ministro dell'Economia e Uber sulla riduzione del numero di ore di formazione necessarie per diventare autista VTC.

 

Strane situazioni

I MESSAGGI DI TRAVIS KALANICK - UBER FILES

Tra i "compagni di viaggio" di En marche! c'è anche Fabrice Comptour, all'epoca capo di gabinetto del Commissario europeo per il mercato interno e l'industria Elzbieta Bienkowska, considerato da Uber uno dei migliori sostenitori dell'azienda all'interno dell'esecutivo europeo. Poco dopo il lancio di En marche!, Comptour aveva contribuito a memo interni su questioni di difesa europea; assicura a Le Monde di non aver mai partecipato a discussioni o riflessioni sull'economia collaborativa o su Uber all'interno del partito. C'è anche Christophe Caresche, deputato del PS apprezzato da Uber, co-leader del "polo riformista" formatosi attorno a Manuel Valls, e che in seguito avrebbe dato il suo sostegno a Emmanuel Macron. Nel febbraio 2016, Caresche ha organizzato un incontro per i parlamentari "riformisti" con Uber.

 

MARK MACGANN E MACRON

La permeabilità tra la "nazione delle start-up" e Uber rimane attuale: la sorella di Jean-Noël Barrot, il nuovo ministro delegato al digitale nominato il 4 luglio, non è altro che Hélène Barrot, direttore della comunicazione di Uber per la Francia e l'Europa occidentale. Barrot ha dichiarato ai media specializzati Contexte che avrebbe "rinviato" le questioni relative a Uber.

 

Nel 2017, questa vicinanza porta, a volte, a situazioni strane. Tre mesi prima del primo turno delle elezioni presidenziali, McGann ha messo in contatto il team del candidato con Jim Messina. L'ex consigliere di Barack Obama aveva creato una propria società di consulenza, era stato consulente di Uber e voleva offrire i suoi servizi a En marche!

TRAVIS KALANICK UBER

 

È stato fissato un appuntamento con Ismaël Emelien, uno dei più stretti consiglieri di Emmanuel Macron, dopo il quale Jim Messina ha inviato una proposta con tanto di cifre: per 50.000 dollari al mese, spese escluse, si è offerto di mettere al servizio di Emmanuel Macron l'esperienza del suo team "sui social network e nell'organizzazione delle campagne". Il signor Emelien ha gentilmente ma laconicamente rifiutato la proposta, "che è ben al di là del nostro budget".

CARLO DE BENEDETTI E MATTEO RENZI A DOGLIANI DA CHI

 

Il signor Messina è poi tornato alla carica, offrendo i suoi servizi... gratuitamente. L'offerta è stata nuovamente rifiutata. I documenti "Uber Files" non ne specificano il motivo, ma una rapida lettura della citazione inviata dal Gruppo Messina alla campagna di Emmanuel Macron ci permette di intuire le ragioni di questo disinteresse. In appena tre pagine, il documento propone un copia e incolla della strategia di Obama sui social network del 2008 che, nove anni dopo, non ha nulla di innovativo. Quasi tutti gli strumenti che Messina propone di mettere in atto sono inapplicabili al sistema elettorale francese o già ampiamente utilizzati da En marche!

MARK MACGANN MARK MACGANN UBER A MOSCA RENZI RAI DE BENEDETTI BERLUSCONI

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